Due anni fa ero un contadino qualsiasi delle vaste terre ricoperte di colline posizionate a ovest, vivevo in un piccolo,insignificante villaggio e la mio unico scopo nella vita era coltivare la terra per ricavare un poco di grano per tutto l'inverno. ..ma tutto è cambiato. Tutto è iniziato quel giorno, più precisamente alle ore 8.00 a sentire il baccano del vecchio mulo che si era sistemato comodamente vicino alla locanda del " povero menestrello ". Insomma quella stridula e contorta ragliata mattutina aveva messo in moto il mio solito rito giornaliero. Ogni giorno quando mi svegliavo andavo nella tranquilla e silenziosa foresta di Longriver attraversata dal fiume Blackmoon, altrettanto silenzioso. Quel giorno pioveva e il mio rito non poteva essere più speciale di così. Io amavo sedermi su un tronco di un vecchio albero abbattuto e ascoltare i fantastici suoni della natura : le gocce di pioggia che cadevano sulle foglie delle innumerevoli queirce millenarie presenti nella foresta, il rumore dei grilli, il cuculo e il passero che sbattevano le ali con grande fragilità. Un'esperienza bellissima finché non fu interrotta da un forte rumore di passi. Andai a vedere di nascosto facendo estrema attenzione a non calpestare legni o foglie secche capaci di svelarmi al misterioso calpestio continuo. Arrivai fino a una serie di arbusti molto fitti ma capaci di nascondermi alla vista altrui e lì mi nascosi. Intravidi una serie continua di soldati che marciavano senza sosta come un solo uomo, camminavano in sintonia l'uno con l'altro senza mai perdere il ritmo. Decisi di avvicinarmi di soppiatto per vedere meglio il loro aspetto, credendo che l'enorme arbusto dalle grandi foglie mi proteggesse dalla loro vista, ma feci un grande errore : la coordinazionedei miei passi con i loro. Feci un solo passo e di scatto tutti i soldati si voltarono verso di me. Iniziai a pregare gli dei purché non mi avessero visto. Tenevo gli occhi chiusi e le mani unite, non chiedevo altro che andarmene a casa tutto intero. All'improvviso sentii una voce che quasi mi fece cadere a terra per quanto era forte. Aprii gli occhi nella speranza che fosse tutto un sogno e vidi con stupore un uomo basso e grasso ma che aveva dei muscoli quasi che sembravano conferiti dagli dei. L'omone vestiva un'armatura di puro acciaio e una tunica color nero inchiostro con sopra ricamato un lupo argentato a tre teste, calzava degli stivali di duro cuoio e aveva dei guanti di ferro rigati con strane decorazioni in oro e un elmo di quelli che non si vedevano da molti secoli, non riuscivo a vedere il volto del misterioso soldato per via della visiera abbassata. Il soldato si tolse l'elmo per riuscire a respirare meglio e vidi il suo volto : barba e capelli rossi, due occhi neri desiderosi di combattere e un grosso naso a patata. L'uomo iniziò a parlare :-Ti conviene uscire ragazzo, ti abbiamovisto tutti -.Iniziai a uscire lentamente dal covo di rovi e quando ne uscii del tutto, l'omone mi si avvicinò lentamente e mi diede una leggera pacca sulla spalla e mo disse con grande tranquillità :-Non temere ragazzo, non ti faremo del male; quella che osservi è la temibile armata del grande e potente Signore dei mercenari, signore di Hargaroth ed Elfalar, custode dei segreti della guerra e il più temibile nemico di Trundar signore del regno di Hoverfalt -. Io rimasi stupito non solo perché avevo creduto che per me ci sarebbe stata morte certa ma perché osservavo meravigliato quella terribile ma allo stesso tempo splendente macchina da guerra. L'omone si rivolse di nuovo a me con uno sguardo sorridente dicendo:-Se hai qualcosa da chiedere ti concederó solo 2 domande perché non ho più tempo da perdere -. All'inizio non dissi nulla per cercare di dire o fare qualche sciocchezza ma poi domandai:-Cosa siete venuti a fare qui ad Arfronder? -. Ci fu un momento di silenzio e l'omone non disse niente ma poi rispose:-Lo scoprirai presto ragazzo, hai altro da chiedere? - Risposi in modo del tutto inaspettato da parte mia:-La seconda domanda desidero tenerla quando ce ne sarà bisogno -. L'omone non disse niente e se ne andò facendo segno alle truppe di continuare la marcia. Rimasi in silenzio, non sapendo cosa dire ero sconvolto, non sapevo se avevo visto un'armata o la morte che mi aveva appena sfiorato. Avevo la strana voglia di correre dietro al l'omone e di porgli la seconda domanda da lui concessami, volevo sapere assolutamente perché erano venuti ad Arfronder; quella terra con le sue verdi colline, la campagna che si illuminava ad ogni rosso tramonto e risorgeva di un color oro ad ogni sorgere del sole, la vita delle persone, ignoranti della guerra, aveva fatto di quella terra la destinazione perfetta per trovare la pace. Ad ogni uomo armato che sfilava sotto i miei occhi, la motivazione di quella armata nella mia terra non faceva altroche tormentarmi. Rimasi lì, immobile a fissare i soldati che marciavano senza sosta per almeno una buona mezz'ora, in cerca della risposta alla mia domanda. Per cercare un indizio che mi aiutasse con la questione, guardai incessantemente i soldati, non avevo ancora notato il loro aspetto fisico e le loro splendide armature e vesti: ognuno di loro portava un'armatura d'acciaio massiccio e una veste identica a quella del l'omone, indossavano guanti di ferro con incisioni in argento e degli stivali duri come la pietra, il loro volte era completamente coperto da un elmo cornuti di antiche epoche e dal camaglio in ferro. Ciò che mi spaventa di più di loro erano le armi appese alla cintura di cuoio: enormi spadoni in acciaio con manici in argento, notai accuratamente i loro pesanti ma magnifici scudi, decorati tutti alla stessa maniera: un lupo argentato a treteste su uno sfondo nero. Per tutto quel tempo che rimasi lì, non mi era venuto in mente su qualsiasi spiegazione perché si trovassero lì. Decisi che era tempo di tornare al villaggio è di raccontare tutto al mio vecchio e ai miei amici. Dovevano essere le 10.40-10.45 a vedere la posizione del sole che illuminava il sentiero per i campi di grano. Sentivo che tutto il mondo che avevo conosciuto finora stava per cambiare, la mia vita stava per cambiare, niente sarebbe stato come prima, me lo sentivo, ne ero certo.
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"L'onore perduto"
RandomUn impero diviso,una guerra mai vista prima sta per scatenarsi e solo uno può vincerla...La guerra si fa con i soldati e i soldati fanno la guerra.....ecco allora il signore dei mercenari che affronterà battaglie e assedi tra la neve e tra i mari or...
