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capitolo 1.

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Il freddo mi congelava le ossa, il capotto di lana spessa che indossavo non mi riscaldava per nulla. Le mie labbra avevano cambiato colore, i miei denti biancastri sbattevano l'uno contro l'altro. Non che m'interessasse ma Lis continuava a stressare dicendomi che lei non avrebbe sopportato il mio silenzio nemmeno per un secondo di più , ma alla fine restava , non aveva le chiavi dell'appartamento. La sigaretta che tenevo stretta fra le labbra era sfinita , ma nonostante questo continuava incostantemente a bruciare.
Guardavo la cenere cadere quando la ragazza accanto a me mi scrolló :" Allora? Ti vuoi dare una mossa? Stronza è mezz'ora che stiamo qua fuori e tu non hai ancora detto una parole. " Mi limitai a scrollare le spalle. e a sussurrare un " Che vuoi che ti dica?! " ma le mie parole si persero nel vento , come me d'altronde. Le lanciai le chiavi addosso cogliendola di sorpresa e mi mordicchiai il pircing sul labbro. Lis mi guardó , alzó il dito medio , giró i tacchi e sparì dalla mia vista in meno di cinque minuti.

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Io e Lis vivamo insieme da quando io ne ho memoria. Siamo sorelle , ormai, io la odio , lei mi odia, io la amo , lei mi ama. In una sola cosa ci assomigliamo: lo sguardo. Stesso identico sguardo strafottente. Per il resto siamo completamente l'una l'opposto dell'altra. Io alta lei bassa. Io castana scura lei biondissima quasi platino. Lei abbronzatissima io cadaverica.
Stavamo bene insieme , eravamo sempre state io e lei contro il mondo sin da bambine , sin da quando i nostri genitori avevano deciso di scappare insieme , sin da quando io e Lis eravamo diventate io e Lis.

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Misi le converse , il cappello di lana e lo zaino in spalla , erano le 5:00am. Era la mia passione , la notte. Amavo uscire prima la mattina. Ero sempre l'unica in giro, nessuno mi disturbava mai. Spesso mi compravo qualcosa da bere, mi accendevo una sigaretta e mi sedevo su una panchina a disegnare o , a volte , mi sedevo e pensavo.
Quella mattina , l'aria fredda mi gelava le guance rosse, camminavo spedita verso la riva del Tamigi , quando scivolai maldestramente sulla strada ghiacciata, mi girai su me stessa e sbattei forte su qualcosa che cadde insieme a me. Non ci misi molto a vedere che quel qualcosa era in realtà un qualcuno. Ero pronta ad ascoltare tutte le sue lamentele su come io dovessi fare attenzione e blablabla, ma quando mi girai incontrai due occhi verdi lucenti meravigliosi. " Scusami. " disse solo questo. indossava dei pantaloni della tuta grigi e una felpa verdone gli copriva le spalle larghe. " Lascia perdere. " Tenni la distanza, come sempre. "Ti serve una mano?" Il suo sguardo era intenso , sembrava fosse mortificato. " No, no torna tranquillo a fare quello stavi fancendo." Mi guardò con un attimo di disappunto, si voltò e senza un minimo saluto tornó a correre. Io mi alzai raccolsi la mia roba e tornai sui miei passi.
Quell'incontro  mi aveva scosso parecchio. Subito dopo mi ero seduta su una panchina fumandomi una sigaretta e avevo disegnato ciò che mi circondava. Poi ero andata a scuola tranquilla , lì avevo incontrato i miei amici e mi ero dimenticata di lui

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La scuola , come tutti , avevo imparato ad odiarla. Non mi piaceva affatto, fortunatamente, però, avevo qualcuno che mi aiutava a superare le giornate con il sorriso.
Andy Ross aveva un anno più di me , ma frequentava ancora il liceo per via di una brutta questione che l'aveva portato alla bocciatura. Ci conoscevamo da sempre io e lui. Abitavamo uno di fronte all'altro quando ancora abitavo con i miei. Quando loro litigavano e le urla mi impedivano di dormire predevo le scale antincendio e andavo a casa di Andy che mi aspettava sveglio. Passavamo intere serate a fumare, guardare film o ascoltare musica. Mi piaceva passare del tempo insieme a lui. Sfortunatamente cresciuti il tempo passato insieme era diminuito , io mi ero trasferita e lui , essendo un anno  avanti a me , aveva quasi terminato la scuola e così non lo avrei visto nemmeno lì, successe quel che successe e Andy me lo ritrovai in classe e non me lo levai mai di torno.
Quel giorno indossava una felpa rossa con il cappuccio tirato su ,dei jeans neri
e le Jordan. "Ciao bel fusto." Lo abbracciai per un breve istante inebriandomi del suo profumo di dopobarba. "Come stai?" mi chiese con il suo solito tono dolce. "Tutto ok, diciamo, Tu? Qualche nuovo cuore spezzato questo weekend?" Si grattò il naso e si sistemò gli occhiali neri su di esso. "Sono stato in questa discoteca fantastica, ora non mi ricordo dove, devi venire anche tu la prossima volta c'è la musica dal vivo, roba forte sai?" risi e cominciai a giocherellare con il pircing, diventavo sempre nervosa quando si parlava di discoteche, non mi piacevano avevano quel non so che di...sporco. "Ci penserò." La buttai lì.
Entrammo in classe e ci sedemmo in fondo, in modo da parlare tranquillamente. Andy si girò verso di me e mi guardò in modo dolce. "Cosa devi chiedermi?" Faceva sempre quando aveva da chiedermi qualcosa. "C'è una festa questo weekend, so già che non ti piacciono queste cose qua maa..." Lo interruppi subito con una spintarella si era incantato a guardare il pavimento "Ci penso va bene?" Annuì e per il resto del tempo restò in silenzio.

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La settimana passò senza grandi avvenimenti. Studiavo, disegnavo, fumavo e leggevo.
Arrivó il sabato ed io ero sdraiata sul mio letto in tuta e senza reggiseno a guardare un film sul computer quando mi sbucò davanti alla faccia Andy tutto sudato. Prese a frugare nei miei armadi freneticamente.Diedi un colpo di tosse "Scusami? Sai quelli sarebbero i miei armadi, se tu la smettessi un attimo e ti calmassi , potrei non incazzarmi." Andy la smise subito , si sedette sul letto, mi guardò e disse "Vestiti , stasera non ti permetto di stare chiusa in casa come un'ameba."

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