Mi stropicciai gli occhi ancora pieni di sonno, il viaggio sarebbe durato ancora due ore e la batteria del telefono si stava esaurendo a forza di cantare le solite tre canzoni. Non avrei mai dovuto acconsentire questa partenza per un posto che mi avrebbe portato solo atri guai, iniziavo a rimpiangere di aver scartato così freneticamente la possibilità di rimanere a New York da mia nonna, sarebbe stata una scelta molto più saggia, non avrei dovuto cambiare college, fare nuove conoscenze ed essere obbligata ad abituarmi ad una vita completamente nuova e diversa.
L'unica cosa bella di andare a vivere a Los Angeles era che nessuno mi conosceva ne sapeva come fossi realmente, potevo costruirmi una nuova vita, inventarmi una nuova storia, crearmi un futuro diverso da quello che mi ero immaginata di passare alla grande mela. L'unico problema era che non ero certa di volere tutto questo.
Arrivai finalmente in aeroporto ancora con una cinquantina di domande che aspettavano una risposta, la quale sarebbe arrivata il giorno seguente al nuovo college o nella prima settimana di vita in questa nuova città (o almeno speravo). La villetta in cui sarei dovuta andare ad abitare non era molto distante ne dall'aeroporto ne dal college, circa un ora e mezza a piedi dal primo e un quarto d'ora dal secondo. Salii con mia madre su un taxi e ci dirigemmo verso "casa".
-Vedrai che ti piacerà vivere qui, non metterti in testa cose solo perché è una città nuova, dalle almeno una possibilità-
Mia madre mi fece tornare alla normalità, sembrava quasi mi leggesse nella mente. Non risposi mi limitai a fare un cenno con la testa e a tornare alla mia musica e ai miei pensieri.
-Non mi aspettavo una casa così grande, non doveva essere una villetta da malapena un piano?-
-Perché non ti piace?-
-Non ho detto questo mamma, ho solo detto che me la immaginavo un po più piccola, ma così è anche meglio-
Entrai freneticamente in casa, era bellissima, il primo piano ospitava una cucina molto spaziosa e un gran salotto dove poter ritrovarsi in famiglia, abbastanza inutile in realtà per due persone come me e mia madre, la casa sarebbe rimasta quasi sempre vuota, anche perché mio padre non sarebbe stato in casa praticamente mai, a causa del lavoro tornava due volte al mese e io mia madre preferivamo uscire che rinchiuderci in casa davanti alla televisione. Salii le scale e andai al secondo piano, finite c'era un corridoio lunghissimo con tre stanze da entrambi i lati, ma l'unica cosa che realmente mi incuriosii fu una scala a pioli che portava ad una botola, non ci pensai due volte e l'aprii, la luce era spenta e il buio regnava nella stanza, presi una torcia appoggiata alla scala e l'accesi puntando verso il muro alla ricerca di un qualche interruttore, appena la luce si accese illuminando la stanza l'immagine che comparse davanti ai miei occhi fu stupenda, una camera da letto spiaziosissima, un armadio enorme e soprattutto la cosa migliore, una finestra sul soffitto, dove sapevo mi sarei persa a cercare di contare le stelle, dove sapevo avrei cercato la differenza tra tutte per trovare quella che avrei sentito mia, quella la quale valeva la pena guardare ogni notte prima di chiudere gli occhi.
Mi sdraia sul letto iniziando a pensare, avevo sempre visto le stelle come delle persone, simili tra loro ma diverse dentro, ognuna che mandava una luce diversa, magari per alcune persone impercettibile, o senza alcun interesse a vederla, e come le stelle solo la luce che emana una persona ti cattura davvero, e allora inizi ad osservarla, a cercare di capire cosa voglia star ad indicare quel bagliore, magari all'inizio impercettibile che poi diventa sempre più luminoso.
A me sono sempre piaciute le persone complicate, quelle che sembra non mandino alcuna luce all'esterno, quelle che prima ridono, e poi si perdono nei pensieri, quelle che potrai vederle al settimo cielo o in lacrime ma che per vederle sorridere devi metterci l'anima, quelle che se gli chiedi come stanno ti rispondono bene e sta a te crederci o meno, quelle che sono da studiare, da capire, da osservare, quelle che ti chiudono la porta in faccia perché vogliono stare da soli, ma che se bussi una volta di più ti aprono perché in realtà vogliono solo un abbraccio. Io ero sempre stata attratta da quel tipo di persone, forse perché mi piacevano le cose impossibili o forse perché io ero così.
-È pronto in tavola- sentii gridare mia madre dal piano di sotto, erano le 8 e non avevo alcuna voglia di cenare in realtà.
-Mamma io non ho fame-
-Non importa muoviti a scendere, non puoi stare sempre a digiuno- non avevo alcuna voglia di discutere così scesi le scale a mi sedetti a tavola, il cibo era già nel piatto, la solita pasta al pesto, mia madre la faceva sempre quando era di fretta e doveva fare altre mille cose, ma nonostante tutto mi era sempre piaciuta. Presi la forchetta e l'assaggiai, non capivo se fosse la pasta ad avere un gusto strano o era a causa mia che non avevo alcuna voglia di mangiare.
-Propio non mi va, piuttosto mi mangio un po di frutta- lo sguardo che ricevetti in risposta sembrava mi volesse fulminare ma feci finta si niente, mi alzai, e mi diressi verso il frigo prendendo una macedonia che probabilmente aveva preparato in precedenza mia mamma, mi sedetti a tavola e iniziai a mangiarla, ristammo in silenzio per una decina di minuti, giusto il tempo di finire di mangiare.
-Vado a finire di mettere a posto le cose che sono ancora in alto mare va bene?-
-Okay, ma non fare tardi che domani mattina c'è scuola e devi arrivare un po prima per sapere il tuo orario- feci un cenno con la testa e salii al piano superiore dove avevo lasciato le valige, con un po di fatica le portai sulla scala a pioli e una volta entrata in camera chiusi la botola. Iniziai a sistemare i vestiti nell'armadio e a preparare le cose per il giorno seguente, dato che non sapevo cosa mi sarebbe servito presi due quaderni e una penna nera, una matita e una gomma, non credo mi sarebbe servito altro. Una volta finito di preparare tutto il necessario, decisi di farmi una doccia, scesi la scala e andai nel bagno che si trovava al secondo piano.
L'acqua bollente mi fece rilassare, iniziai a pensare a come sarebbe stato il mio primo giorno al college, da quanto avevo capito non era molto diverso dal mio ma comunque ci sarebbero stati un mucchio di persone nuove che io non volevo conoscere, iniziai a pensare a come presentarmi, speravo di non dare troppo nell'occhio in modo da non avere problemi con nessuno, a New York avevo solo un'amica che mi andava più che bene, per gli altri o ero indifferente o mi giudicavano senza neanche conoscermi ma mi importava poco.
Uscii dalla doccia e mi tirai su i capelli in un mollettone avvolgendomi il corpo con un asciugamano, andai in camera e mi misi un pigiama, se così si può definire, infatti non era altro che un paio di pantaloni da calcio e una maglietta di almeno due taglie maggiori della mia.
Mi stirai i capelli con la piastra e mi sdraiai sul letto spegnendo le luce, perdendomi nelle stelle, chissà se in questa scuola ci sarà un ragazzo di quelli complicati, di quelli da scoprire? "No cloeh devi pensare solo alla scuola e a nient'altro, niente ragazzi, sai cosa ti hanno portato i ragazzi l'anno scorso, vuoi fare la stessa fine? Io non credo, quindi smettila, niente ragazzi, niente innamoramenti, niente di niente, è la cosa più giusta." Mi ripetei nella mente "però ho bisogno di affetto, ho bisogno di qualcuno che possa farmi star bene e farmi dimenticare tutti i casini" "ma cosa stai dicendo cloeh tu non hai bisogno di nessuno, ricordati chi sei, hai sempre combattuto da sola, non hai bisogno di nessuno". Nella mia testa stava nascendo una battaglia, tra quello che volevo e quello che provavo, una battaglia che non avevo voglia di combattere, presi le cuffie e cercai di liberare la mente da tutti i pensieri, domani sarebbe andato tutto come me lo ero programmato, e così doveva essere, non dovevo dare nell'occhio, me ne sarei stata in disparte, al massimo potevo farmi un amica, dovevo pensare solo alla scuola, nient'altro.
YOU ARE READING
Eri pur sempre un errore
RomanceCloeh è una ragazza di 16 anni, a causa del lavoro del padre si trasferirà a Los Angeles, un nuovo inizio e una nuova storia la porteranno davanti ad una scelta che cambierà per sempre la sua vita.
