"Mamma,mamma" urlo.
Vedo la sua bella camicia sporca di rosso.Ma non capisco il perché.
Non sento più il suo cuore e i suoi occhi sono chiusi come se stesse dormendo.
Sono sola,ho paura tanta paura.
Prendo il telefono e riesco a digitare il numero dei carabinieri.
Era uno dei pochi numeri che mi hanno insegnato da quando avevo 4 anni.
Finalmente mi rispondono,cerco di ricordare tutto quello che avevo visto,ho solo capito che tra poco arriveranno.
Non avrò più una sua buonanotte,non avrò più un suo abbraccio e non potrò più averlo.Mai.
Mi sveglio all'improvviso.Avevo fatto lo stesso incubo.
Tutte le notti,sempre la stessa cosa.
Il suo volto spento,il suo cuore fermo e io li davanti a quel mare di dolore,pensavo che qualcuno buttava un ancora e mi salvava,ma no,non era solo un sogno ma anche la realtà.
Fin da piccola avevo capito che non c'è ferita più grande dell'amore.
Mamma aveva un compagno e fu lui a ucciderla,puntare una pistola nel suo petto e spegnere la luce di un meraviglioso sorriso.
Guardo la sveglia: 7:50.
Mi alzo di corsa e vado in bagno,per lavarmi.
Prendo i miei jeans e la mia felpa preferita e mi incammino come tutti i giorni a scuola.
Frequento la quarta scientifico e ho 17 anni.
Sono Beatrice,o Bea per gli amici.Se si potrebbero chiamare così.
"Ehi" vedo in lontananza Ines avanzare verso di me.
"Tesoro,come stai?"
La abbraccio forte,sono molto legata a lei,è una delle mie più care amiche,sa tutto di me.
"Bene e tu?"
"Si dai..."
La vedo sforzare un sorriso,solo per alleviare quel momento di tensione.
"Sai oggi arriva mio fratello da New york"
"Non l'ho mai conosciuto"
"Si perché lui vive con mio padre li"
I suoi genitori si erano separati,qualche anno dopo la loro nascita,forse per quello lei ne parla con tranquillità.
"Comunque si chiama Travis è due anni più grande di noi"
"Da quanto che non lo vedi?"
"Saranno 4 anni"
"Vi sentite al telefono?"
"Lui è un menefreghista,non mi chiama quasi mai e se lo chiamo io trova sempre qualche scusa per non parlare"
"E perché sei felice allora?"
"Non lo so,avere una figura maschile al mio fianco mi fa stare tranquilla."
"Lo spero per lui che ti tratti bene"
Suona la Campanella e quel suono così fastidioso interrompe i pochi minuti di libertà che ci rimanevano.
Entriamo in classe e al mio posto c'è un ragazzo.
Do una spallata a Ines.
"Travis"urlò.
Lui si girò e le va incontro.
Ines lo abbraccia il più forte possibile,ma lui non ricambia sembra indifferente.
"Sei venuto presto"
"Mamma voleva che ti facessi una sorpresa" quasi sbuffò
"Senti se ti da tanto fastidio,la porta è quella" dissi
"E tu da dove ne esci?"
Mi fissò per pochi secondi.
Non sapevo dove avevo le gambe,le braccia e la testa.
"Veramente Sei tu quello nuovo"
"Ragazzina non voglio sprecare fiato con una come te"
"Primo non sono una ragazzina,secondo non trattare lei come se non te ne fregasse nulla"
"Non sono affari tuoi"
Lo guardo.
Mi guarda.
Non so cosa dire i suoi occhi,quei occhi verdi mi lasciano senza parole.
O senza fiato.
Lascio perdere e mi siedo nel mio banco,non voglio avere discussioni con gente per cui non ne vale la pena.
"Buongiorno ragazzi"
Magari la pensassi allo stesso suo modo prof.
Ciao,ho deciso di eliminare la vecchia storia e di crearne una nuova.
Spero che come inizio vi piaccia.
Bacioni xxx
JE LEEST
Condividiamo insieme il buio
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