Osserva la vetrina: vede l'immagine di un manichino spoglio che si fa vivere dalle mode, incurante degli sguardi delle persone, finché qualcuno non comprerà le sue qualità, ma non il suo corpo, non lui. Perché i vestiti stanno bene su tutti, in fin dei conti. È nudo davanti alla gente che passa, senza senso del pudore, senza vergogna, non ha chioma, connotati o sesso, figlio della freddezza che riaffiora ogni sera in orario di chiusura. Molto spesso si vive preparando un lunedì, abbandonandosi al caso a fine giornata, ignari delle sorprese che riserveranno i restanti giorni della settimana. Come succede con i video musicali in ripetizione, si dovrebbe aspettare sempre quello successivo, innescando così un processo di autodeterminazione causa-effetto che permette con certezza di stabilire cosa si starà facendo in un qualsiasi dato istante. Morire allora davanti ad uno schermo irradiato da raggi catodici? Impossibile, nessun manichino morirà mai, non essendo mai nato.
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Il Manichino
RandomSon io quello nello specchio? Ma soprattutto, è poi quello uno specchio o soltanto un vetro? La retorica di un manichino.
