27 Maggio; Ostacoli

31 0 0
                                        



Il giorno dopo mi svegliai tardi, come è solito nelle calde giornate di primavera, raggiunsi con malavoglia i miei genitori e mio fratello a tavola, sentii mio padre lamentarsi per il mio ritardo, ma stavo ancora praticamente dormendo cosí non potei replicare. Caló il silenzio.

Presi il telefono ed entrai sul mio profilo Facebook, appunto per controllare le notifiche. Non appena vidi il numerino uno in alto e in rosso, mi aspettai il prevedibile. Invece non capii cosí in fretta. La richiesta d'amicizia non fu quella del ragazzo di ieri. Ingrandii la foto, accigliandomi. Solo dopo poco capii, era il moro, il complice che poi non ho più visto andare via. Pensavo avesse un equilibrio mentale più elevato di Fletcher, dato che comunque era rimasto in disparte, cosí non ci pensai due volte ad accettare. Il suo nome era Anthony.
Tempo di qualche secondo che mi inviò un breve messaggio.

"Sei la ragazza che ieri Fletcher ha fermato! Scusami, il mio amico è un vero idiota."

Questo era esattamente quello che avrei detto io. Scoppiai a ridere fra me e me, fissando lo schermo del mio cellulare. Fui distratta dalla voce di mia madre.

:- Amanda, hai raccontato a tuo fratello quello che è successo ieri pomeriggio?

Uno dei più grandi difetti di mia madre era che secondo le sue regole in famiglia non dovevano esistere alcun tipo di segreti. É giusto? Beh, forse sí, ma è fastidioso e molto spesso imbarazzante.

Lasciai il cellulare sul tavolo e guardai di sfuggita mio fratello.

:- Un ragazzo mi ha vista per strada ed ha voluto il mio contatto Facebook. Non gli ho dato il mio numero, in realtá neanche mi piace.

Alzai un sopracciglio, per poi ricominciare a mangiare.

:- E come si chiama?

Chiese mio fratello. Non risposi. Nemmeno mi ricordavo il suo nome.
Ma mia madre doveva ovviamente rimediare.

:- Fletcher. Fletcher Irwin.

:- Mi stai fottutamente prendendo in giro!

Imprecó mio fratello. Tanto da farmi fare un salto sulla sedia.

:- Cosa? Cosa é successo?

Lo guardai con occhi spalancati. Sembrava avesse sentito il nome del diavolo.

:- Quel ragazzo è malato! Totalmente innegabilmente malato! Va a puttane, ed è anche un ladro! Ha un ossessione con i soldi!

:- Spencer, smettila. Non mi interessa, non mi interessa minimamente di chi sia questo ragazzo, è disgustoso. Non ci sarei uscita comunque.

Scossi la testa, per poi guardare mia madre che era rimasta ad assistere senza spiccicare sillaba.

:- Ti controllerò il telefono! Tutto quanto! Non voglio nemmeno che ti contatti quella testa di cazzo!

Mio padre, che giá aveva lasciato tavola per tornare a lavoro, era un uomo molto assente con il repentino bisogno di bere e fumare. Nonostante questo, non mi ha mai fatto mancare nulla e c'è sempre stato , o quasi, nel momento del bisogno. Tuttavia non si interessava molto agli argomenti di cui noi altri parlavamo, ne prendeva parte ai nostri assalti verbali. Mio fratello consapevole di ciò, si è sempre sentito di dover recitare lui la parte del padre.

:- Spen, ti ho detto di no, controlla tutto quello che vuoi.

Alzai gli occhi al cielo per poi tornare in camera mia. Sapevano essere di certo pesanti a volte, lui e mia madre. E io giá avevo le mie cose per la testa.

Presi il computer, non avevo ancora risposto al messaggio di Anthony. Sembrava un bravo ragazzo, perchè non rispondere ai messaggi.

"Mi dispiace, litigo abbastanza con i miei. Riferisci al tuo amico che non ho intenzione di uscire con lui."
---
"Lo farò, non ti preoccupare. Scusalo, non è cattivo, è solo strano.
---
"Certamente. Te ne vergognavi? Ho visto che sei rientrato?"
---
"È cosí alla fine, mi mette a disagio per la maggior parte delle volte. Sono entrato e il barista lo stava prendendo in giro."
---
"Chi? Il Barista? Sul serio?"
---
Sí, perchè?"
---
Niente, niente. Anthony, ti chiami?
---
Sí. Senti, sei interessata al barista? Quello che somiglia a Kurt Cobain?
---
È un bel ragazzo.

Avevo una cotta per lui da cinque mesi. Ci ha messo poco a capirlo. Non ho mai provato a parlargli.

---
Io lo conosco! Credo che sia grande, però. Vuoi tentare? Se vuoi domani ci presentiamo li, e gli chiedi il numero.
---
Lo faresti? Sul serio? Non voglio sembrare come Fletcher! Io sono una scrittrice, ho una reputazione!

Scherzai. Mi stavo davvero divertendo. Avrei trovato il coraggio per fare una cosa del genere? Beh, forse Anthony era capitato proprio per farlo succedere. Ma mio fratello non mi avrebbe lasciata uscire da sola, quindi forse era inutile. Mi sembrava strano il fatto che fosse tanto gentile e disponibile. È amico di quello, si sa
che chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Lasciai stare, perchè non volevo essere maliziosa.

Ci sentimmo per l'intera giornata. Ed io cancellai tutte le conversazioni per evitare di farle vedere a mio fratello. Magari conosceva anche Anthony e magari avrebbe fatto un ennesima scenata. Erano le due di notte quando spensi il computer.
Parlammo cosí tanto che avevo giá imparato delle cose su di lui. Amava la musica italiana, e faceva il calciatore, quindi anche un grande tifoso. A me il calcio non è mai piaciuto. Di me sapeva che amavo la
musica rock e scrivere, quindi diciamo che cosí su due piedi sembravamo due persone abbastanza diverse. Mi fece ridere quando mi disse di amare le ciliegie, questa era una delle poche cose che avevamo in comune. Io le adoravo a dir poco.
Sembrava dirmi tutto quello che mi sarebbe piaciuto sentire ogni volta, gli credetti quando disse che in lui avrei trovato un buon amico. Mi sbagliavo.

Cittá Dei MiracoliWhere stories live. Discover now