Faceva freddo,e il sole ci regalava il suo ultimo raggio prima di scomparire del tutto fra le montagne; intravidi Cedric intendo a pulirsi le mani imbrattate di vernice. Cedric era uno streetartist, rappresentava sempre creature strane, fantastiche con tale realismo da renderle quasi vive.
-Ced, cosa hai disegnato questa volta?
-Un goia con un ala spezzata.
-Un goia? Cos'è?
-un goia è un drago nato dall'incrocio tra un drago puro cioè bianco e un drago ombra cioè nero,un vero spettacolo, una creatura solitaria e affascinan..- Prima che potesse completare la frase lo bloccai –non ricominciare Ced sei paranoico- Dissi lanciandogli un cuscino,sbuffò e si precipitò in cucina.
Stava sempre a fantasticare, era un tipo davvero strambo, lo si poteva capire soltanto guardandolo: una folta chioma biondo cenere, formata da ricci indomabili, che prendevano forme diverse ogni dì; in contrasto con i suoi occhi nero pece, profondi, tanto profondi; due labbra rosate e schiette quando si trattava di esprimere il proprio parere, incorniciavano il suo essere.
-Janissa,è pronto!- Arg, quel soprannome, lo odiavo.
-Jenevievve! Il mio nome è Jenevievve!
-Uh come siamo irritabili oggi!
-Jeff, non chiamarmi così. C'è qualcosa in quel nome..bhè non chiamarmi più così d'accordo?-.
Finimmo di cenare e mi tuffai nel letto,ero esausta: scuola, studio, kik boxing e dovevo subirmi anche le stupidaggini dei miei amici. Per fortuna Jeff e Cedric erano sempre state le persone giuste al momemto giusto, adoravo stare con loro, erano dei compagni di vita fantastici; nonostante i 45 anni suonati di Jeff che rimanevano soltanto nella sua carta d'identità. Quando ero giù di tono loro trovavano sempre un modo per rallegrarmi. Avevano adottato una scimmia euforica una volta o eravamo andati in tre sulla moto di Cedric per andare a un concerto dei Nirvana, avevamo comprato un cannone sparaneve e lo avevamo utilizzato in estate. Erano la mia famiglia, nel bene o nel male loro c'erano; non scappavano, non mi lasciavano da sola, e anche io facevo lo stesso con loro.
Fissai la grande indiana dipinta sulla parete di fronte al letto, era bella, maestosa, imponente e aveva l'aria di essere anche forte.
-Buonanotte!- esclamai.
E mi parve quasi di percepire una sua risposta, questo mi fece sbarrare gli occhi di scatto ma il sonno si fece troppo pensante per riuscire a pensare in modo razionale, così mi addormentai. Come ogni mattina, Jeff venne a svegliarmi alle 6:00 del mattino (già proprio così), nè un minuto in più nè uno in meno, si accostò al mio orecchio e dolcemente mi disse 'Svegliati è uscito il nuovo film di Harry Potter, dobbiamo arrivare per primi se vogliamo i posti migliori', un secondo dopo correvo per casa cercando i miei jeans migliori e lamia bellissima felpa verde. Sentii una risata risuonare su per le scale, mi girai e vidi Jeff e Ced smascellarsi dalle risate,
-Che Stronzi!-
Presi il giubbotto e uscii,
la neve candida scricchiolava a contatto coi miei stivali di gomma blu , l'aria era gelida ma si riusciva a scorgere l'odore della cioccolata di Inazuma.
-Una tazza di Maddy,per favore!-esclamai. Mi piaceva etichettare ogni cos o animale con un nome,rendeva tutto un po' più speciale.
-Ecco a te!- disse gentilmente Inazuma.
Con Maddy fra le mani mi incamminai verso il parco. All'entrata la neve terminava, e così come all'entrata non c'era traccia di neve, né sugli alberi,né sulle panchine, né a terra. Strano. Al suo posto si poteva leggere non molto chiaramente una frase: "Un nuovo inizio dopo ogni fine." Entrandovi mi sentii avvolta da un calore estivo, non sapevo spiegarmi ciò; era tutto così..così irrazionale. La mia vista si offuscò e caddì in terra priva di sensi.
Calarono le tenebre, tutti i demoni che si annidavano dentro di me presero vita ma, non mi fecero del male. Mi rialzai, intorno a me c'erano case, auto e alberi tutte impregnate di una strana negatività, come se tutto ciò che mi circondasse fosse demoniaco; ma stranamente mi piaceva. Trovavo un ambiguo interesse per quel mondo, mi sentivo: inquietata,disorientata,smarrita ed eccitata al contempo.
Ero sola, in un mondo che di certo non era il mio, e gli unici punti familiari che avevo erano i miei demoni che mi facevano da ombra.
L'eccitazione lasciò il posto al panico,cosa dovevo fare? Non mi restava che tenere a freno le lacrime, cercare di dimenticare dove mi trovavo e sperare che tutto sarebbe finito da un momento all'altro.
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Janissa: l'ultima signora in nero.
FantasyAvete mai l'impressione di essere l'erede di una grande stirpe? Avete mai notato qualcosa di strano, udito qualche bisbiglio? E non vi siete mai chiesti il perché ?
