Glad to know I have this effect on you.

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HARRY

"Si sta facendo buio." Disse Louis guardando il cielo che si stava oscurando, prima dire guardare l'orologio che aveva al polso.

"Che ore sono?" chiesi, pronto ad andare.

"20.00" mi informò.

Non posso credere che abbiamo parlato qui per più di due ore. Se devo essere sincero, mi sono divertito abbastanza. Louis è una buona compagnia, tranne quando decide di diventare un ficcanaso, ovviamente.

"E' meglio se vada a casa." Mi alzai in piedi. Non è che abbia un coprifuoco e anche se l'avessi..sarebbe stato ancora presto, ma mia mamma probabilmente è già a casa e ha bisogno del mio aiuto con i miei fratelli.

"Sì, anche io." Si alzò e ci dirigemmo verso la porta. La caffetteria stava quasi per chiudere, solo poche persone erano sedute ancora ai tavolini.

La temperatura era scesa di molto perciò chiusi del tutto la zip della mia giacca. Louis si mise un cappottino che prima era legato in vita e lo chiuse del tutto, come me.

"Bhè, immagino ci vedremo lunedì." Dissi goffamente mentre infilavo le mani nelle tasche dei jeans.

"Hai intenzione di prendere la metropolitana?" chiese con uno sguardo di incredulità.

"In realtà volevo tornare indietro volando, ma ho dimenticato il mio mantello da Superman a casa." Ridacchiai facendolo sorridere teneramente. Aspettate, cosa? Dimenticate quel che ho appena detto. La parola 'tenero' non esiste nel mio vocabolario.

"Sei così stupido." Colpì il mio braccio ridendo ancora allegramente.

Per un attimo i nostri occhi si incontrarono e il suo sorriso improvvisamente si spense. Mi ritrovai a fissarlo fino a quando non parlò facendomi scattare sull'attenti.

Non mi era mai successa una cosa di simile..non con un ragazzo

"Potrei darti un passaggio, sai. Vivo solo un paio di isolati da qui." Indicò con un dito dietro di lui verso un viale enorme dove le luci colorate dei negozi e ristoranti erano già accese, dando alla città quella sua atmosfera vivace.

"No, va tutto bene. Non mi dispiace andare in metropolitana." dissi, cominciando a camminare verso la fermata più vicina. Probabilmente ci metterò circa 45 minuti per arrivare a casa. Gemetti al solo pensiero.

"E a me non dispiace riaccompagnarti. Mi sto quasi appassionando al tuo quartiere." Disse, facendomi ridere.

"Sicuro?" chiesi alzando un sopracciglio.

"Mhh." Mormorò arricciando le labbra. "Da questa parte." E ci incamminammo verso il viale. Mi sentivo fuori luogo, come se non avessi potuto far parte di una zona come quella

"Deve essere una figata vivere qui, eh?" chiesi per fare un po' di conversazione.

"Non è male. Mi piace." si strinse nelle spalle. "Ma scommetto che non è nemmeno metà esaltante quanto il tuo di quartiere." mi guardò, ma si voltò subito.

Amo la sua timidezza. Non è come tutte le altre persone che conosco. Non flirta tutto il tempo e non mi si butta addosso come la maggior parte fa. Pur essendo un maschio. E' chiaramente un figlio di papà, ma non mi giudica e non è snob. Forse è troppo elegante e da conto a sciocchezze come la moda e a cose costose. Ma non posso biasimarlo per questo. Se fossi ricco, probabilmente avrei 10 macchine e un'enorme collezione di camicie a fantasia floreali e stivaletti di tutti i colori.

"Te lo posso assicurare questo." Ridacchiai e lui rise piano, passandosi una mano tra i capelli. Ho notato che lo fa molto spesso.

Continuammo a camminare parlando di cose non molto importanti ed ero grato che non tirò fuori di nuovo l'argomento "mio lavoro". Onestamente, è troppo innocentino e se non ha la minima idea di quel che faccio, preferisco che rimanga un segreto. Dopo tutto, lo conosco solo da 3 settimane e non sa niente sulla droga o cose del genere.

B.R.O.N.X - Larry StylinsonWhere stories live. Discover now