L'inizio..

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Tornai a casa come tutte le altre mattine dopo la scuola, non sapevo però che da quel giorno non sarebbe stato come le altre mattine,da quel momento tutta la mia vita si sarebbe stravolta.
"Evelyn, dobbiamo andarcene, non possiamo stare più qui"disse mia madre, in lacrime, cosa l'avesse ridotta in quello stato potevo ben immaginarlo, ma pensavo si sarebbe tutto risolto come sempre. "Che è successo??" chiesi come al mio solito "Mi ha alzato le mani, mi ha schiaffeggiata, non possiamo più stare qua, abbiamo la possibilità di andare fuori, crearci una vita nostra" disse allarmandomi, sembrava determinata in quel suo obiettivo ed io non ero abituata a far valere i miei pensieri. Avrei voluto dirle di no, che non sarei voluta partire perché mi ero fatta degli amici ormai, che stavo bene, che non volevo ricominciare tutto da capo.. Inutile a dirsi che mi limitai a fare le valigie e iniziare questo nuovo viaggio...
"Vedrai, ti farai nuovi amici e ci faremo una vita nostra, andiamo da dei conoscenti, andiamo a Rimini" disse mia madre. "Va bene mamma" annuivo, anche se dentro avevo una bomba che si caricava, ormai accesa che minacciava di esplodere e distruggere tutto ciò che ero stata fino ad allora.

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Dopo un lungo tragitto Arrivammo, ero stanca e bramavo solo un letto in quel momento! Osservai dove mi trovassi, ero davanti ad un grande cancello, intravedevo una casa grande ed un grosso giardino che la circondava interamente. Ero triste, ma era stupendo.
"Angela! Ciao, Entra!" disse una donna dai corti capelli rosso scuro, aveva un volto stanco e con delle occhiaie molto evidenti, si capiva che non dormiva per bene da giorni.
"Ciao Amerilde! Mi fa piacere vederti." rispose mia madre, bene avevo la conferma che si conoscessero e aveva anche un volto familiare. "Come stai??" disse Amerilde. "Bene, grazie, e voi?? I bambini stanno bene??"... Flash!! Lei era la madre di quei bambini con cui stavo sempre quando ero più piccola, quando era proprio a Rimini che ero stata ed era proprio lì che iniziai a perdere le persone a cui tenevo, i miei amici! Elena, Sam e Alessio.. Mi percorse subito una gran nostalgia al pensiero che ormai ci eravamo persi, avevo solo 4,5anni quando giocavo con loro, anche se ricordo di sentirmi più grande dell'età che avevo. Venni riportata alla realtà dalle parole di Amerilde. "Stanno bene, grazie, entrate e sistemate la vostra roba.. Lei è Evelyn?!" disse poi fissandomi con stupore "mamma come è cresciuta"
"Eh si, hai ragione è una piccola donna ora" replicò mia madre, e aveva ragione.. Ero una piccola donna, dovevo fare la matura e riuscire ad affrontare tutto ciò che stavo vivendo e che avrei vissuto, sapevo che non sarebbe stato semplice,ma nn volevo pensarci.
Entrai in casa, era enorme e bellissima, vi era una cucina con la mensa, una tavolata grande e una scalinata alta che portava sicuramente alle camere.. Avrei vissuto lì per un po', quella sarebbe stata la mia nuova casa.
"Permessooooooo" sentì improvvisamente una voce e venni spintonata di colpo... "oh stai attento" risposi irritata. Poi lo vidi, il ragazzo che stava correndo come un pazzo girarsi "scusami devo scappare sn in ritardo" mi disse con un piccolo sorriso. Era poco più alto di me, aveva una tuta e sembrava poco più grande di me. Mi voltai sentendomi trasalire. Mi vergognavo ad interagire con quelli dell'altro sesso anche se per qualche secondo, era più semplice litigarci. "Bene la vostra camera è di sopra alla prima scalinata in fondo sulla destra,anzi vi accompagno così vi faccio vedere il resto della casa" ci disse Amerilde con un sorriso composto, ma questa nn sa sorridere?! Pensai.
Salimmo la prima rampa di scale e ci dirigemmo in quella che era la nostra camera. Amerilde aprì la porta, la camera era semplice, con due letti, uno attaccato al muro e un altro all'altra estremità, al centro vi era un piccolo comodino con sopra una finestrina che dava sulla strada e di fronte, proprio accanto alla porta vi era un armadio con uno specchio intero attaccato all'anta. Vi era poi un'altra porta, quello era il bagno. Non era male. Lasciammo le nostre cose lì e salimmo un'altra rampa di scale, questa portava alla soffitta con una tavola da biliardo proprio al centro. "Vi mostro il resto della stanza mentre parliamo un po' della vostra permanenza qui" disse Amerilde guardando mia madre. "Bene allora posso andare a riposare?? Così vi lascio parlare tranquillamente" approfittai. "D'accordo Evy, sarai sicuramente stanca" disse mia madre e così dopo che le diedi un bacio sgusciai fuori la porta e iniziai a scendere le scale quando mi bloccai.. "Dai facciamo una partita oggi, è tutto il giorno che sto dentro non ce la faccio più" sentì la voce dire, continuai a scendere "E va bene però non troppo tardi che io sono stanco" proseguì il suo interlocutore. Arrivai dov'erano loro.. Rimasi bloccata nel vedere questo bellissimo ragazzo bruno dagli occhi verde acqua che mi fecero incantare.. Stava gesticolando con uno che poteva essere.. Suo padre?? Mi videro e rimasero un attimo zitti, sapevano che sarei Arrivata?? Non so ma mi sorrisero entrambi. Quanto era bello quel sorriso, aveva però un non so che negli occhi... Sofferenza?
"Ciao" dissero quasi in coro.. "Ciao, sono Evelyn" dissi timida "ah Evelyn, che nome particolare" disse quasi ridendo il ragazzo "Io sono Alex".. Alex, anche il nome era bello.. Oddio Evelyn smettila con questi pensieri sarà sicuramente più grande e nn andrà certo a notare una tredicenne.. Interruppe il mio monologo interiore l'altro uomo al suo fianco, aveva i capelli brizzolati ma molto folti, quasi alla Elvis.. "Ciao bella, piacere, io sono Carl" mi parlò sorridendo e mi sentì subito a mio agio... Rimasi lì immobile qualche minuto ma poi andai rapidamente nella mia camera, dovevo riordinare le idee, era tutto nuovo..

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