Molly.
"Molly, alzati o farai tardi" urla mia mamma con quella sua vocetta assordante. Dio, quando fa così è proprio fastidiosa. Per l'amor del cielo, le voglio bene (ovviamente), ma quando fa così mi da sui nervi.
"Muoviti" urla ancora. "Mi sto alzando" rispondo, per poi affondare di nuovo la testa nel cuscino. Non avrei dovuto andare a quella festa sapendo che il giorno dopo c'era scuola, non potevo neanche andarci, ma ero stata invitata e c'erano tutti i miei amici, e anche se mi era stato vietato ci sono andata, solo che poi la situazione mi è forse sfuggita di mano, e più pensavo: "Adesso vado", più rimanevo li. E piano piano si sono fatte le quattro. E la sveglia ce l'ho alle sei. Avrei dovuto ascoltare mia mamma e rimanere a casa, ma si sa che sono scema.
Quando trovo le forze per alzarmi, lo faccio e mi dirigo in cucina, dove ad aspettarmi c'era mia mamma. Lei è alta, abbastanza magra, con dei lunghi capelli castani e degli occhi color nocciola. Per i capelli e gli occhi, io ho preso da lei, ma per il resto da mio papà. E mio papà? Beh, non lo so. So solo che ha cinquant'anni, come mia mamma, è magro e alto. In faccia non lo ricordo molto bene, dato che per me non c'è mai stato e mai ci sarà, che quando avevo 5 anni i miei hanno divorziato e lui ha cominciato (dato che quel bastardo è miliardario, mentre io e mia mamma facciamo fatica ad arrivare a fine mese) a fare il giro del mondo e poi si è stabilito a Washington D.C., dall'altra parte del mondo. È sempre stato un figlio di buonissima donna, in realtà non si è mai preoccupato per me e non gli è mai interessato nulla di me. Adesso starà scopando con qualche prostituta.
Nel frattempo faccio colazione pensando a come quello ha lasciato me e mia mamma. Quando ho finito la mia colazione, formata da tipo quindici biscotti e una tazza gigante di latte *disagio*, torno in camera e comincio a prepararmi, mi metto dei jeggins, una maglietta a maniche corte bianca con sopra un giacchetto sbracciato in jeans, con borchie qua e là, meno male sono le ultime settimane, poi libertà per tre mesi.
Preparo la cartella: latino (2h, uccidetemi adesso), spagnolo (1h), matematica(1h), arte(1h). Cellulare, assorben... Ehm... Vabbè avete capito, e le sigarette. Si beh, fumo, da quando avevo quindici anni. Perchè? Beh, a quindici anni ho avuto la mia prima e unica storia d'amore, si chiamava Matt, lo amavo davvero. Ma beh, un giorno, di punto in bianco mi ha lasciato. Si, totalmente a caso. Piangevo tutti i giorni, rimanevo chiusa in casa, uscivo solo per andare a scuola, non parlavo con nessuno, a stento mangiavo. E li ho cominciato a fumare e tagliarmi per sfogarmi, non ce la facevo a resistere, volevo andarmene. Ero pure diventata anoressica. Ma poi ho conosciuto Harry, che adesso è il mio migliore amico. È riuscito a farmi mangiare, ed è riuscito a farmi smettere di essere autolesionista. Ma le sigarette, questa è l'unica cosa che non mi ha tolto. Perchè? Perchè fuma anche lui, e non mi ha fatto smettere. Lui l'ho conosciuto dopo una sbronza (avevo pure cominciato a bere, e se quella sera lui non mi avesse fermata, sarei andata in coma etilico), in quel bar che è sempre stato il mio preferito. Adesso, per fortuna, ho qualcuno con cui andare, visto che prima ci andavo sempre da sola.
*bip bip*
L'autobus. Chiudo la cartella e scendo di corsa, saluto velocemente mia mamma ed esco. Di solito l'autobus rimane un minuto, se tu in quel minuto non esci se ne va. È odiosa come cosa, perchè tu non puoi fare niente di più di quello che di solito fai la mattina.
Arrivata a scuola, vengo, come dire, sommersa dai miei amici. C'è chi, come tipo Liam, mi chiede come Sto. C'è chi come Alexia che mi chiede come sta Harry. Lei è perdutamente innamorata di lui, ma lui non lo sa, e poi odia le storie d'amore da quando è stato scaricato da una che gli piaceva veramente.
*driiin* Campanella, inizia l'inferno. Prima ora: latino. Non ci capisco mai niente e non sono mai andata bene, ma, per mia fortuna, riesco sempre ad arrivare alla sufficienza prima degli scrutini. Si, questo è culo.
Mi siedo al mio banco, poi le solite cose: tiro fuori il materiale e faccio finta di ascoltare. In realtà, molte volte mi succede che le cose non le tiro fuori subito, ma rimango li per dei minuti, ancora mezza addormentata. Mi succede quasi sempre, se la mia compagna di banco non me lo dicesse io rimarrei anche per tutta l'ora senza materiale. Si, sono strana.
🌹💕🐙
Ciaoo🐣
Questo è il primo capitolo, spero vi piaccia, se è così lasciate un like (?) e un commento.❤
//Als🔚
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Sweet out, asshole inside ||Louis Tomlinson
FanfictionMolly, 17 anni. Come tutti va a scuola, studia, esce con gli amici, e qualche volta, con dei ragazzi. Ma cosa succede se un giorno conoscesse quello che sarà il suo peggior incubo? Se conoscesse quel ragazzo che fuori si fa vedere dolce, ma in...
