Mi ritrovavo sulla soglia di quella foresta. Si raccontavano storie di canti lontani udibili solo nelle prime notti del solstizio d'estate. Canti arcani, provenienti da epoche lontane. Ormai erano anni che desideravo visitare la foresta, e provare a sentire quei canti, gli stessi canti presenti nei racconti che si tramandavano da generazione in generazione nella mia famiglia. Mentre avanzavo, l'erba alta si stendeva ad ogni mio passo creando un sentiero che mi avrebbe permesso di ritrovare la strada alla fine della giornata.
Stavo salendo su per una collina ed arrivata in cima il paesaggio mi tolse il fiato. Ero circondata da alte querce e, dalla loro corteccia scura e ruvida si capiva che erano lì da moltissimi anni. Ne erano cinque ed erano disposte in semicerchio, le foglie brillavano dorate sotto la luce calda del sole e trasformava le chiome degli alberi in una cupola d'oro. Il sole filtrava dai piccoli fori presenti tra una foglia e l'altra illuminando la folta erba. Al centro era presente una piattaforma di pietra liscia poggiata su massi orizzontali che venivano nascosti da rampicanti pieni di fiori color ambra facendo sembrare che la piattaforma levitasse nell'aria. I rampicanti avvolgevano i bordi del letto di pietra incorporandolo come se fosse un tutt'uno con la natura stessa.
Feci qualche passo verso la piattaforma e mi tolsi lo zaino nero dalle spalle. Lo avevo riempito con delle bibite ormai calde dopo la passeggiata sotto il sole e dei panini che avrei mangiato aspettando la notte. Lo posai sulla pietra e mi sedetti rivolgendo lo sguardo tra due querce che creavano una porta sul paesaggio che si estendeva fino all'orizzonte. C'era una leggera brezza fresca che mi sfiorava il viso, odorava di erba , legno e sole. Non c'era nessun rumore solo il fruscio delicato delle foglie che si toccavano tra loro. Ero stranamente tranquilla e mi sentivo al sicuro in quel posto, sembrava familiare e questo lo attribuii alle tantissime volte che mi raccontavano la storia.
Mi sorpresi di quanto quel paesaggio, quelle querce e quella piattaforma fossero così simili alla storia nel mio libro. Sobbalzai quando sentii dei passi avvicinarsi a me. Saltai giù dalla piattaforma e mi girai spaventata. Una figura si stagliava davanti ai miei occhi. Era un ragazzo. Alto, muscoloso, uno dei ragazzi più belli che avessi mai visto. La sua carnagione era bronzata, i suoi capelli di un castano chiaro ed entrambi prendevano una tonalità dorata sotto la luce insistente del sole. <<Ciao, scusami non volevo spaventarti>> disse in tono dispiaciuto <<Io sono Maximus >> mi si avvicinò tendendomi la mano, <<Io sono Christal>> gli strinsi la mano intimidita dalla sua grande statura. Era abbastanza vicino da intravedere il verde smeraldo dei suoi occhi. Mi fissò incuriosito per qualche secondo, mi sorrise sereno e si sedette sulla piattaforma, io invece rimasi in piedi guardandolo di sottecchi.
Dopo qualche minuto rimasto a guardare il paesaggio si girò verso di me con lo stesso sguardo che mi aveva rivolto poco prima <<Cosa ci fai in questa foresta?>> indagò, <<Ho letto un racconto di un mio libro e volevo visitare la famosa e incantevole foresta di cui raccontava>>gli spiegai con tono assente. Si tocco la sottile ricrescita di barba presente sotto il mento e annuì.
Dopo qualche secondo mi resi conto che forse era troppo intimo quello che gli avevo confessato. <<Tu invece cosa fai ?>> continuai a guardare altrove facendo finta di non rivolgergli l'attenzione. << Io sto cercando qualcosa di molto importante>> pausa <<ricordo ancora la prima volta che ho visitato questo posto, era perfettamente così solo che le querce non erano presenti ..>> non continuò la frase come se avesse detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire.
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L'ultimo Canto
FantasyChristal vuole trascorrere l'anniversario della scomparsa della madre visitando uno dei suoi posti preferiti. Lei conosceva tutto di quel posto, perché era descritto in un libro che veniva tramandato da generazioni nella sua famiglia. Si lancia in q...
