James era al tavolo della cucina a svolgere i compiti delle vacanze, piú precisamente pozioni, non riusciva a concentrarsi, la sua mente vagava nelle terre del Brasile, a sua sorella, non ne parlava mai con nessuno, nemmeno con Sirius, non gli piaceva mettere in ballo l' argomento "Isabelle".
Chissá quando l' avrebbe rivista? l' ultima volta aveva dieci anni, erano passati esattamente sette anni e tre mesi da quel giorno e non c' era giorno in cui James non pensasse agli occhi vivaci di Isabelle.
Era stato per colpa di uno screzio tra i suoi genitori se lui si sentiva cosí solo, specialmente durante la vacanze, a separare lui e sua sorella c' erano 26000 chilometri se non di piú.
- James, ho una splendita notizia da darti- sua madre entrò in cucina con un enorme sorriso sulle labbra.
- È morto Lumacorno?- chiese speranzoso James chiudendo il libro con un colpo secco rinunaciando a capirci qualcosa.
- No- un uomo entrò in cucina con l' aria impacciata passandosi una mano tra i capelli.
- Ciao - lo salutò freddamente James.
Suo padre cercò di scapigliargli i capelli ma lui si scansò ringhiando.
- Non sei felice di rivedere tuo padre?- chiese il signor Potter.
- Chi? L' uomo che ci ha abbandonati? Qullo che mi ha portato via una sorella? No, non sono felice di rivederlo- disse James scoprendo i denti.
- James - lo riprese la madre.
- No, Dorea, James ha perfettamente ragione, sono stato uno stupido- disse il signor Potter.
- Per una volta siamo d' accordo su qualcosa - disse James incrociando le braccia.
- James, io sposai tua madre perchè l' amavo, la amo tutt' ora e ho commesso un errore, io ti voglio bene- disse l' uomo.
- Questo potevi dirmelo un paio di anni fa, non credi, papá? - l' ultima parola la disse con disprezzo.
- Ho sbagliaro James-.
- E anche tanto-.
- Ma sono pronto a rimediare, io e tua madre ci risposiamo-.
James guardò sconvolto la madre.
- Mamma, ma dopo tutto quello che ci ha fatto...-.
- Lo so, James ma, io lo amo e non è l' uomo che hai sempre visto tu- disse Dorea abbracciando il figlio.
- Mamma, se tu sei felice lo sono anche io- disse James sorridendo.
- Grazie amore - disse la signora Potter con le lacrime agli occhi.
- James - James si voltò e vide sulla porta della cucina una ragazza, molto piú bassa di lui, i capelli mori raccolti in una coda di cavallo, gli occhi castani pieni di lacrime di felicitá, la maglietta a maniche corte rossa e corta con il numero 3 sul davanti, i jeans lunghi e consumati strappati sul ginocchio e le converse rosse.
- Isabelle- James rimase a fissarla.
Isabelle spiccò una corsa attraverso la cucina e gli si gettò tra le braccia piangendo di gioia.
- Mi sei mancato cosí tanto fratellino - disse singhiozzando.
- Anche tu sorellina - anche James singhiozzava, il che era abbastanza strano da parte sua, lui non piangeva mai.
- Isabelle- disse la signora Potter.
- Mamma- disse la mora e andò ad abbracciarla.
- Allora?- il signor Potter battè una pacca sulla spalla del figlio.
- Allora, mi sei mancato papá- sorrise James.
Abbracciò il padre, profumava esattamente come lui, come si ricordava.
- James, fammi vedere la casa, non mi ricordo piú niente, sono sette anni che non entro piú in questo posto- disse Isabelle prendendolo per un polso.
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Isabelle Potter e la maledizione della Ragazza di Polvere
FanfictionAnno di rivelazioni, James Potter ha una sorella, a molti questa situazione non quadra, ma i genitori di James non avevano un figlio unico, ma bensí due. I due coniugi si sono separati all' etá di otto anni dei due figli ( gemelli). James è rimasto...
