Verso le sei e mezzo arriva mio padre, gli parlo della mia paura di non riuscire più a camminare e lui cerca di tranquillizzarmi. Alle sette arriva la cena dell'ospedale, brodino.
Non mi piace e poi chi é che cena alle sette? Io ceno alle nove. Non resisterò a lungo in questo luogo deprimente. Okay sto facendo la melodrammatica.
Quando mio padre se ne va mi butto sul cuscino. Dal vetro vedo Roth arrivare così fingo di dormire, non ho voglia di vederlo. Che se ne vada da Caroline. «Ehi, so che sei sveglia» dice dalla porta mentre si avvicina. «Lasciami dormire» mugugno.
Lui non mi ascolta e si siede sul bordo del letto «Che hai?». Rimango con la faccia immersa in quel cuscino piatto e dico «Niente che ti riguardi. Tornatene da Caroline». Lui alza la voce «Cosa centra Caroline adesso?».
Come se non lo sapesse «Centra. Ti senti in colpa quindi vieni qui. Ma io sto bene non ho bisogno di te. Non ho bisogno di nessuno. Puoi tornare da lei». Lui mi mette le mani intorno ai fianchi e mi mette seduta nonostante io protesti.
Guardo fuori dalla finestra così da evitare i suoi occhi. «Guardami. E smetti di dire cazzate per piacere» dice calmo. Mi giro di scatto con la bocca spalancata «Io dico cazzate? Sei tu quello che fa tutto il carino "non posso starti lontano" e "c'è attrazione tra noi"» lo imito
«quindi le cazzate le dici tu! Ma dimmi un po' anche Caroline come Violet o Margaret, insomma quella la, é buona solo a letto?» esclamo. Sono nera.
«Pensi veramente che io ci sia andato a letto?! Hai una così bassa opinione di me? Pensi che andrei con una tua amica? O che mentre tu sei in coma per colpa mia io abbia voglia di stare con qualunque altra ragazza che non sia tu?» si sta arrabbiando anche lui.
«Non lo so! Ti conosco da un paio di giorni! E prima sembra quasi che ti stai dichiarando e poi scopi con ragazze di cui non sai neanche il nome!» gli urlo contro.
«Si é vero l'ho fatto! Ma in queste due settimane non ho toccato nessuna! E con Caroline ho solo parlato, se lei si immagina altro non é un problema mio. E poi, non hai nessun diritto di arrabbiarti, visto che dopo che ti sbatto in faccia i miei sentimenti, dopo tutto quello che é successo continui a dire che siamo solo amici!» si alza e con le mani in testa passeggia per la stanza per calmarsi.
«Siamo solo amici per questo! Solo perché non puoi aspettare l'occasione giusta con una ragazza che t'interessa, anche se non sono più molto convinta che tu provi veramente quello che hai detto nei miei confronti, te ne vai con la prima che capita! Per questo l'unico rapporto che posso avere con te é un rapporto di amicizia» é dura ammettere che non abbiamo un futuro.
«Ma non lo faccio più! Dopo Violet non ho più fatto nulla del genere» dice lui stanco. «Ti credo, ma non posso perdere il controllo. Ho appena ripreso in mano la mia vita e se cedessi all'istinto..» mi blocco.
Non dovevo dirlo. «Se cedessi cosa succederebbe?» si avvicina incitandomi a finire la frase. «Niente» mento ed evito di guardarlo. «Dimmelo» si avvicina così tanto che la mia bocca é a un centimetro di distanza dalla sua.
«No» sussurro con voce flebile fissandogli le labbra mentre lui fissa le mie. «Dimm..» l'istinto prevale e non gli faccio finire la parola. Lo bacio.
Gli prendo il viso tra le mani e gli divoro la bocca, labbro superiore, labbro inferiore, mentre le nostre lingue danzano come se si conoscessero da sempre. Lui all'inizio rimane sorpreso ma si riprende subito infilando le mani nei miei ricci. All'improvviso mi rendo conto di quello che ho fatto e mi stacco da lui.
Mi porto le mani alla bocca e con gli occhi lucidi sussurro «Oddio, che ho fatto..». Lui mi lascia i capelli e se prima stava sorridendo, dopo aver visto la mia espressione il suo sorriso scompare.
«Ehi guarda che non hai fatto tutto da sola, e soprattutto non hai fatto niente di male» mi accarezza la guancia ma io allontano la sua mano da me. Come ho potuto baciarlo? Perché ho perso il controllo?
«Invece si! Non dovevo! Non devo farlo più.. si.. non succederà più» sussurro confusa. Lui mi prende il viso tra le mani ignorando come sempre le mie proteste.
«Guardami. Guardami, cazzo. Sharon non hai fatto niente che non volessi anche io. Maledizione non sai quante volte avrei voluto farlo io! Non l'ho fatto perché non ero sicuro che tu lo volessi. Dammi una possibilità» é così bello, vorrei solo mettermi in braccio a lui e farmi stringere per sempre.
«Non posso Roth. E se ti facessi soffrire? Se ad un certo punto tu ti stancassi dei miei cambi d'umore? Tengo a te. Tengo troppo a te per permettere che tu stia male per colpa mia. Cazzo ma hai visto quello che ho fatto a tuo fratello? Non penso di essere una brava persona. E tu ti meriti di meglio» lui mi guarda come se avessi parlato in aramaico.
«Lascia che sia io a decidere cosa merito e cosa non merito. E starò male per colpa tua se tu ogni volta che mi avvicino mi allontanerai, come stai facendo ora. Io posso aspettarti, se vuoi prenderti tempo per te lo capisco, ma devi permettermi di starti vicino».
É addirittura comprensivo, é testardo certo però un ragazzo così dove altro lo trovo? E la cosa buffa é che mi costringo a rifiutarlo. Si merita di meglio. Ma chi sono io per impedirgli di starmi vicino?
Gli faccio un mezzo sorriso e dico «Forse un giorno potremmo provarci, ma ora ho bisogno di tempo. Quindi il massimo che posso fare é esserti amica. Prendere o lasciare». Lui sorride come se avesse vinto alla lotteria.
«Prendere. Io ti prenderò sempre e puoi scordarti che io ti lasci». Sospiro, é arrivato il momento di dirgli delle mie gambe «Roth, aspetta a fare promesse del genere. Non riesco neanche a camminare, i dottori dicono che é normale e che é una cosa temporanea. Ma se non lo fosse? Se fossi bloccata in sedia rotelle a vita?» mi si riempiono gli occhi di lacrime al solo pensiero di questa eventualità.
Lui mi abbraccia e mi bacia la guancia «Mi dispiace, ma vedrai che andrà bene. E se rimarrai in sedia a rotelle, mi farò i muscoli trasportandoti ovunque» io rido ma le lacrime scendono comunque, non posso pensare di non poter più camminare.
«Andrà tutto bene tu camminerai, correrai e se farò da cattivo mi prenderai a calci. Ma non piangere..» mi stringe e dopo dieci minuti la sua maglietta era zuppa. «Ti ho bagnato tutta la maglietta» gli dico.
Lui mi sorride con fare perverso «Se vuoi me la tolgo». Io rido «No meglio di no. Lo dico per te. Per la tua incolumità». Lui mi guarda a lungo come se stesse valutando qualcosa.
Inizia a farmi il solletico mentre io rido a crepapelle cercando di impedirglielo. Decido di passare al contrattacco, miro ai suoi addominali. Lo tiro per la maglietta e lui mi cade sopra.
Si tiene coi gomiti e mi sorride, siamo troppo vicini. «Spiegami perché finiamo sempre così. Io provo a fare il bravo ma poi mi ritrovo così vicino alle tue labbra eh..» la sua voce diventa più roca del normale e tutto il mio corpo si accende.
Si avvicina sempre di più e mi bacia un angolo della bocca, poi l'altro, tutto lentamente. Ci guardiamo e i suoi occhi brillano mentre mi accarezza i capelli sparsi sul cuscino. Io infilo le mani sotto la sua t-shirt e gli accarezzo la schiena scolpita.
Lui continua a riempirmi di baci ogni centimetro della faccia evitando le labbra. Mi mordicchia il lobo dell'orecchio e io gemo. Sfrega il suo corpo contro il mio e ho l'impulso di cingergli i fianchi con le gambe. Lo faccio.
Le mie gambe si muovono. «Roth.. le mie gambe.. funzionano» sono al settimo cielo, rido, lo abbraccio e gli do tanti baci, sono in vena di coccole. «Scricciolo non sai quanto sono contento» sfrega il suo naso contro il mio e sussurra «Oh fanculo». Non faccio in tempo a chiedergli perché l'ha detto che la sua bocca assapora la mia.
Inizia con una lentezza straziante, gioca col mio labbro inferiore, con quello superiore, li morde, li tira e li lecca. Poi passa al bacio vero a proprio, esplora la mia bocca e gioca con la mia lingua. Aumenta il ritmo e diventa sempre più passionale.
Non ho mai goduto così tanto per un bacio in tutta la mia vita. Si stacca e mi accarezza la guancia. «Dì qualcosa» sussurra.
«Perché?» chiedo. «Perché cosa?» mi risponde con un altra domanda. «Perché ti ho incontrato solo ora?» gli chiedo passando distrattamente le nocche sui suoi zigomi.
«Perché non eri ancora pronta per tutta questa attrazione» dice tranquillo tempestandomi di baci il collo.
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Attrazione
RomanceSharon è una ragazza complicata frequenta la terza liceo ed ha un ragazzo di cui è innamorata, Dylan. Lui è alto con un fisico ben definito bellissimi occhi azzurri e capelli castani. Sembra che la loro storia durerà per sempre quindi Dylan presenta...
