Era il 07 settembre di un interminabile estate, le felpe che indossavo tutto l'anno per coprire i polsi mi avevano stancato, mi rendevano diversa, ma infondo io ero diversa.
La brezza mattutina scorreva tra i capelli lunghi e di un color biondo naturale e, nonostante il caldo, mi ero coperta come sempre; stavo li, sul tetto di un grattacielo, con le gambe a penzoloni a ragionare sulla mia vita:
Non ero una ragazza con il fisico da invidiare, ricoperta di cicatrici, con il bisogno di essere amata e una grande voglia di farla finita.
Il cornicione era comodo per ripensare a tutta la vita e prendere decisioni, lì mi sentivo a metà tra il prendere il volo e andarmene o farmi forza e continuare.
La bulimia non è il massimo dopo guarita dall'anoressia ma infondo non sapevo che altro fare se non rovinarmi l'esistenza.
Fatta sera, il tramonto accennava appena un color pesca sfumato a dei colori opachi, presto svaniti.
Amo il tramonto: forse perché mi ricorda che anche una stella importante come il sole ha bisogno di staccare per qualche ora.
La notte calava ma non avevo intenzione di andarmene.
Questa è l'ultima cosa che mi ricordo prima del trasferimento, avevo bisogno di staccare anch'io e me ne ero andata, scappata dalla famiglia e dal passato che mi tormentava con i mille problemi da affrontare ogni giorno e che mi avevano portato all'autolesionismo.
La scuola deve iniziare proprio domani e io sono qui a ricordare del passato nonostante faccia così male.
I miei genitori non sono mai stati presenti nella mia vita: mia madre è morta quando ero piccola , mio padre è il più famoso chirurgo del Paese, e per la sua fama girava il mondo e lasciava me e i miei due fratelli più grandi a casa da soli.
Non ho mai avuta una famiglia ora che ci penso.
Quando me ne sono andata nessuno mi ha cercata, ma forse è meglio così.
Ma basta pensare: alla fine non mi interessava.
Chiusi gli occhi con la speranza di non riaprirli.
Sembrava ora di averli chiusi invece mi dovetti alzare.
Mi alzai, presi un paio di jeans e una camicia, preparai la borsa ed uscii.
Arrivai in quell'edificio poco tempo siccome vivevo da sola, per ora, nel dormitorio della scuola: mi avviai verso le aule di lezioni che avrei dovuto sopportare tutto l'anno.
Camminando a testa bassa e sguardo perso andai addosso a qualcosa, meglio dire qualcuno:
<<guarda dove vai stupida!>> disse una voce maschile. Aveva gli occhi di un blu così intenso che si intravedevano le onde del mare. Mi ero persa a guardarlo dimenticandomi del fatto che mi aveva chiamata "stupida"
<<Sei tu che mi sei venuto addosso coglione.>> risposi con tono deciso.
Mi girai per andarmene ma lui mi fermò un polso <<piacere Logan>> si accennò un sorrisetto sghembo e malizioso sul suo volto
<<e chi te l'ha chiesto.>> risposi fredda liberandomi dalla presa e andarmene.
Quel ragazzo mi attirava.
Nonostante fosse così arrogante aveva un qualcosa che mi attirava
L'ora di psicologia passò in fretta e mi recai in mensa sprofondata nei miei pensieri.
Presi il pasto e mi sedetti su un tavolo vuoto. Non conoscevo nessuno e non ero un tipo socievole.
<<L'acida di stamattina>> qualcuno gridò venendo verso il mio tavolo
Riconobbi i suoi magnifici occhi e il suo sorriso perfetto.
<<Che vuoi?>> risposi senza distogliere lo sguardo dal cibo che non avevo toccato.
<<Avevi proprio ragione a dire che ha un bel caratterino>> aggiunse un suo amico divertito.
Mi corressi <allora? Che volete?>>
<<Oh niente miss dolcezza>> Logan strizzò l'occhio e con un sorriso che era la fine del mondo. Odiavo il suo modo di fare, forse solo perché era talmente bello che...NO BASTA PENSARE A LUI.
<<Ecco allora girate i tacchi e volate a fanculo>> risposi.
Si sedettero al mio tavolo ignorandomi e tutte le cheerleader si affollarono davanti a loro.
Mi alzai lasciando il cibo li e me ne andai. Ma qualcuno mi prese un'altra volta per il polso. Era Logan <<Dove vai?>> chiese dolcemente guardando il mio sguardo
<<Fuori>> dissi e me ne andai
Finalmente il giardino era vuoto e mi sedetti su un alto muretto mettendomi le cuffiette e ascoltando "impossible".
Disegnai sul diario che avevo preso degli occhi blu come il mare che inizialmente dovevano essere i miei ma mi ricordavano Logan così chiusi tutto e me ne andai.
<<Ehii!>> senti dire da qualcuno ma non mi girai.
Poi incuriosita mi girai verso una bellissima ragazza dai lunghi capelli castani e gli occhi verdi corrermi incontro.
Sorrisi per non sembrare sgarbata.
<<Vivremo nella stessa camera, l'ho saputo adesso dalla segretaria, piacere sono Amanda, ma tu puoi chiamarmi Amy>> strizzò l'occhio
<<Chiamami Jess>> sorrisi di ricambio
Percorremmo la strada verso il dormitorio parlando del più e del meno e mi sembrò una ragazza molto interessante e simpatica.
Arrivata la sera mi misi sotto le coperte a guardare la tv quando ad un tratto sentii bussare alla porta.
Pensavo fosse Amy ma davanti mi ritrovai Logan.
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A presto
-A
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Proteggimi
RomanceVivere in una vita che non è la nostra: ecco cosa succede a Jess. È circondata da persone che crede di conoscere, ma si riveleranno tutte scrittrici del suo destino: incominciare una nuova vita, e dover farlo per più di una volta, come sarà per una...
