Chiuse il bagagliaio della Jeep nera e si appoggiò delicatamente sopra, respirando a pieni polmoni cercando di calmare il cuore che le martellava contro le costole, premendo per uscire, lacerarle il petto e correre verso il mare. Lidia porse lo sguardo debole verso la sua destra, ove il grigio dell'acqua placava leggermente la sua ansia. La sabbia aveva un colore sbiadito, il cielo del medesimo colore del mare, la bassa staccionata in legno bianco, ormai consumata e con qualche erbaccia attorno era anch'essa sbiadita; il vento danzava dolcemente con i capelli corti e chiari di lei. Chiuse gli occhi lasciandosi trasportare dall'attimo che stava vivendo e lasciò che il vento potesse penetrarle fino al midollo. L'inverno in Olanda era meraviglioso e trovarsi alla Grande Diga in un periodo del genere era sensazionale. L'aria era un misto fra schizzi d'acqua e un leggero odore di gomma bruciata e fumo. Puntò gli occhi su una bottiglietta in plastica che giaceva sul asfalto leggermente rovinato. Tirò un calcio alla bottiglietta catapultandola vicino al cestino enorme verde che vi era posto a qualche metro più avanti. Lidia stava scappando dalla sua vita, stava scappando ancora una volta dalle conseguenze che ci sarebbero state se fosse rimasta, da ogni problema. Non era sicura nemmeno lei di quello che stava facendo ma sapeva di certo che ormai quel posto non faceva per lei: Il suo ragazzo l'aveva tradita diverse volte, sua madre stava riallacciando i legami col padre che lei tanto odiava alle spalle dell'attuale ragazzo, aveva chiuso ogni legame con ogni sua amica. Era fottuta, non aveva via di scampo. La sua vita meravigliosa era appena andata a puttane, tutto quanto. Portò una mano alla nuca: Infilò le lunghe dita nei capelli spostandoli dal lato opposto e si appoggiò un'altra volta al portabagagli. Fissò l'orizzonte: era tutto pallido, senza vita e senza calore: Una vista assolutamente meravigliosa per Lidia. Era un paesaggio molto comune ma trovandosi lí poteva ammirare meglio il mare che piano piano diventava sempre più agitato. La ragazza riusciva ad udire alcune onde infrangersi violentemente contro gli scogli bassi a riva e i gabbiani nel cielo. Quel momento le donava una sensazione di tale angoscia che decise di rientrare nell'auto, mettersi la cintura e ripartire. Non sapeva nemmeno lei dove era diretta ma sapeva che ormai l'Olanda non era più il posto per lei. Doveva andare lontano, molto lontano per poter finalmente pensare e riflettere, poter finalmente mettere ordine nella sua mente. Dalle casse dell'auto risuonava una melodia che Lidia conosceva bene ed era anche molto orecchiabile così decise di girare la rotellina del volume. Il suo capo si muoveva a ritmo di musica, i capelli corti seguivano ogni movimento e mentre la parte preferita di Lidia stava arrivando, iniziò a muovere la testa sempre più velocemente e i capelli iniziarono ad oscurarle la vista. Non riuscì più a vedere la strana, frenò all'improvviso udendo un botto enorme. Riusciva a vedere solo una macchina ammaccata contro la sua. Non riusciva a muoversi, l'impatto era stato violento ed era durato un attimo. Il vetro era tutto rotto e scheggiato, diversi pezzi si trovavano sulla strada, altri li aveva in grembo. Sentiva qualcosa scenderle dalla fronte al lato del volto, qualcosa di caldo che le appiccicava i capelli alla faccia, i suoi occhi restarono aperti cercando di capire cosa stavano facendo tutte quelle persone e quelle macchine ferme accanto alla sua. La maggior parte era intenta a digitare al telefono e poi avvicinarlo all'orecchio, altri cercavano di aprire la portiera dell'auto ammaccata davanti a quella di Lidia e altri ancora cercavano invano di aprire la sua. Bastò un secondo, una piccola distrazione per farla andare contro un'altra auto. Più passava il tempo, più sentiva le palpebre pesanti e una gran voglia di chiuderle e di dormire ma la gente fuori dal finestrino le gridava di tenere duro e di non morire. Lidia non stava morendo, Lidia aveva solo sonno.
Piano piano le sue palpebre si abbassarono e tutto quello che poteva provare era stanchezza e un male assurdo alla testa.
