Prologo

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Otto anni prima...



<<Stefania sei pronta?>> grida mia madre dal piano di sotto, <<Se non ti sbrighi arriveremo al matrimonio in ritardo! E sai che tua zia si infurierebbe!>>. <<Si mamma sto arrivando!>> chiudo il beauty, mi do un ultima occhiata allo specchio e scendo giù dove mia madre, mio padre e mio fratello mi aspettano da almeno mezz'ora. Saliamo tutti in macchina e ci dirigiamo al matrimonio di mia zia Laura che, finalmente dopo svariati fidanzamenti andati a quel paese, si sposa con il suo fantastico Lorenz, primario di chirurgia pediatrica. La cerimonia procede bene e senza intoppi. Arrivati alla sala ci aspetta una cena che potrebbe sfamare l'intero continente africano, ma i 200 invitati a questo banchetto riusciranno a ingurgitarsi tutto in men che non si dica. La festa prende una piega allegra, grazie all'open bar, ma disgraziatamente non avendo raggiunto la maggiore età - ancora mancano 3 lunghissima anni - sono costretta ad annoiarmi facendo la babysitter al mio fratellino Davide che è seduto accanto a me a giocare con le macchinine. Dopo svariati minuti di balli e risate altrui, decido di allontanarmi dal mio posto e fare una passeggiata per schiarirmi i pensieri. Avverto mia madre che mi sto allontanando, così che tenga d'occhio la peste, e mi avvio verso il laghetto che vedo in lontananza. Siamo in piena estate e anche se è ormai sera, si sfiorano i 27 gradi. Ovvero fa un caldo infernale. Mentre cammino con il mio ipod accesso e le cuffie alle orecchie, opto per levarmi questi maledetti tacchi che mi stanno distruggendo i piedi. Raggiungo il laghetto e mi siedo sull' erba finalmente sola e in pace. Qualche minuto dopo mi sento così rilassata che mi ritrovo distesa con gli occhi chiusi a canticchiare la mia canzone preferita, La La Land di Demi Lovato, tanto da non accorgermi che la mia quiete sta per essere distrutta per sempre.

<<AAAAAHHH!>> mi alzo ad una velocità tale da ritrovare l'ipod e le cuffie a terra.

<<Scusami non volevo spaventarti!>> dice il ragazzo impalato difronte a me.

<<Chi diavolo sei? Mi hai fatto prendere un colpo!>>

<<Ti ho visto allontanarti dalla sala e sono venuto a vedere cosa facevi, tutto qui.>>

<< Ok ma non hai risposto alla mia domanda. Chi sei?>>

<< Mi chiamo Andrew, piacere di conoscerti.>>

<< Ok Andrew, noi non ci conosciamo perché sei venuto a cercarmi?>>

<< Così. Mi ero seccato di là volevo trovare qualcosa di interessante da fare.>>

<< Ah e io sarei "qualcosa di interessante da fare"?>>

<< Be' perché no!>> dice beffardo questo tizio poco più alto di me.

<< Mi dispiace ma non sono interessata!>> sbotto seccata e infastidita da questo ragazzo con gli occhi verdi smeraldo.

<< Sei proprio una ragazza apatica sai?>> commenta con un sorrisetto seducente. "Seducente? Stefania riprenditi."

<< Io? Apatica? Neppure mi conosci!>>

<< Stiamo parlando da 5 minuti e ancora non mi hai detto il tuo nome e per di più mi tratti con una freddezza unica! Non voglio mangiarti rilassati!>> fa una mossa con la mano. "Che carino... Ancora? Stefania dov'è il tuo autocontrollo e il tuo odio verso il genere maschile?"

<< Mi chiamo Stefania, piacere.>>

<< Hai deciso di rilassarti vedo!>> "ma che vuole questo? E perché quando muove quelle labbra mi viene voglia di morderle e succhiarle? Ok sto delirando."

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