La luce non entrava dalla finestra per via delle tapparelle chiuse e per la pesante tenda blu notte a coprire tutto, quindi non capivo se era mattina o pieno giorno. Presi il cellulare e guardai l'ora, erano le 15:45, accidenti era davvero tardi, mio padre sarà andato via presto stamattina altrimenti mi avrebbe sicuramente svegliata.
Decido di alzarmi e andare a pranzare, mangio velocemente un panino con la nutella e corro subito su per le scale, indosso una tuta grigio scuro con una canotta nera da sopra, fa abbastanza caldo per stare a maniche corte però per evitare di morire di freddo in caso dopo le temperature si abbassino decido di prendere un giacchettino. Prendo le chiavi e il mio cellulare ed esco. Percorro un pezzo di strada e casualmente mi ritrovo davanti Luca, dio non lo sopporto proprio.
Mi ferma.
-Hey, ti ricordi di me?- mi chiede mentre mi sorride dolcemente, non sembra nemmeno più lui.
-Difficile dimenticarti, sei il primo ragazzo che ho incontrato che ha una bellissima faccia da schiaffi.- ribatto io.
-Quindi... mi stai dicendo che ho una faccia bellissima?- sorride malizioso.
-Ma va, non intentevo quello!- mi volto e inizio a incamminarmi verso il bosco.
-Dove stai andando?- mi chiede lui.
-Senti, mi devi lasciare in pace okey?!- gli urlo praticamente in faccia, devo dire che dalla sua espressione l'ho ferito, infondo nemmeno lo conosco magari è anche un bravo ragazzo.
-Visito la città, sono nuova e non conosco il posto.- si, ho mentito, di certo non posso dirgli che andavo nel bosco mi avrebbe preso per pazza e poi non voglio portarlo con me lì.
-Posso portati a fare un giro se vuoi.- abbassa il viso, come se si aspettasse un rifiuto da parte mia.
-Va bene.- non so di aver fatto la cosa giusta nell'accettare ma lo vedo alzare il viso di scatto e sorridermi, è diverso, non è quel Luca che ho incontrato al supermercato ieri, questo Luca appare più...fragile, mhh, mi piace, magari potremmo diventare ottimi amici.
-Da dove iniziamo il tuor?- mi chiede estasiato.
-Non so, da dove vuoi, sei tu la guida.- rispondo ancora poco convinta.
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Dopo ore con Luca a girovagare per il paese posso andare dove avevo programmato, nel bosco.
Ero all'entrata è quella sensazione di essere ossevata torna, da una parte mi piace ma allo stesso tempo mi inquieta. Decido di entrare e raggiungere il campo fiorito, però questa volta non mi fermo, proseguo verso il cuore del bosco. Questo campo divide il bosco in due parti. Entro nel bosco di fronte a me e la sensazione iniziale si fa molto più persistente addirittura fastidiosa ora. Ma non mi fermo, continuo fino ad arrivare ad una baita quasi distrutta ma comunque è possibile passarci alcune notti. Mi avvicino con cautela cercando di non fare tanto rumore, il cuore inizia a battermi forte nel petto senza alcun motivo, mi sudano le mani e sono molto nervosa, vedo una finestra, cerco di dare un occhiata dentro ma per via delle finestre sporche non riesco a vedere bene, ad un tratto mi squilla il cellulare, è mio padre. È successo sicuramente qualcosa perché non mi chiama mai.
-Che c'è?- rispondo annoiata
-Piccola, ho fatto un incidente, sono all'ospedale puoi venire?- è strana la sua voce è difficile capire se sia qualcosa di poco oppure grave, so solo che mi viene una fitta al cuore, per quanto non lo sopporti e pur sempre mio padre.
-Certo, vengo immediatamente, come stai? È qualcosa di grave?- inizio a correre, mi bruciano gli occhi probabilmente per le lacrime che hanno iniziato a rigare il mio viso senza nemmeno accorgermene, mi fanno male le gambe e la pancia, ma il pensiero di poter perdere anche lui e rimanere sola non posso accettarlo.
-I dottori dicono che non è molto grave, ma potrei avere qualcosa nella gamba dovuto all'incidente.- è preoccupato lo sento ed è normale, spero solo che guarisca presto.
-Sarò lì tra poco, ora chiudo, va bene? Resisti.- le lacrime non smettono di scendere e la mia voce ha assunto un tono acuto.
-Si, bimba mia.-
Ah, non mi chiama cosi da un secolo, è bellissimo quando lo fa, in fondo, dopo tutte le nostre litigate e le nostre incomprensioni io rimarrò sempre la sua bimba e lui il mio eroe.
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Escape
ParanormalKrystal Price non è un adolescente come tutte le altre lei ha un dono particolare. Per via della morte di sua madre, Mary, si è trasferita con il padre a Amsterdam. Qui incontrerà un ragazzo scontroso, ma che nonostante il suo difficile carattere im...
