3. una strana persona

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                          Capitolo 3

Io e White camminammo per la città senza una vera e propria meta. Prima di fuggire eravamo riuscite a rubare qualche soldo dal portafoglio di Marilú che avevamo accuratamente nascosto nelle nostre tasche.
-Non sopravvrivremo un giorno- si lamentó White.
-Non essere cosí pessimista!- ribattei io -Sopravvivere è un parola grossa! Vedrai che ce la faremo-
Il vento soffiava persistente e la neve continuava a cadere sottile  e.......inopportuna.
-Sto c crepando dal f freddo- balbettó la mia amica -La nostra fine sa sarà mo morire as assiderate: me lo s sento-
-Non dire scicchezze! Caso mai sarà la fame che che ci ucciderá se non andiamo subito in un bar-
White mi guardó con aria scossa.
-Ehi, guarda che stavo solo scherzando- la rassicurai io -comunque dobbiamo andarci veramente in un bar: mi è venuto un certo languorino- .
Entrammo in un negozzietto di cui fino a quel giorno non conoscevo l'esistenza. Appena scostai la porta si sentì il rumore della piccola campanella appesa al soffitto e una signora grassa dall'aria simpatica uscì da una porta che si confondeva con il giallo pallido della parete
-Benvenute!- esclamò con voce goffa, poi ci osservò, anzi, mi osservò e premette un grosso bottone rosso che si trovava sulla sua scrivania verde e tutte le finestre e la porta si sbarrarono.
All'inizio pensai che Marilù si fosse già accorta della nostra fuga e cha avesse messo una taglia sulle nostre teste o che quella vecchietta fosse un assassina sotto copertura per uccidermi,  -Black, che succede?- chiese tremante White, non le risposi soprattutto perché non lo sapevo nemmeno io; poi la vecchia ebbe una reazione che non mi aspettavo infatti si mise a srtillare -LA RAGAZZA NERA!- ripetutamente. Io e White ci fermammo a guardarla un attimo, una cosa era certa: non era normale, io ero spaventata e stupita allo stesso tempo dopo almeno 5 minuti buoni la vecchietta finalmente smise di strillare, prese un po di fiato e disse
-sei tu, sei tu!- riferendosi a me, rimasi ferma un attimo e stavolta ero molto confusa -Non capisco a cosa si riferisce- risposi sincera, non ci stavo capendo niente e anche White era confusa quanto me. -Venite ragazze- esclamò a un certo punto dirigenosi nella stanzina da cui era uscita, visto che non c'era via di fuga non ci restò che fidarci ciecamente di quella vecchia psicopatica. La stanza era tutta in disordine e piena di libri ingialliti e polvere -Dove ci sta portando? E a cosa si riferisce?- avevo tantissime domande per la testa e una sola frase che mi volteggiava in torno "la ragazza nera", la vecchietta si mise a cercare tra gli scaffali e ad un certo punto esclamò -eccolo!-, poi riprese
-scusate ragazze se vi ho spaventate, non mi sono nemmeno presentata che sciocca, io sono Magdalena, chiamatemi Magda, ero così presa
dall'eccitazione che ho scordato le buone maniere- -ciao, ma cosa vuole da noi?- chiese White, la vecchietta soffiò sopra il libro polveroso e lo aprì -da ben 500 anni aspetto il tuo arrivo cara- iniziò, non capivo era impossibile che fosse ancora viva sarà stata una truffa ci starà ingannando e poi a chi si riferiva? -Tutto questo ti può sembrare strano ma vedi i tuoi genitori...- si fermò, da fuori proveniva uno strano rumore come il suono che fa il metallo quando viene colpito.

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⏰ Last updated: Sep 11, 2015 ⏰

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La ragazza nerAWhere stories live. Discover now