Capitolo 17

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Quella mattina non feci niente, e senza accorgermene era passata una settimana da che ero uscita dall'ospedale, oggi è mercoledì 09/12/2015.
Sto guardando l'aurora ormai inoltrata sul mio balconcino e penso, l'unica cosa che mi riesce.
Oggi sarei andata in ospedale e il giorno dopo ci sarebbe stato il funerale di mio padre.
Era morto tutto da quando era morto lui e d'era una cosa orribile il fatto che tutto sarebbe ritornato a vivere, anche se corretto.
Il mare si vedeva in lontananza.
Non odiavo il mare per quello che era successo, solo era un modo per ricordare l'accaduto in modo costante e se prima odiavo questo particolare adesso lo amavo, non volevo dimenticare niente, sopratutto i particolari. Non me lo sarei mai perdonata se lo avessi fatto. Sapevo che sarebbe arrivato il momento in cui sarebbe stato difficile ricordare il viso di mio padre e il suo profumo, ma almeno volevo ricordarmi tutto il dolore che avevo provato e le onde mi aiutavano.

Quella settimana l'avevo passata in casa, fra le lacrime per mio padre e mia madre che sembrava impassibile a tutto questo.
Il dolore che provavamo entrambe ci impediva di avere la forza di litigare.
Sara veniva a trovarmi tutti i giorni, Etan ogni tanto sgattaiolava nel mio letto e ogni cosa, qualunque cosa era cambiata. Niente era soddisfacente, non c'era più niente che mi rendesse veramente felice, tutto aveva assunto un sapore di monotonia e noia, tutto aveva perso il senso e non riuscivo a ritrovarlo.
La notte,quando ero da sola pensavo sempre di uccidermi ma poi mi chiedevo a che scopo? Che differenza faceva? Soffrivo ma era ormai tutto indifferente. Lo avrei fatto se non fosse che 1)non aveva senso 2) non avrei mai lasciato Etan da solo. Era l'unica persona che davvero mi era accanto e mi dispiaceva vederlo che non sapeva cosa fare con me, glielo leggevo negli occhi. Per farmi felice per farmi sembrare tutto un po meno indifferente. Ma non trovava mai niente. Odiavo vederlo star male per me, per un anima così unitile.

Le indagini con mia sorella le avevamo interrotte e anche quelle avevano perso il senso. Il scoprire perché di tutti questi indizi a cosa sarebbe servito? Lei era PUF e concludere quel rompicapo non mi avrebbe ridato mia sorella indietro.
Mi madre era zitta, piangeva in silenzio come facevo io e sembrava aver patteggiato una tregua immaginaria che sapevo che si sarebbe spezzata il giorno dopo perché non sarei andata al funerale di mio padre. Non volevo vedere nessuno vestito di nero con le lacrime che mi chiedeva come stavo, neanche una parola del prete che mi diceva che era in un posto migliore e che a Dio serviva un angelo o scemenze del genere perché non era vero, lui non era da nessuna parte, né con Dio né in un posto migliore. Era sparito e non c'era un luogo dove potessi ritrovarlo. Non volevo le pacche sulle spalle e non volevo i consigli, non volevo sentire le voci delle persone che piangevano per mio padre e che volevano condividere il loro dolore con me cercando di darmi supporto ma senza volerlo facendomi sentire ancora peggio. Non volevo non aver nulla da dire, di guardare la gente piangere e quando loro mi facevano le condoglianze io avrei solo riposto "grazie." Un banalissimo grazie e per poi per cosa? Per avermi detto stronzate e avermi dato ancora più dolore?
Sarei andata al funerale, ma mi sarei nascosta. Non volevo che nessuno mi vedesse e non mi sarei vestita bene. Avrei accompagnato la tomba di mio padre davanti al cimitero e quando tutti se ne sarebbero andati ci avrei pianto sopra posandoci due rose bianche, le sue preferite sporche del mio mascara. Ci tenevo che fossero sporche.
Mia madre si sarebbe sicuramente incavolata con me per questo ma non mi importava perché volevo condividere il mio dolore SOLO con quel pezzo di cemento su cui c'era scritto il nome di mio padre, la data di nascita e quella di morte. Poi sarei andata via. Etan sapeva tutto e mi avrebbe fatto andare da sola, sapeva che doveva lasciarmi andare. Per non avere rogne da mia madre sarei scappata durante la notte e sarei andata con lui a dormire nella nostra spiaggia poi avrei fatto quello che dovevo. Anche Sara sapeva e lei era d'accordo. A mia madre non glielo avrei detto, non avrebbe capito.
Rimaneva un ultima questione, Etan. Oggi avrei chiesto a mia madre se poteva venire a stare da noi. Ci tenevo dargli una mano, io e mia madre eravamo benestanti, la casa era nostra e lei lavorava comunque per mantenerci e portando a casa più del necessario e non ci pesava mantenere una persona in più, ma sopratutto desideravo aiutarlo.

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⏰ Last updated: Oct 12, 2015 ⏰

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