Martedi 22 dicembre

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Caro diario,
Come ho già detto al tuo successore, Pampers, caro diario mi dà sui nervi. Quindi, siccome la mia vita è matta come li cappellaio matto di "Alice nel paese delle meraviglie" inizio così:
Caro cappellaio,
La vita è una merda. Al tuo amico ho parlato di un ragazzo, più grande di me di cinque anni e io ne ho quindici (fai tu il conto), lui è il karateka. Ora a Karate non ci vado più e nemmeno lui perché si è rotto una caviglia.
Parlando di lui, domenica siamo usciti insieme, è stato davvero bello, mi ha disegnato un cuore sulla mano<3.
Ti racconto tutto: dovevamo uscire ed andare in palestra perché lui voleva vedere un'esibizione di Karate. Detto tra noi, non è che fossi entusiasta di andare dato che ci sarebbe stata la sua migliore amica (a cui voglio molto bene...ma non esageriamo), purtroppo a testa o croce ha vinto sempre il sì. Ora vorrei che qualcuno mi spiegasse per quale strana ragione ho tirato che sarei uscita con lui se fosse uscita testa, ed è uscita testa, e poi ho riprovato che lo avrei fatto se usciva croce, ed è uscita croce?! Beh, il destino ha decisamente deciso che dovevo uscire con lui, quindi ho ignorato di malavoglia quella vocina assillante chiamata coscienza che mi strillava di non andare e ci sono andata da brava scema che sono.
Mentre lo raggiungevo, ho incontrato mia madre che veniva in macchina e lei ovviamente di questa uscita non sapeva nulla. Ho iniziato ad arrampicarmi sui vetri e lei mi ha creduta di buon grado; che brava figlia che sono.
Una volta entrata in palestra ho visto quello che ad ogni ragazza normale farebbe venire un infarto e meno male che io non sono normale e mi sono solo commossa...il ragazzo che ami, che tanto hai desiderato di avere, che lavora vicino a dei marmocchi e gli piace così tanto che sorride, ma non con un sorriso qualunque quello che ami e che ti fa sciogliere per quanto tu sia fredda come ragazza ( e io lo sono parecchio). Non si è accorto subito che ero lì a guardarlo, probabilmente sorridendo come una cretina, ma appena mi ha vista mi ha sorriso ancora di più e mi è venuto incontro. Solo per spiegarti, noi siamo solo "amici". Amici che però non riescono a non desiderare le labbra l'uno dell'altra, e quindi, dopo un lungo discorso molto interessante su come questa volta non ci dovevamo baciare, la prima cosa che ha fatto venendomi incontro è stata lasciarmi un bacio all'angolo della bocca. Dopo un po' che ho preso coraggio l'ho raggiunto per parlargli un po' mentre lavorava. Ero davanti ad un centinaio di persone e tenendo conto che ho il terrore della folla, sentendo la sua mano sotto al tavolo ero tranquillissima, calma come non lo sono mai stata. Ovviamente l'intoppo ci doveva essere e dopo un po' è arrivata la sua migliore amica, mi è passata dietro e ho sentito dentro di me un fuoco d'ira ribollirmi il sangue. Ho stretto la mano al karateka per sentirmi più sicura e lui me l'ha presa per disegnarci sopra un cuore. L'ho guardato per un bel po' di tempo, esterrefatta, mentre lui mi sorrideva. Ero felice.
Non mi è mai capitato di essere felice, ma per davvero, una volta lo ero, prima dei sei anni. Ho smesso di provare quest'emozione lo stesso giorno in cui ho capito che non avrei mai più rivisto il mio cane. So che penserai come chiunque "è solo un cane" , ma per me, Tesio, era il mio tutto, era quello che mi bastava per esser felce sempre e comunque. Ci ho messo un bel po' per capire che quel calore nelle vene che sento con il karateka è felicità e sono determinata a tenermela stretta.
Alice

Caro cappellaio (2)Where stories live. Discover now