Quella mattina sembrava una mattina come tutte le altre, mentre facevamo colazione, con la luce opaca che entrava dalla piccola finestra in cucina, notai il viso di mio padre che si era fatto la barba e curato i capelli castani, mi accorsi che la sua camicia era come nuova, sembrava non l'avesse mai usata, ed era inserita nei pantaloni neri e lunghi (anche quelli tenuti bene) alla fine dei quali spuntavano un paio di scarpe, che però erano quelle che usava sempre quindi erano molto consumate. Perfino mia mamma era curata più del solito, i capelli ramati che le arrivavano alle spalle erano tagliati dritti e pettinati, indossava un abito verde aderente che faceva risaltare il colore dei capelli, ai piedi portava dei semplici sandali marroni che si intrecciavano fino alla caviglia. Non avevo mai visto i miei genitori così, erano diversi, come se fosse successo qualcosa di importante, alla mia domanda dove chiedevo spiegazioni risposero con un semplice "Charlotte lo scoprirai presto".
Ho subito pensato a una specie di regalo (il mio compleanno però era molto lontano), quindi non ho chiesto altro.
Rimasi sola in quella piccola stanza che si affacciava sulla strada, era una delle poche che aveva la finestra sulla strada dalle altre si vedevano i mattoni delle case vicine, i miei erano usciti chissà a fare cosa mi divertivo a immaginare tutte le persone del nostro quartiere che li guardavano sorridendo chiedendosi cosa gli fosse successo. La cucina era uno dei posti dove mi piaceva di più stare, nel mezzo c'era: un tavolo rotondo di legno con 5 sedie tutte diverse, sulla parete alla destra della finestra un mobile per gli alimenti un piccolo lavandino vicino al mobile e un ripiano per cucinare, le altre pareti erano ricoperte di miei disegni e foto della famiglia. L'elettricità era concessa solo alle persone ricche in città così come il gas e tutto il resto dei privilegi, l'acqua a noi era concessa solo a determinate ore della giornata così che non venisse sprecata e così era per tutti anche per i ricchi. Il pianeta era sulla via del collasso per colpa dell'inquinamento e per i vari esperimenti nucleari in varie parti del mondo che erano tenuti segreti, la NASA sta disperatamente cercando un nuovo pianeta abitabile, mentre il governo tiene il più possibile sotto controllo l'inquinamento. Odiavo guardare fuori (dalle finestre in cui si vedeva la strada) e non vedere quasi nulla, come se ci fosse una nebbia perenne di fumo, giravano tutti con la mascherina anche se non serviva a molto, troppa gente, me compresa, si ammalava troppo spesso.
Tornai nella mia camera, disordinata e piena di cose, presi la "chitarra" un vecchio strumento che non conoscevano in molti, la musica ormai non l'ascoltava più nessuno, me l'aveva regalata mio padre per il mio ottavo compleanno insieme ad alcuni spartiti, imparai a leggerli e a suonare con difficoltà ma ora è il mio passatempo preferito non saprei come fare senza.
Arrivata sera
era una sera come tutte le altre, Charlotte si stava per addormentare quando sentì gridare il suo nome. Si affacciò e, grazie alla pallida luce della luna, riuscì a vedere David che la invitava a scendere. Prese subito un giubbotto, indossò un paio di scarpe a caso e si mise la mascherina sul viso per via dell'aria inquinata. Charlotte ricordava pochi momenti che non avesse passato insieme a David ma solitamente non veniva a svegliarla perché era proibito di incontrarsi di notte per il coprifuoco, probabilmente si trattava di una cosa importante. Quando aprì la porta di casa fu travolta da un'ondata di freddo pungente che le risaliva nei leggeri pantaloni del pigiama facendola rabbrividire. Notò subito gli splendidi capelli neri di David che svolazzavano e andavano a posarsi sulla faccia.
-Spero che ci sia un buon motivo per cui tu mi stia facendo congelare!- Disse la ragazza fingendosi irritata mentre si scostava i suoi lunghi capelli rossi dalla faccia, ma David non sembrava affatto felice allora Charlotte tornò seria.
-Ti devo dire una cosa importante- Annunciò lui con tono preoccupato.
-Parla, ti ascolto...lo sai che a me puoi dire tutto.
-Io non sono un ragazzo qualunque Charlotte, ti ricordi quando ci siamo conosciuti?
-Sì che me lo ricordo perché?- Charlotte ricordava bene quei giorni, avevano 12 anni, lei era una ragazzina che stava sempre in disparte e non aveva amiche, poi un giorno era arrivato lui, sembrava ossessionato dall'idea di conoscerla e non si staccava mai da lei. Charlotte decise di lasciarlo fare e così diventarono grandi amici ma lei si chiede ancora perché volesse così tanto avvicinarsi a lei, infondo non riconosceva niente di così speciale in lei.
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Ellisert
Ciencia FicciónSiamo nel 2119, e la vita di Charlotte, una ragazzina di 16 anni, sta per cambiare totalmente. Il mondo che noi tutti conosciamo si sta logorando ed è prossimo alla sua fine, a causa dei numerosi esperimenti nucleari iniziati nel 2090. Scoprirà che...
