Mi presento sono Elisa. Ho 23 anni e sono una ragazza come tante. Ora no. Due mesi fa è morta mia sorella e mio cognato. Un incidente stradale. Sono ancora sotto shock perché erano due persone a cui volevo tantissimo bene. Però ora ho sotto affido i figli. Una bambina e un bambino. Charlotte ha 3 anni e Peter ne ha 6. Sono ancora piccoli ma gli mancano molto i genitori. Io cerco di fare tutto per loro ma non è facile. Negli occhi di Charlotte riesco ad intravedere tristezza e in quelli di Peter riesco a specchiarmi negli occhi di mia sorella.
" Peter su alzati." Dissi al bambino per svegliarlo
"No zia non voglio alzarmi ho tanto sonno. "
"Dai tesoro oggi è l'ultimo giorno di scuola poi da domani ti puoi svegliare quando vuoi"
"Okay " disse Peter alzandosi
" Vado a preparare la colazione intanto sveglia tua sorella"
Fatta colazione accompagnai i bambini: il maschietto faceva la prima elementare mentre la femminuccia va all'asilo.
Poi andai a lavoro. Lavoro in una biblioteca. Non è il lavoro che sognavo. Prima della morte di mia sorella frequentavo l'università mi piaceva diventare avvocato poi ho dovuto sospendere gli studi è ho trovato il primo lavoro che capita. Appena varcata la soglia il mio capo mi raggiunse dicendomi che doveva parlarmi. Ero un po nervosa perché non sapevo cosa dovesse dirmi.
"Elisa tu sei una bellissima ragazza piena di idee. Devo dirti una cosa non tanto bella sai come stanno andando le cose e quindi sai che non posso più avere molte persone che lavorano qui. Te lo dico senza giri di parole. Devo licenziarti. Metterò tutto me stesso trovarti un nuovo lavoro" io ascoltai le sue parole. Era vero quello che diceva mia madre: 'Tu non sei brava a far niente combini sempre guai, con la testa che hai non avrai un bel lavoro, non ti sposerai... perché non segui tua sorella?' Queste parole mi tormentavano la testa ero un disastro in tutto. Salutai il mio ex direttore e andai a casa. Dopo aver preso i bambini pranzammo e gli aiutai a fare i compiti. Poi qualcuno suonò alla porta. Andai ad aprire.
"Salve, lei è la signorina Elisa Scott?"
"Sì sono io. Lei chi è? "
"Sono il maggiordomo del nonno dei bambini che sono sotto il suo affido."
"Ah si certo entri pure."
Sì accomodò in salone e iniziò a parlare.
"Sono venuto perché sua altezza vorrebbe trascorrere il Natale con i suoi nipotini."
Io rimasi incantata da queste parole. Il padre di mio cognato era re di un piccolo stato nel sud della Francia. Mia sorella non aveva mai avuto il privilegio di essere invitata. Io accettai per i bambini, gli sarebbe piaciuto. E poi era solo una settimana.
"Ora chiamo i bambini e vediamo cosa ne pensano"
Lui annuì e io mi alzai dirigendomi in cucina.
"Bambini venite un attimo in salone c'è un signore che vi vuole parlare"
Sì alzarono e mi chiesero il motivo io con un sorriso li rassicurai e mi avviai nell'altra stanza.
Il maggiordomo appena li vide si alzò e li salutò. Charlotte diventò rossa perché in quel momento pensava di essere una principessa.
Anche loro furono contenti della notizia poi ci consegnò i biglietti aerei e dopo che se ne andò andammo a fare la valigia.
Il giorno dopo
"Bambini su dobbiamo andare"
"Sì zia stiamo scendendo"
Durante il volo tutto andò bene. Era la prima volta che i bambini prendevano l'aereo ed erano un po emozionati. Dall'aeroporto al castello andammo con una macchina con l'autista del nonno.
Appena arrivati lo stesso maggiordomo che la sera precedente era a casa nostra venne ad aprire la portiera dell'auto. Come aveva fatto ad arrivare prima di noi?
Fummo accolti con molta eleganza da parte dei servi e ad ognuno di noi tre venne assegnato uno di loro.
Quando entrammo ci siamo diressi nelle nostre stanze e dopo neanche mezz'ora eravamo in un salone enorme ad aspettare il re. Charlotte sembrava una bambolina era vestita con un bellissimo vestitino panna con un fiocco lungo la vita, nelle mani teneva stretta la sua bambola preferita 'Nancy'. Peter aveva una camicia con sopra un maglioncino blu e i pantaloni blu. E io un vestito semplice che arrivava all'altezza del ginocchio color corallo. Ad un certo punto la grande porta si aprì ed entrò un signore sui 55 anni e...un ragazzo di circa 25 anni.
Il ragazzo è veramente bello. Indossava un completo di giacca, cravatta e pantaloni blu scuro e camicia bianca. I suoi occhi erano di un colore strano tra l'azzurro e il grigio. Un colore bellissimo. Non riuscivo a non guardarlo e la stessa cosa stava facendo lui con me.
Adam
Aperta la porta davanti a me c'era una ragazza super giù della mia stessa età. Era bellissima. Aveva gli occhi di un azzurro intenso sembrava che specchiavano l'oceano. Portava un bel vestito color corallo che evidenziava il suo corpo a dir poco perfetto. Era veramente una bella ragazza. Ci stavamo guardando negli occhi da un po di tempo quando 'qualcuno' rovinò il silenzio che si era creato. Quel 'qualcuno' era mio padre.
Elisa
Ad un certo punto il re disse: "Scusate se vi ho fatto attendere"
"Non si preoccupi" risposi
"Allora vediamo un po chi sono questi bellissimi bambini?"
"Io sono Peter "
"E tu?"
"Io..io son..o Charlotte" disse la piccolina con voce debole
"Vieni qui Charlotte" le disse il nonno
Lei si avvicinò e si sedette sulle sue gambe
"Non me la presenti?" Le disse indicando la bambola
"Lei è Nancy" disse Charlotte sicura di sé
"Piacere Nancy"
"E nessuno di voi due mi presenta la bellissima zia che avete? "
"Lei è Elisa però si chiama Elisabeth" disse la bambina
Io mi avvicinai e lui mi strinse la mano.
" E io sono il nonno di questi bellissimi bambini" disse scherzando.
Sì alzò una sonorosa risata e poi indicando il ragazzo disse "Lui è mio figlio Adam"
"Adam Aniel Andrew Matthew di Cordiglia" disse baciandomi la mano.
"Che ne dite bambini di andare dai cavalli? " disse il nonno
"Sì sì "risposero in coro
"Prima andate a cambiarvi"
I bambini corsero via.
"Noi invece andiamo di qua" disse Adam.
Mentre camminammo gli chiesi: "Posso darti del tu?"
"Si certo non amo le formalità"
Aveva una voce stupenda, melodiosa.
"Raccontami un po di te! " disse
"Beh non c'è tanto da raccontare.. a Boston vivevamo la solita monotona routine speriamo che qua ci rilasseremo e respiriamo aria pulita. "
"Ah certo qui è bellissimo, qui siamo sperduti nel nulla però c'è sempre pace e tranquillità. Vieni di qua ti faccio vedere una cosa."
Andai dove mi indicò e aperta una finestra un bellissimo paesaggio si mostrava... c'era una specie di labirinto fatto di siepi, alberi qua e là.
"Oddio è stupendo" esclamai
"Eh si. Guarda là!" disse indicando un punto col dito
C'erano i bambini e il nonno.
"Sono veramente belli i miei nipotini "disse sfoggiando un meraviglioso sorriso.
"Eh certo con una zia come me" dissi poco modesta
Ridemmo. Ovviamente i bei momenti devono sempre finire. Nella stanza entrò una ragazza. Si avvicinò ad Adam e disse: "Tesoro non ti ricordi che dobbiamo andare alle 7 a quel appuntamento?"
"Vero me lo ero scordato" disse
Mi salutò e andò via con quella ragazza. Quando avevano le mani intrecciate una fitta colpì il mio stomaco. Non so cosa mi successe.
BẠN ĐANG ĐỌC
Il Principe di Cordiglia
Lãng mạnLa storia parla di due persone che guardandosi solamente negli occhi si innamorarono a vicenda.
