Sono di ronda nel bosco da alcune ore, corro qua e là per passare il tempo, mi è sempre piaciuto correre, è una delle cose che preferisco in assoluto.
Percepisco un rumore e mi fermo di colpo, mi guardo intorno ma non vedo nulla.
"Dovresti stare attenta" sento una voce proveniente da dietro un albero ma appena mi avvicino mi accorgo che non c'è nessuno.
"Chi sei?" Chiedo senza sperare in una vera risposta.
"Ti stò osservando da ore, e non te ne sei nemmeno accorta, non sei molto brava a difendere il territorio".
Comincio a scaldarmi perché non capisco dove si trova, continuo a chiedere a chiunque sia di farsi vedere ma suppongo se ne sia andato.
Così decido di tornare a casa
"Tutto bene là fuori?", è zio Iron.
"Si tutto bene, ora salgo e vado a dormire sono molto stanca.."
Non so perché ma non mi va di raccontare a lui ciò che è successo,così vado di sopra, mi faccio una doccia e filo subito a letto, domani sarà il mio primo giorno di lavoro e non mi va di arrivare in ritardo.
Parcheggio l'auto davanti il bar del Signor Carlos, lavorare in un bar non è la mia aspirazione di vita, ma pagano bene e io ho bisogno di soldi. Voglio trasferirmi da quella casa, ma non voglio chiedere soldi a nonna per l'affitto.
"Buongiorno Signor Carlos!"
Carlos è il tipico spagnolo immigrato grassottello con due enormi baffi e il sorriso affabile, il bar è piccolo ma molto carino in stile provenzale, sui colori del beige il bordò e il panna.
"Hola bonita, fortuna che tù sei aquì, te voglio presentare tu compagnero, es un bravo chico lavora qui da qualche mese.."
Abbandono il filo del discorso nell'esatto momento in cui un ragazzo talmente bello da sembrare un dio si volta porgendomi la mano.
"Ciao, io sono Bellamy"
La sua bocca forma parole che io non capisco, perché le sue labbra carnose distraggono il mio cervello tanto da sentirmi scollegata dalla ragione.
Ma se credevo di essere in tilt, dopo aver visto i suoi occhi la mia dea interiore è svenuta al suolo senza possibilità di riprendersi, sono azzurro come il ghiaccio.
Mi accorgo che mi sta guardando con la mano a mezz'aria e immediatamente sento il sangue affluire sulle guance dall'imbarazzo.
"Ehm ..io sono Scar.."
Gli stringo la mano e mentre lo faccio ogni singola terminazione nervosa del mio corpo lancia brividi simili a piccole scariche elettriche dal punto in cui le nostre pelli si toccano fino alla schiena.
"Piacere di conoscerti Scar"
Il mio nome pronunciato da lui sembra un suono paradisiaco, sulle sue labbra giace un sorrisetto, ma non riesco a capirne il motivo, forse per la mia pessima presentazione, anche se non credo..Tuttavia la sua voce sembra stranamente familiare.
Ma probabilmente è solo la mia immaginazione.
