Perché nessuno era come lei, nessuno lo sarebbe stato mai.
2 anni e 3 mesi dopo
-Wiliam, giochiamo un po'? Ti stacchi dal libro e ti concentri su di me?-brontolò un ragazzo dagli occhi grigi e dai capelli viola
-Ehm... no, lasciami finire il capitolo Zéin*-
Zéin emise uno sbuffo insoddisfatto, alzando il sopracciglio e fissando il fratello da dietro il libro-Ti interessa più di come ti interesso io ? Sei fissato fratellino!-
-Io? Fissato? Dovresti parlare per te visto che sei tu quello che circa ogni due giorni mi chiede di fare la lotta o un gioco dei tuoi senza mai fare niente di vero a me, a te interessano i giochi comuni, a me i libri-
-Storia di un naufrago delle isole Pompei... non l'avevi già finito?-
-Sì, infatti-
-Ma non dirmi, lo hai ricominciato daccapo-
Wiliam alzò le spalle con un gesto quasi di totale disinteresse-Anche se fosse?-
Zéin si lasciò sfuggire un secondo sbuffo, che però stavolta faceva tralasciare disappunto.
-Dovresti essere un po' più partecipe caro, non sempre sui tuoi libri-
-Sono meno noiosi di certi giochi che ti inventi tu-disse con un tono velenoso lasciato cadere proprio sull'ultima parola, su quel tu che fece fare una smorfia mezza divertita all'altro
-Su, fratellino, visto che non vuoi giocare, almeno preparati che stasera nostra zia ci ha invitati a cena-
-Ancora?-fece una pausa in cui aleggiò un misto di sorpresa e nervosismo -Ci aveva invitato anche ieri!-
-Sì, ancora-
-Non mi va di venire, le sue cene sono terribilmente noiose, si parla sempre di politica e di come i saggi e i servizi segreti non riescano a tenere a freno i barbari che stanno scendendo verso sud, di come ne catturano uno e intanto se ne uniscano a loro il doppio, come alla rara creatura dell'Idra, scomparsa almeno da cento anni-
-Tagli una testa e ne ricrescono due... ce l'ho presente, però ci devi venire comunque, quindi dopo infilati la giacca e la cravatta o la nostra cara zietta potrebbe arrabbiarsi parecchio-
-Lei si arrabbia sempre-sussurrò Will, indispettito, ma mise comunque via il libro e iniziò a prepararsi.
4 anni e 1 ora dopo
La ragazza respirava affannosamente dopo aver corso così tanto, ma non poteva fermarsi, sentiva lo stomaco riempirsi di crampi.
Non poteva affatto fermarsi o...
Continuò a correre senza pensarci.
Scosse i capelli castani chiari e continuò ad avanzare.
-Nemes, non nasconderti- una serie di risate si susseguirono.
Quando capì che erano più vicini del dovuto ebbe un sussulto.
Sentiva le gambe farsi sempre più pesanti .
-Non puoi nasconderti-avanzò la voce del ragazzo che l'aveva chiamata da così vicino.
Il sangue le ribolliva nelle vene e nelle tempie, aumentando l'agitazione momentanea, già abbastanza scatenata in lei.
Tra un respiro e l'altro c'erano pause di silenzio che parevano non finire mai.
-Sappiamo dove sei-
Si sentì percorrere da un brivido scatenato dalla paura, dalla paura che la rendeva praticamente cieca e senza idee, in balia ad emozioni più grandi di lei.
Notò, a malincuore, di essere giunta ad un vicolo, chiuso da calcestruzzo e mattoni rossi.
Cercò, motivata dall'istinto, un posto in cui nascondersi, per evitare quelle bestie.
C'erano solo una pattumiera e delle scatole, tante scatole, e un muretto troppo alto da poter anche solo tentare di scavalcare.
Un secondo brivido la percorse, stavolta più intenso e profondo, che le bloccò momentaneamente il respiro.
Iniziò ad impilare delle scatole, salendo sul pattume.
Ora il muro non pareva poi così alto...
Ma la sua speranza sparì quasi subito quando si accorse che al solo tocco, il cartone, bagnato, si sfondava.
Se si spingeva verso l'alto non riusciva comunque a raggiungere il bordo del muro.
Ancora spinta da un desiderio animalesco che le diceva di sfuggire ai predatori, prese a saltare per raggiungere lo spigolo, ma scivolò e cadde per terra.
Sentì la sua gamba finire sotto il peso del suo corpo e un dolore accecante.
Poteva infilarsi nel pattume? Era un idea.
Si diede della stupida quando vide il ragazzo che l'aveva chiamata, il quale avanzava verso di lei, con le mani in tasca e un sorriso cattivo sulle labbra.
Era troppo tardi, avrebbe dovuto avere quella idea prima.
Vide i suoi capelli rosso fiamma farsi sempre più vividi e dovette costringersi a respirare per non morire soffocata.
Ma forse era meglio morire soffocata piuttosto rivivere quello che le avevano fatto.
Non poteva fare nulla se non morire per evitare quello che stavano per rifarle.
Avrebbe dovuto finirla lì, smettere di respirare, uccidersi seduta stante per soffocamento, ma ancora un briciolo di speranza folle la faceva trattenere.
Indietreggiò, con il muro dietro la schiena.
-Hai smesso di giocare, eh?-
Scrutò la soglia con gli occhi bronzo, lentamente stavano arrivando anche gli altri.
La paura, prima un po' repressa, la invase a tal punto da urlare per chiedere aiuto, ripetutamente, cosa che faceva ridere ancora di più le bestie.
-Nessuno ti aiuterà-
La speranza e la paura la spinsero a gridare ancora più forte.
Per zittirla, il ragazzo le mollò uno schiaffo diretto, poi gliene diede altri in ripetizione per poi indietreggiare e permettere ad uno degli altri, che era praticamente subito dopo di lui, di tentare di rifare le cose malvagie che per un po' di tempo le avevano fatto, ma prima che potesse arrivare veramente al dunque, un ragazzo lo spinse per terra con un gesto fluido.
-Ehi!-urlò uno dei tanti che erano giunti, ringhiando di rabbia.
-Lasciatela in pace-disse calmo, con voce fredda, assolutamente distaccata.
-Cosa ti importa? La vuoi per te?- sbottò sarcastico sempre lo stesso
All'inizio il ragazzo sconosciuto non ci fece una piega poi rifilò all'altro un pugno talmente forte che gli spaccò il naso facendolo sanguinare.
La ragazza annusò il suo profumo quasi dolciastro, vide i suoi capelli neri e si chiese chi fosse egli prima di svenire.
In pochi attimi, tutti i ragazzi che avevano collaborato vennero stesi con pugni e calci diretti nello stomaco.
***
Spazio Autrice
Ehi, buongiorno a tutti ! Vi ringrazio di aver letto questo primo capitolo...
Premetto che sarà l' unico in terza persona, il resto dei capitoli sono in prima... l' epilogo sarà... diverso ecco.
Questo sarà l' unico spazio autrice, pubblicheró o ogni domenica o ogni sabato... a voi quale delle due opzioni fa più comodo ?
Ogni tanto ci saranno delle piccole annotazioni, ovviamente brevi.
Spero vi sia piaciuto questo prologo... come ho già detto è la mia prima vera storia e quindi... beh.
Sono un po' agitata, ecco.
Grazie per la lettura, un bacio, un abbraccio eeee al prossimo capitolo
Killian44peeta
*non é preso dagli 1D ... questo nome é di mia invenzione
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Gli Elementi -In Revisione-
FantasyPrimo libro della saga - Gli Elementi- -Dal Capitolo 9...- Sentivo i suoi respiri caldi sull'intero corpo... o forse erano i miei di respiri, non ne ero certo, ma le dita umide, intrecciate alle mie ... beh, non potevano essere di nessun'altro. Con...
Prologo
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