Ore 7.Stessa sveglia,stesso letto,stessa vita tremenda,stessa malinconia,stessa giornata.Tutto uguale.Era tutto così monotamente brutto.Ogni singolo giorno.
Quella mattina la sveglia sembrò pesare di più.Probabilmente era tutta colpa della verifica di matematica che avrei avuto la mattina.'Fantastico'-pensai.
Non che mi preoccupassi di una stupida verifica di matematica,ma si sa,con un padre così,ci sarebbe da aspettarsi tutto.E quella volta non ci avrebbe pensato due volte a mettermi in un collegio.Dopo la morte di mia madre,tutto era cambiato.E purtroppo tutto era cambiato in brutto.
-Ash!Sbrigati!Devi ripassare per la verifica che ami tanto,e sta attenta questa volta signorina,io ho avvertito!-ogni mattina,i miei "sogni" venivano interrotti da mio padre,un esperto imprenditore newyorchese,vedovo e padre di "una adolescente scansafatiche",come mi definiva lui.
Roteai gli occhi ed iniziai a prepararmi per entrare in cella.Non avevo mai considerato il look importante,dato che nemmeno io ero importante agli occhi degli altri.Non misi nemmeno del trucco,ma legai i capelli in una coda disordinata e indossai una delle felpe di mio fratello e,come sempre,le mie adorate Vans nere.
Uscii di casa sbattendo la porta,infilai le cuffiette e iniziai a camminare,scalciando qua e là piccoli sassolini.Mi ero lasciata trasportare dalla canzone talmente tanto che non mi accorsi di essere già di fronte al carcere.Come mio solito fare,attesi il suono della campanella seduta sul muretto di fronte la scuola,dove in genere non si sedeva nessuno.
È vero,mi piaceva stare sola,ma non sempre.Non era così.Io ero considerata quasi inutile,invisibile.Nessuno si avvicinava a me,nessuno si era mai permesso di dirmi soltanto una parola.Era quasi straziante.
Ad un certo punto,però,mi si avvicinò un ragazzo.
I numerosi tatuaggi torreggiavano sulle sue braccia,e tra i capelli castani accennatamente ricci,era legata una specie di bandana,raffigurante la bandiera americana.Sulle labbra c'era un piercing,un anellino nero,simile a quello che indossava mio fratello Brent.La cosa che mi colpì di più, però erano gli occhi.Il colore era indescrivibile e allo stesso tempo troppo evidente.Un verde intenso,di come non se ne trovano mai in giro.In effetti credo di non aver mai visto questo ragazzo.
-Spostati,ragazzina.-mi ordinò.
-Mhh,no.-risposi con indifferenza.
-Senti ti conviene fare ciò che ti dico,non sono già dell'umore giusto e...insomma...vedi di non...
-Ho già detto di no.-lo interruppi.Forse non me la dovevo andare a cercare,ma con tutto il rispetto,io sto dove voglio.
-Bene,allora dovrò utilizzare le maniere dure.-detto questo iniziò ad avvicinarsi.Nei suoi occhi lessi soltanto rabbia.Una rabbia di cui non sapevo fonte.
-Togliti.-mi sussurrò in un orecchio.Riuscii a sentire il suo respiro sulla mia pelle.Una scossa di brividi mi percorse fino ai piedi.
Poi un altro ragazzo si mise a sbraitare e afferrò il braccio del mio pseudo assalitore:-Styles,vedi di non fare altre stronzate.Abbiamo abbastanza problemi.
-Voglio stare qui,in questo posto.-disse quello Styles,indicandomi.
-Ci sono molti altri posti,Harry.Guarda là,ad esempio.C'è posto accanto ad Halsey e Sarah.Avanti...
-Ho già detto di voler stare qui.-ripetè Harry,più forte.
-Ma...-continuò l'altro,ma non lo feci finire.Mi ero davvero stufata.
-Ho capito.Me ne andrò io.-sussurrai,guardando male i due.
Poi mi accorsi che sul volto di Harry si stampò un sorriso di vittoria.Scelsi di far finta di nulla,e andarmene.Vorrei essere considerata sì, ma non in quel modo.
Udii il suono della prima campanella,così cercai di entrare in classe in più fretta possibile,per poter prendere i posti in ultima fila.Quando entrai in classe,però,tutti mi stavano fissando.
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Better Life||Harry Styles
Fanfiction"La mia vita non deve essere perfetta,la mia vita deve essere migliore di così." Fanfiction about Harry Styles.
