Capitolo 22.

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Iniziammo a mangiare una porzione di lasagne a testa. Dopo prendemmo una cotoletta con le patate. Non so perché ma quel silenzio iniziava ad innervosirmi e mi stava passando la fame. Neil finì il suo piatto quasi subito, mentre io assaggiai qualche patatina.

<<Daisy, non mangi?>> mia madre interruppe per un attimo il silenzio. Sentii gli occhi di Neil puntati su di me.

<<Si mamma>> abbassai lo sguardo sul piatto e presi un altro boccone. Neil si accorse che ero nervosa e mi prese la mano da sotto il tavolo. Mi guardò preoccupato e io mi sforzai di sorridergli per tranquillizzarlo.

<<Io vado di là a portare questi intanto>> disse educatamente mia mamma prendendo dei vassoi vuoti. Si alzò ed andò nella stanzetta dei fornelli, che era separata dalla sala da pranzo da un muro senza porta.

<<Ehi - Neil avvicinò subito la mia sedia alla sua, tirandola - che succede?>>. Si accorgeva sempre quando qualcosa non andava.

<<Niente...sono nervosa e non so neanche io il motivo>> mi si incrinò la voce.

<<Piccola>> mi strinse a sé, facendomi appoggiare sul suo petto.

<<Neil...perché sono così?...Vorrei essere un ragazza normale e invece...sembro malata mentalmente>> Cercai di trattenere le lacrime. Non volevo piangere. Ero così sensibile che solo esternare i miei sentimenti a volte mi faceva pizzicare gli occhi. Sentivo emozioni così forti che mi chiudevano lo stomaco. Mi domandavo spesso se anche agli altri succedesse la stessa cosa, ma sembrava di no e non sopportavo di essere l'unica così...strana. A volte desideravo davvero poter vomitare l'anima e non sentire più nulla. Mi distruggevo da sola e mi odiavo per questo. Non riuscivo mai a vincere con nessuno, figuriamoci contro me stessa.

<<Daisy, guardami. Tu non sei malata, tu sei solo troppo buona e sensibile, okay? Ma non è qualcosa di negativo, come pensi tu. Al contrario, è bellissimo. Hai un cuore così grande. Devi soltanto imparare a gestire meglio le tue emozioni>>

<<Non ci riuscirò mai>> mi lamentai. Adoravo davvero ciò che stava facendo, ma era qualcosa di troppo grande per me, forse per chiunque.

<<Ci proviamo insieme? Dai, come quella volta a casa mia. Sei stata così brava>> Neil prese un pezzo di carne con le dita dal mio piatto e lo avvicinò alla mia bocca. Lo mangiai. Ne mangiai altri due. Quando mi diede quello dopo mugolai senza aprire la bocca.

<<Piccola, per me? Lo mangi per me?>> mi incitò dolcemente. Sbuffai e presi anche quel boccone. Mi premiò lasciando un bacio sulla mia guancia. Alla fine ne lasciai soltanto due pezzi che Neil mangiò al posto mio.

<<Siamo un po' il contrario noi due. Io devo mangiare meno e tu devi prendere qualche chilo in più>> parlò ancora.

<<Non è vero. Cioè si, abbiamo rapporti opposti verso il cibo, ma tu non devi mangiare meno. È bello vedere che ti piace tutto, io adoro vederti mangiare. E poi io ti voglio così - dissi poggiando i palmi delle mani sul suo stomaco - muscoloso e robusto come sei...ti adatti al mio corpo ed è una sensazione bellissima...mi fai sentire completa>> . Neil sorrise, arrossendo leggermente, prima che mia mamma tornasse al tavolo.

<<Vi è piaciuta la cena?>>

<<Si, è stato tutto buonissimo, grazie>> le sorrise Neil. Io intanto mi ero seduta di nuovo in modo composto.

<<Oh figurati. Prima di tutto grazie a te di essere venuto e poi volevo...volevo scusarmi con entrambi per la scenata di oggi. Non è vero che non voglio che vi frequentiate. Ma provate a capirmi, io sono solamente preoccupata per mia figlia. Ma va bene, Daisy sembra anche più felice ultimamente. Le fai bene davvero a quanto pare. Prima, mentre ero in cucina, ho visto come l'hai trattata - disse rivolta a Neil - e mi ha stupito il modo in cui hai saputo prenderla. Ci riesce solo poche volte suo fratello, a farla mangiare quando non vuole>>. Io guardai mia madre. Aveva pienamente ragione.

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