prologo

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-Piangere non ti aiuterà, James.- Gridava lontana la sagoma nera, mente camminava dalla parte opposta alla mia. -Non uscirai più di qui, questo é quello che ti meriti!- Continuava ad aggravare il mio stato d'animo, mentre giacevo a terra, morente. Mentre vedevo passare davanti al mio viso tutti i miei errori e le mie paure. Mentre tutto ciò che mi era rimasto, spariva lentamente.

Spalancai gli occhi, buttando via l'aria a piccoli sbuffi. Il respiro irregolare, mentre mi giravo e rigiravo dentro quella gabbia talmente piccola da riuscire a contenere solo me. Un animale, mi ripetevo, sei un animale. Intorno a me, solo buio. Buio pesto. Non riuscivo a definire con gli occhi il confine fra dentro e fuori. Mi rigirai, cercando di trovare una posizione che non mi uccidesse, se mantenuta troppo a lungo. Una forte fitta al petto mi fece ricordare dei colpi incassati giorni prima. Stavo lì da solo una settimana, ma sembrava un'eternità.

Circondai con una mano il lato destro della mia faccia, mentre cercavo di mantenere stabile il respiro, e di far calmare il brontolio dello stomaco che pretendeva cibo che, insieme all'acqua, non vedevo da due giorni. Stavo morendo, disidratato.

Imploravo me stesso di non perdere la testa, di cercare di rimanere calmo.

Mi avevano rapito, non sapevo quanti erano, non sapevo se fossero tutti maschi o c'era qualche donna insieme a loro. Non capivo più niente.

Perciò quando sentii una dolce voce molto vicina a me, pensai quasi di essere diventato pazzo. Ma se la voce, si fosse dimostrata una figura vera e propria, apparendo davanti ai miei occhi, avrei capito che forse qualche possibilità di salvezza c'era.

-Ehi?- La sentii, di nuovo. Quel suono delicato, mi penetrò nelle orecchie, suscitando in me un pizzico di eccitazione. -Sono qui con del cibo, se batti un colpo mi avvicino.- Cercai di parlare, ma tutto ciò che uscì dalle mie labbra furono suoni addirittura impercettibili al mio orecchio. Reagii velocemente, recuperando tutta la forza che avevo in corpo, che mi era rimasta. Alzai la mano, colpendo rumorosamente la parete alla mia destra.

Una mano si allungò attraverso le sbarre, depositando un piatto pieno di alimenti ed un bicchiere d'acqua.

Sbarrai gli occhi, quando di fronte a me apparvero dei lunghi capelli rossi come il fuoco. Sembravano illuminarsi, nel buio, ma nessuna luce vi era puntata. Chiusi leggermente gli occhi, per mettere a fuoco quell'immagine. Poi afferrai la prima cosa che trovai nel piatto, ingoiandola molto velocemente.

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⏰ Last updated: Nov 22, 2013 ⏰

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