Chapter 2

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ELOISE

La mattina seguente ero stanchissima,ed anche agitata all'idea di vedere Luke: chissà come si sarebbe comportato. Stupidamente la sera precedente non avevo messo in carica il mio iPhone e quindi ora la batteria era morta. "Perfetto" pensai "Una mattinata a scuola senza telefono". La fortuna in quei giorni a quanto pare non girava proprio dalla mia parte.

Scesi in cucina per dare il buongiorno a mia madre e le dissi che,come semre,mi avrebbe accompagnata Luke a scuola.

"Ma non è che tra di voi è nato qualcosa,Eloise?" quanto la odiavo quando si impicciava dei fatti miei. Okay che era pur sempre mia madre,ma non bisogna sempre dir tutto ai propri genitori o,nel mio caso,a mia madre. Mio padre e lei avevano divorziato due anni fa,poco dopo la rottura con il mio ex. Lui diceva che non ce la faceva più a vedermi così depressa,che ero solo una ragazzina con problemi mentali e se la prese con mia madre,maltrattandola. Lei chiese il divorzio.

"Finchè non mi comprerai una macchina decente,Luke continuerà a farmi da scorta" mi limitai a dire,e poi mi affrettai a salire le scale per andare in bagno a farmi una doccia,non volevo sentire il solito discorso di mia madre su i soldi. Oltre ad averci maltrattate,quell'uomo spregevole non ci aiutava con i soldi e quindi io e mia madre dovevamo molte volte arrangiarci. Non mi faceva mai mancar niente,ma i soldi spesi per una macchina,sarebbero potute servire per altre visite specialistiche o farmaci per via del mio piccolo problema al cuore. Ultimamente sembrava essersi risolto,per modo di dire,ma non si può mai sapere.

Intanto mi ero svestita e pesata,per poi in fine guardarmi allo specchio. Odiavo il mio corpo,avevo le curve un po' troppo accentuate e un filo di pancetta e,per colpa della mia altezza,ero completamente sproporzionata e tozza.

Mi buttai sotto il getto dell'acqua fredda,pensando a cosa avrei potuto dire a Luke o a come comportarmi. Il momento della doccia,era un momento di completa riflessione,un momento solo ed esclusivamente mio,per pensare ai miei di problemi e non a quelli degli altri.

Quando uscii,andai in camera mia per poi indossare la solita divisa della scuola. Non era un grachè,era semplice: una camicetta bianca e la gonna bordò con la cravattina dello stesso colore. Ero comunque contenta di indossarla però,almeno non avrei perso troppo tempo la mattina a scegliere i vestiti. Non mi truccai,non mi piaceva,preferivo che la gente mi vedesse per cò che ero senza chili di trucco in viso. Mi spazzolai i miei adorati capelli,e poi uscii di casa.

Luke era appoggiato allo sprtello della Gip con caviglie e braccia incrociate,perso nei suoi pensieri.

"Scusa,lo so,sono in ritardo di 10 minuti,ma sappi che non ho nemmeno fatto colazione" dissi,ridacchiando e andando vicino a lui per salutarlo come al solito;volevo che non cambiasse niente,quindi lo baciai. Un bacio a stampo,ovvio. Rimase un attimo spiazzato,ma poi ricambiò come sempre.

"El,ma il tuo telefono?" era plausibile che me l'avesse chiesto,di solito ce l'avevo sempre in mano.

"Beh,è morta la batteria ahah" dissi,leggermente imbarazzata. Non riuscivo a capire il motivo del mio imbarazzo. Merda.

"Quindi non hai letto nessun messaggio?"

"No" sembrava sollevato. "C'è per caso una tua foto compromettente?" continuai scherzosamente.

Luke non rispose,si limitò solamente ad aprirmi la portiera per poi andare al suo posto ed incamminarci verso scuola.

Si comportava in modo strano,era teso e per tutto il viaggio stette con gli occhi puntati sulla stada. Arrivammo a scuola giusto in tempo per il suono della campanella;avevamo lo stesso corso in prima ora.

Come al solito,ci sedemmo uno di fronte all'altro,in modo da poterci scambiar bigliettini. Di solito il primo era sempre il suo,con un commento su quanto fosse noiosa la lezione di biologia. Sta volta la prima a mandare un bigliettino,fui io.

Promises. ||Luke Hemmings.Wo Geschichten leben. Entdecke jetzt