Casual

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-Ludovico Einaudi - I giorni

Mi fermo ansimante in mezzo alla strada. Sono senza fiato e non riesco più a correre.
Un dolore lancinante mi assale alla milza, e io mi piego in due.
Non ho mai corso così tanto, io non corro mai.
Odio farlo.

Ma devo per forza prendere l'autobus che mi porterà in stazione.
Non farei in tempo a prendere il treno, senza prendere prima l'autobus.
Perdere il treno per Roma vorrebbe dire perdere l'occasione di vedere Davide anche questa settima.

Davide, il ragazzo più bello che abbia mai incontrato.
Quando mi bacia con gli occhi chiusi, per me è inevitabile aprirli per osservarlo.
Guardare la sua lingua sulle mie labbra è qualcosa che...
Vabbè basta.
Non siamo in confidenza fino a questo punto, io e te.

Sono una ragazza che non parla mai di sé, quasi a nessuno.
Solo Irene, la mia migliore amica da sempre, sa tutto di me.

Ma spesso non sono io a raccontarle le cose, non so come faccia, ma lei sa già tutto.

Non litighiamo mai, e se lo facciamo è solo perché abbiamo il ciclo, o perché io le nascondo le cose per paura di una sua reazione negativa.
Lei alla fine si incazza solo perché non gliele dico, invece che per il motivo vero.

Ci tiene tantissimo a me, non so perché, né come faccia, ma io per lei sono come un Dio, farebbe qualsiasi cosa per farmi fare anche solo un sorriso.

Presente quando ti immagini un fidanzato e vorresti che faccia la cosa giusta, la più romantica, sempre? Nessuno l'ha mai fatto.
Ma ecco... Lei sì.
Le rose a San Valentino, le visite a sorpresa sotto casa anche se lei abita nelle Marche e io in Umbria...

A volte mi stupisco che qualcuno tenga così a me.

Anche quando sono sola so che non sono sola, perché dovunque sia, se io ho bisogno di lei, lei c'è sempre.

Andremo a vivere insieme appena potremo, e finalmente saremo entrambe felici tutti i giorni. Nonostante le piccole cose della vita lo saremo, perché quando siamo insieme è inevitabile sentirsi a casa, ovunque siamo.

Finalmente ci lasceremo dietro tutti i problemi che abbiamo con le nostre famiglie, e saremo libere di vivere la nostra vita come vogliamo.
So che faremo un ottimo lavoro, nonostante le previsioni di tutti.

Non credo nei "per sempre", non l'ho mai fatto.

Ma con lei non posso fare a meno di crederci, da quando siamo piccole non mi ha mai abbandonata.
Nessuno l'ha mai fatto, e anche se non gliel'ho mai detto le voglio bene, e lei lo sa.

Mentre faccio queste riflessioni corro, di nuovo.

Ci sono quasi.

Sisisi ce la posso fare, manca poco.
Poco meno di cento metri mi separano dall'autobus, quando un fottutissimo sasso decide di buttarsi proprio sotto i miei piedi, facendomi rovinare a terra.
Stupido sasso suicida!

Cerco di rialzarmi, ma mentre raccolgo la forze per tirarmi su vedo l'agognato mezzo partire senza preoccuparsi per me.

Resto stesa per terra, sbattendo ripetutamente la testa sull'asfalto.

-Hey.
Serve una mano o ti piace stare lì? Se sei una barbona ti converrebbe spostarti ad un lato della strada, e no, non ti darò cinque euro.
Ma se sei solo una sfigata che ha perso l'autobus, forse una mano te la potrei anche porgere.-

Ma che bastardo!
Mi fa male il ginocchio, e anche se volessi non riuscirei a rialzarmi da sola.

Alzo il viso, ormai rosso come un pomodoro, e lo volgo verso quello di lui.

Due occhi scintillanti sono incastonati in una perfetta faccia da schiaffi.
Un sorriso di scherno è gentilmente posizionato lì solo per me.

Questo ragazzo tatuato sembra essere bello quanto stronzo, ma gli porgo la mia mano.

Il suo sguardo si fa disgustato, e il suo sorrisetto cresce, osservando la mia mano sporca di asfalto fresco.

Merda.

Sempre con quella espressione strafottente si toglie la sottile maglietta nera, e me la porge per farmi pulire le mani.
Arrossisco all'istante, e invece che afferrarla rimango lì immobile a fissarlo.

Impaziente, lo sconosciuto afferra le mie mani e le avvolge nella maglietta, cominciando a strofinare.

Il tessuto sembra scottare.

Finita la sua opera finalmente prende la mia mano e mi tira su.
Mi guarda in faccia e, dopo essere scoppiato a ridere, riprende la maglietta e me la passa sul volto.

Io sono immobilizzata, non capisco niente e sto qui, in mezzo alla strada, a farmi pulire la faccia da uno sconosciuto, mentre dovrei essere sul treno in direzione del mio amore.

Ritenendo che la mia faccia sia abbastanza pulita, il tatuato se ne va senza dire una parola, lasciandomi sola con la sua maglietta tra le mani, un'espressione sconvolta, e il cuore che batte a mille.

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Sono pazza, lo so, ma vi consiglio la lettura della mia storia Hysteria, che più avanti si intreccerà con questa.😇

The Voice Of Us || Emis KillaCerita yang bikin terobses. Temukan sekarang