Mentre sono in macchina con mia madre a parlare del più e del meno, di come sarà la nostra nuova vita qui, vedo in lontananza la scuola, mentre mi ripeto in testa 'Harry ce la puoi fare, non sarà tanto difficile vivere qui', so già che non sarà cosi, qui sanno già tutti del mio arrivo, ma comunque eccomi qua al primo giorno di scuola, nuova scuola, nuove persone, nuovi professori, nuova città.
Non sarà facile la vita qui lo sapevo già dal quando salii in macchina di mia madre, insomma un ragazzo che scappa di casa con la madre e la sorella perché il padre è un alcolista che per l più è gay, beh non ha vita facile.
Mentre ero immerso nei miei mille pensieri su come saranno le persone i professori mi accorsi che mia madre stava accostando "Harry, tesoro, siamo arrivati." velocemente le diedi un bacio sulla guancia per non farmi notare dai ragazzi sul cortile, "Caio mamma, ci vediamo dopo" le risposi frettolosamente mentre scendevo dall'auto, non che avessi fretta di entrare, anzi tutto il contrario, ma non volevo arrivare in ritardo il primo giorno di scuola.
Entrai dalla grande portone e subito notai un cartello con scritto 'SEGRETERIA -> ' seguii le indicazioni e mi trovai davanti una signora sulla cinquantina "Buongiorno sono Harry Styles, inizio oggi mi avevano detto di venire a ritirare qui il mio orario" "Certo caro, ecco qui era già pronto ti stavamo aspettando" la signora mi tese il foglio con la mappa della scuola, ringraziai e me ne andai alla ricerca dellla classe.
La scuola sti stava già riempiendo di perone, mancavano 10 minuti all'inizio delle lezioni ed io ero ancora alla ricerca della classe. D'un tratto mi ritrovai per terra, un ragazzo biondo mi era accidentalmente venuto addosso cominciamo bene "oh mio dio scusami, scusa, non volevo" mi pose la mano per aiutarmi ad alzarmi che io non accettai, "Scusa veramente non volevo, posso darti una mano," disse indicando la mappa della scuola "sto cercando il corso di letteratura" "Devo andare anche io a letteratura, simo nell stesso corso, andiamo insieme se ti va" disse con un sorriso a trentadue denti, annuii quel ragazzo sembrava simpatico forse troppo.
Appena io e il ragazzo oltrepassamo la soglia della porta della classe, suonò la campanella, fortunatamente il professore non era ancora arrrivato, vidi un banco libero al penultimomo posto, mi ci fiondai subito e appoggiai la cartella al muoro appena in tempo, mi alzai subito in piedi quando sentii il professore "Buongiorno ragazzi, sedetevi pure, cominciamo". Tutti si sederno, il professore prese subito il libro di letteratura e cominciò a sfogliarlo "bene ragazzi, andate subito a pagina 203", subitto mi venne in mete mio padre 203 era il numero del mio vecchio indirizzo.
"Styles?" sentii il professore che mi chiamò, "si sono io" risposi alzandomi in piedi, si misero tutti a ridere e io mi sedetti subito, ma vidi un ragazzo dall'altro lato della classe che non stava ridendo a differenza degli altri mi guardava, ma come se volesse leggermi nella mente, era stupendo smbrava quasi scolpito, ma mi girai subito, non volevo pensarre che lo stessi fissando.
per tutta l'ora sentii gli occhi puntati su di me, e la cosa mi fece sentire particolarmente a disagio, ma non mossi mai gli occhi dal libro cercando di stare concentrato sulla lezione il più possibile, non volevo farmi riprendere già il primo giorno. Diedi uno sguardo veloce al mio orologio e vidi che fortunatamente per me l'ora stava per suonare, 3-2-1, sentii il suono della campanella e mi alzai subito, stavo per uscire quando sentii un braccio afferarmi la spalla...
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Diario di una ragazza sola.
RandomCiao, sono una persona del pianeta terra che ha una vita di merda, userò questo posto per sfogarmi in anonimo.
