Capitolo 1 "Questo mondo pieno di magia"

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Siamo nel 2014 ormai l'inverno e alle porte, e la popolazione mondiale oggi conta circa 7.5 miliardi di persone, questa fonte arriva da un censimento indetto nel 2011, la popolazione mondiale allora contava circa 7 miliardi di persone.

La maggior parte di queste persone oggi vive la propria vita, tranquilla e spensierata, percorrendo la loro strada chi in bene ma altri nel male, diciamo fino a qui tutto normale, nulla di nuovo però c'è una cosa che questi 7.5 miliardi di persone ignora o semplicemente non dà importanza, queste persone sono andate avanti dimenticandosi di una cosa che e con noi addirittura dal giorno in cui noi nasciamo, quello che le persone si dimenticano e l'esistenza della Magia.

Una volta mi sembra di aver letto da qualche parte queste righe:

"La magia è una, unica e indivisibile, ed è nata con l'uomo"

"La magia risiede nella natura attorno a noi e nell'animo umano e nel suo spirito"

"L'uomo nasce con essa ma non tutti si rendono conto di possederla"

Era il 25 Novembre, il sole splendeva, non si pensava che l'inverno fosse già arrivato, gli uccellini cinguettavano,e nel celo non c'era neanche l'ombra di una nuvola, potremmo dire una giornata perfetta, beh dicerto non sembrava un normale giorno d'inverno.

Molti di voi però si chiederanno cosa c'entra il 25 novembre, cosa ha a che fare con la storia e io vi rispondo, non correte, aspettate un attimo perché se dovessi dare una data d'inizio a tutto quello che è venuto dopo, direi che tutto e iniziato proprio il 25 novembre, questo è il giorno in cui la loro vita ha subito un grosso cambiamento.

Molti di voi probabilmente si saranno già stufati e avranno chiuso questo libro, sicuramente penseranno "Cosa diavolo sta dicendo questo qui? Siamo nel 2014,lo sanno tutti che non esiste la magia" poi "Quanto se la tira, non sa nemmeno scrivere"

Diciamo che fino a poco tempo fa anche io la pensavo esattamente come voi, sulla magia ovviamente, anzi, forse ero ancora più scettico di alcuni di voi in merito a tutto questo però mi sbagliavo come tutti voi perché la magia esiste ed e sempre esistita, è sempre stata accanto a noi ma noi non ci siamo mai accorti della sua presenza.

Ora iniziamo, prestatemi un po' d'attenzione perché come ho detto prima tutto ha inizio il 25 novembre, siamo in Italia, più precisamente a Milano presso l'Istituto Grimm, una scuola poco raccomandabile, e l'attenzione di tutti e incentrata verso due ragazzi che si stanno prendendo a pugni nel cortile dell' Istituto, quello più alto con l'aria da bullo con i capelli alzati e sistemati e la giacca di pelle condei pantaloni a vite bassa si chiama Dante Drake, 16 anni, frequenta il terzo anno, conosciuto per la sua fama di eterno bocciato, invece vicino a lui l'altro ragazzino con i capelli lisci e abbassati vestito in modo molto sportivo con le scarpe da ginnasticasi chiama Ian Ogre, 14 anni, anche lui frequenta il terzo anno.

- Dante maledetto, prendi questo! – Disse Ian, cercando di colpire Dante ma fallendo miseramente.

Ma subito si udì la risposta un grido, un ruggito, che sembrava avesse smosso tutta la scuola.

- Dai orco, fammi vedere quanto sei migliorato questi due anni!! Su, fammi vedere di cosa sei capace – Disse Dante colpendo Ian con un pugno.

Subito intorno ai due ragazzi si riunì una folla immensa, sembrava quasi che ci fossero tutti gli studenti, c'era chi faceva il tifo, chi era li solo per quei cinque minuti, chi era scandalizzato e chi invece passava di li e non si fermava neanche, ma comunque in tutto quel casino la gente parlava e parlava, a loro non interessava niente dei due ragazzi e del motivo per qui si comportavano così, non li interessavano le ragioni che potessero avere e nessuno cercò di fermarli anzi in mezzo a loro si sentivano queste parole"Cosa! Ancora quei due" disse uno, "Ma non la smettono mai", aggiunse un altro, "Non si vergognano a prendersi a pugni così, non hanno un minimo di pudore". Ma voi pesate che ai due ragazzi interessavail parere di quelle persone, pensate che al loro interessa cosa dicano, no!a loro non importava, anzi, sembrava quasi che queste parole li incitassero ancora di più, così i due ragazzi continuarono, e continuarono ancora fino a quando entrambi caddero a terra sfiniti e pieni di graffi e lividi.

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