Era il mio primo giorno di lavoro, ero stata trasferita in una casa di riposo fuori dalla mia cittá dopo che quella dove lavoravo ha chiuso per far spazio ad un nuovo condomineo residenziale...
Amo gli anziani, adoro la loro compagnia, sará che non ho mai conosciuto i miei nonni, ma questo poco importa ora; mi presento, mi chiamo Aika Sophia,un nome un po insolito, non credete? beh se questo vi sembra strano aspettate di scoprire cosa mi è successo!
Arrivata a lavoro mi presentai ai miei colleghi e cominciai a svolgere le prime mansioni. Mentre aiutavo a vestirsi una residente, la signora Agata o come mi ha detto di volersi far chiamare "Aggy" entrò un signore nella stanza, ovviamente lo riproverai dicendogli che non poteva entrare perchè in quel momento Aggy si stava vestendo, l'uomo iniziò a piangere e se ne andò; rimasi stupita da quella reazione e non appena ebbi finito di aiutare la signora, corsi a cercare l'uomo. Non trovandolo raccontai ad una delle mie colleghe (Samantha) informazioni sull'uomo: mi disse che si chiamava Sandro e che era andato lì di sua spontanea volontá per non gravare sulle spalle dei figli, ma che loro lo andavano a trovare ogni giovedì ed ognì lunedì, mi disse anche la stanza, ma non avevo il coraggio di entrarci, infatti mi dissi che non c'era fretta. Sbrigai tutti i lavori a me assegnati e tornai a casa; una volta arrivata salutai mia madre. Era venuta a stare da me per aiutare me e mio fratello con i bambini, ma alla fine abbiamo deciso di ampliare la casa così che anche lei ora mai sola (divorziata) potesse stare con noi.Mia madre è una donna discreta, non ha mai interferito con la vita mia e di mio fratello, gentile solare ed è anche molto bella: occhi a mandorla del colore del ghiaccio, capelli corvini, cargione olivastra ed un fisico invidiabile per una sessantenne!
A cena le raccontai la disavventura e lei mi rassicurò dicendomi che c'era una spiegazione per tutto ciò...
Il giorno seguente andai a lavoro e vidi che l'uomo era con una mia collega Laura:
x - Sì ma lei mi deve dire il nome dell'infermiera!
Laura - ecco glielo chieda personalmente
io - Buongiorno, mi chiamo Aika e lei?
x - Sandro
io - Gli vorrei parlare se me lo concede
Sandro - Certo
Andammo nella saletta comune e ci sedemmo su di un divanetto:
io - Mi potrebbe spirgare il perchè di quella reazione, ieri?
Sandro - Signorina, lei mi ricorda una donna, una donna a me molto cara...
io - Ah capisco, questa donna non la vede da molto tempo?
Sandro - Sì signorina, da circa trentacinque anni...
io - mi dispiace, se vuole cercherò di farmi vedere il meno possibile
Sandro - Si figuri, non deve, mi porta alla mente molti bei ricordi
io - Ah, allora ne sono felice! Gli andrebbe di raccontarmeli?
Sandro - Certo, avevo circa diciott'anni quando la incontrai, non avevo mai visto una ragazza così bella, occhi del colore del ghiccio come i tuoi e capelli neri come la pece, il suo sorriso era simile al tuo, ma lo sguardo molto più triste... Restava sempre in disparte dagli altri,troppo timida per parlare con qualcuno e troppo spleciale per essere capita. Un giorno decisi di andare da lei, immagini la sua faccia! Si guardava in torno cercando qualcuno come se fosse impossibile che stessi parlando proprio di lei... Le chiesi il suo nome e che libro stesse leggendo, stava leggendo l'inferno di Dante. Da vicino era ancora più bella e notai i piercing che aveva, a quel tempo erano poche le persome che si facevano bucare in quel modo e che si truccavano così pesantemente, ma nonostante questo era la più bella che avessi mai visto; i giorni passarono e ci parlavamo più frequentemente, fino a quando non la invitai ad uscire, la portai al cinema ed a prendere un gelato "pistacchio e stracciatella" era la dolcezza più assurda. Frequentava lezioni private di magistrale, non conobbi mai una ragazza così intelligente quanto bella; ad un certo punto decise di chiederle di sposarmi
io - Aspetti, ma come di sposarlo? non ha detto che non la vede da trent'anni?
Sandro - porta pazienza...
io - Ha ragione, mi scusi
Sandro - Dove ero arrivato? Ah si si; Le chiesi di sposarmi, ma rifiutò dicendomi che suo padre non avrebbe acconsentito e che era promessa ad un altro... Mi arrabbiai molto dato che non mi aveva mai parlato di questo, ma non appena mi spiegò che suo padre le aveva concesso la possibilitá di vivere e fare ciò che voleva fino al matrimoni la capii... Passarono tre anni e continuammo a vederci, lei mi disse che mi amava, istintivamente la baciai, ma non andammo mai oltre ai baci e le carezze... Nel frattempo mia madre scelse una moglie anche per me ed all'alba dei miei ventitre anni mi sposai e lei ai suoi venti fece lo stesso; prima di separarci per poi non vederci mai più mi raccontò una leggenda che parlava di un filo rosso legato ai mignoli della mano sinistra delle anime destinate a stare insieme "il filo rosso del destino", forse per disperazione noi ci credevamo veramente e ci facemmo tatuare un fiocco rosso sul mignolo. Ci promisimo che saremmo stati felici, mi disse che se era destino ci saremmo riincontrati anche se da quel giorno non la vidi più. Nascondo sotto un anello ancora quel tatuaggio che mi feci ripassare ogni 2 anni fino a quando non sono entrato quì dentro; Mia moglie, donna amorevole mi ha sempre amato e mi ha dato la gioia di ben tre figli, è venuta a mancare un paio di anni fa e da lì decisi di trasferirmi quì.
io - Che storia emozionante! Ma qual'è il nome della donna?
Sandro - Marina
Sbiancai e corsi dalle mie colleghe dicendogli che sarei tornata presto.
Non poteva essere, eppure combaciava tutto perfettamente, l'anello sul mignolo, l'etá, le caratteristiche fisiche, il nome..
Arrivai a casa in meno di dieci minuti e corsi verso mia madre, la presi per un braccio e la portai verso la macchina
mamma - Aika Sophia brown, ma sei diventata matta?
io - No mamma devo portarti in un posto, è importante
mamma - Va bene, fammi almeno mettere le scarpe!
io - oh si scusami..
Appena fù pronta spinsi sull'acceleratore più che potevo ed una volta raggiunti la casa di riposo le chiesi di aspettare fuori, un po stordita fece come le avevo chiesto; Entrai e presi il signpr sandro per mano accompagnandolo fuori...
Sandro - Marina
Marina - Sandro
E li successe... Si abbracciarono e si baciarono, sembrava che non fosse passato nemmeno un giorno dal loro ultimo addio ed io ricevetti l'ennesima prova che l'amore vero esiste.
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One shot Party
RandomMettiamola così ogni tanto mi vengono in mente delle mini storie assurde e quindi è arrivato il momento che le condivida con voi!
