"Voglio andarmene da qui!" Urlo. Le mie mani sono tremolanti e la mia voce piuttosto spazientita. Ma nulla, niente per niente cambierebbe l'idea di mia madre. È così orribile che tra tutte le persone con cui penso di litigare, mia madre sia l'unica che ne cerchi il motivo. E la cosa che mi fa più rabbia, è quel suo fare e dire in modo da non tralasciare sul suo volto nessuna emozione. Cazzo, quant'è fastidiosa. 'Esci da questa stanza, prima di peggiorare tutto.' Dice il mio subconscio. 'No, resta e digliene quattro!' Interviene la mia ostilità. E indovinate? Alla fine l'ostilità in me vince sempre. "Sono stanca della tua instabilità, sono stanca delle tue minacce. Che razza di madre sei? Buttami pure fuori di casa, sicuramente vivrò meglio di quanto pensi." Le parole mi escono fuori come fossero gocce di una feroce tempesta. Lei mi guarda con un ghigno, come a dire 'vorrei vedere quanto dureresti fuori da questa casa.' E poi si gira verso il lavandino della cucina, alle sue spalle. Non ce la faccio più. Sono troppo stanca per andare avanti e troppo agguerrita per fermarmi, ma nessuna scelta mi si piazza davanti al momento. 'Tre mesi' penso, 'e poi scappo via da qui'. Mentre i miei piedi mi conducono nella mia camera senza che me ne accorga, un messaggio illumina il display del mio cellulare. È Alyssa.
*Tesoro, tra dieci minuti sono sotto casa tua. Non perdere tempo.*
*Va bene. Sbrigati, voglio uscire al più presto da questa gabbia.*
Poso il telefono sul comò e mi cambio velocemente dal pigiama, ad un vestitino rosa cipria. È qualche centimetro sopra le ginocchia, con una scollatura a cuore, senza spalline ed il tessuto è di una stoffa leggerissima, talmente leggera che con un po' di vento, si potrebbe alzare subito. Ma non ci sono in vista questi problemi; Boston nel mese di luglio, sembra aver aperto i forni di qualsiasi casa, qualsiasi panificio e così via. Il caldo di quest'anno, ha superato qualunque altra estate passata, e quindi, possiamo solo sognarci un po' di vento che rinfreschi i nostri corpi. Chiudo la piccola cerniera laterale del vestito e prendo i tacchi argentati dalla scarpiera grande. Prendo anche un paio di vans, giusto nel caso ne avessi il bisogno e le metto dentro la mia enorme borsa argento appoggiata sul letto. Quando sento il clacson di Alyssa rimbombare su ogni muro, prendo tutte le mie cose occorrenti e senza salutare mia madre, esco di casa.
"Oh Vic, Sei una meraviglia." Mi dice Alyssa.
*Guardati un po' tu e dimmi adesso chi è la meraviglia. Sei bellissima!" Le rispondo con un grande sorriso e ci abbracciamo. Alyssa indossa un mini-vestito blu elettrico, con una scollatura a V ed una cinturina intorno la vita che mostra le sue belle forme ed un paio di tacchi neri. Ama vestirsi nel modo in cui può sentirsi più libera, e non è mai inadeguata. Ha in più, i lunghi capelli mossi e castani che le ricadono lungo la schiena, dove ha una seconda scollatura da mozzare il fiato a qualsiasi ragazzo la guarderebbe. Quando arriviamo alla Warren tavern, l'immensa discoteca dove siamo solite ad andare, ci accigliamo un po' per la fila che, di solito, non è mai stata tanto lunga. Dopo qualche minuto Elisabetth, Mery e Jennifer si precipitano da noi. Sono tutte bellissime. Elisabeth col suo corpo snello indossa un vestito aderente bianco, con delle bretelle larghe che risaltavano la sua pelle olivastra. I capelli corti e rossicci un po' arricciati. Jennifer ha una gonna larga che cade sulle ginocchia ed una camicetta rialzata in un nodo, sembra molto da film grease, ma in versione sexy, ed i capelli scuri e ricci che scendono lungo gli angoli del viso. E Mery, ha un abito nero con una grande scollatura ad arco, ed i capelli blu scuri raccolti in un alta coda liscissima che risalta molto la forma dei suoi occhi.
"Ciao!" gridiamo tutte in coro, abbracciandoci.
"Allora, pensate di entrare? Non ho molto tempo da perdere." dice Dan con il suo tono acido, come sempre. Non ci pensiamo due volte; il buttafuori alza la cordina dell'entrata facendoci cenno di entrare. Il padre di Dan è un caro amico di Jack, il proprietario e per fortuna! Altrimenti non saremmo mai potute entrare. Nessuna di noi è maggiorenne, tranne Dan, ovviamente, e gli altri ragazzi del gruppo.
Sembrano anni, da quando non entro in questa discoteca, eppure ci sono stata due sabati fa.
Una ragazza mezza vestita solo da un costume da mare ed una minigonna fucsia, ci fa strada verso uno dei privè liberi, anzi, forse l'ultimo. La musica è stupenda, cioè, almeno per me che amo qualsiasi genere di musica, soprattutto se ad un così alto volume. Con Dan ci sono anche Alexander e Anfred, e la cosa strana è l'assenza di Matthias. 'Sarà con qualche stronza' dice il mio subconscio. Che cavolo. Deve parlare in momenti così poco opportuni? Mi alzo dal posto e mi avvio verso il bancone, voglio bere stasera. Non voglio pensare a nulla.
"Un cocktail. Possibilmente qualcosa di dolce e molto forte grazie." Dico sorridendo al simpatico barista. Lui ricambia piacevolmente.
"Offro io, Vic." Dice con tutta l'adrenalina che ha in sé. Ammicco un sorriso di ringraziamento e torno dagli altri. Si sono aggiunte altre persone di cui non conosco nemmeno l'esistenza.
"Promettimi che starai calma." Mi sussurra Alyssa all'orecchio. Che? Perché devo rimanere calma? Sono già calma. Mi fa cenno verso una poltrona poco lontana dalla nostra, sempre nello stesso privè. Maledizione a quando guardo! Matthias è seduto con Alexis, una delle amiche che avevo prima, ma che scoprii essere una vera stronza. Per carità, è una bella ragazza. Bionda, occhi azzurri, bassa di statura e molto magra. Ma vedere Matthias insieme a lei, mi causa una nausea ed un mal di pancia incredibile. 'Devo prendere un altro cocktail' penso.
"Vado a prendere qualcos'altro da bere." Dico ad Alyssa.
"Vengo con te" propone.
E così torno da John, il barista. Che senza dir nulla, inizia a preparare due cocktail roteando le bottiglie come fossero piume. È incredibile il suo mini spettacolo. Quando posa ambo i bicchieri sul bancone, non faccio a meno di guardare la loro straordinaria bellezza. I bicchieri sono molto grandi, all'interno vi sono sicuramente più di sette liquori o credo, e degli sciroppi. Lo si capisce dagli strati colorati che spiccaano, in più, una fetta di ananas sul bordo ed una cannuccia nera vi sono all'esterno. Al primo sorso, posso dire che è squisito. Ringraziamo John e torniamo indietro. Quei due mi stanno dando sui nervi. Ogni volta che succede qualcosa di simile con Matthias, è sempre una delusione. Certo, ormai è anche un abitudine, perché un giorno mi accarezza guardandomi nel modo più dolce, e quello dopo lo vedo con qualche 'amichetta'. È così lunatico. Io e lui non siamo stati mai.. qualcosa, ecco. Almeno credo. Ci conosciamo da due anni e in tutto questo tempo, ci siam dati un solo bacio e ci siam detti 'ti amo'. Incredibile vero? Come può una di quelle situazioni, degenerare in questo modo? Da quando è partito per lavoro andandosene da Boston, è cambiato molto. Non sembra più il Matt di prima. Questo mi fa male. Tengo molto a lui, più di quanto si può immaginare.
Ma questo è il danno: tenere troppo a lui significa perdere me stessa, farmi del male, e non sono più disponibile a questo masochismo.
La voce di Alyssa mi distoglie dai pensieri.
"Ci sei?" Mi chiede.
"Si, scusa. Stavo solo pensando ch.." mi interrompe.
"Che dovremmo andare a ballare!" Dice strillando e sbattendo le mani l'una contro l'altra.
Non mi da nemmeno il tempo di formulare la risposta. Mi prende per mano e mi spinge verso la pista da ballo. È un po' faticoso cercare di non cadere a terra, tutte le persone qui presenti sembrano spingere continuamente per potersi muovere. 'Chissenefrega!' Penso. Non sono mai stata un'ottima ballerina, ma sono più che convinta che riesca a muovere abbastanza il mio corpo in carne. La canzone 'I LOVE IT' rimbomba ovunque, e le mie corde vocali mi pregano di non sforzarmi troppo a cantare, prima che possano scappare loro stesse da me. Ci ritroviamo nel bel mezzo di un orgia da ballo. Un ragazzo biondo dagli occhi scuri balla dietro Alyssa mettendo le mani lungo i suoi fianchi, ed un bel moro dagli occhi chiari dietro me. Wow. Non sta succedendo davvero, vero? Non guardo un ragazzo attentamente da quando conosco Matt, ma questo ragazzo che mi accarezza le braccia e poi i fianchi, sta accendendo un fuoco dentro me. 'Non farai nulla di sbagliato. Ok? Sarà qualche coglione che non hai ancora avuto la sfortuna di conoscere.' Il mio subconscio è mostruoso. Peggio di mia zia Petunia quando mio cugino Jeffry tentò di darmi un bacio, e avevamo solo 8 anni!
"Io sono Michael." Dice il moro. "Ed io Tommaso." Dice il biondo. È italiano, ci scommetto! "Vi va di farvi un giro in macchina?" Chiede Tommaso. Io e Alyssa ci guardiamo in faccia prima di rispondere in contraddittoria.
"Perché no?" Mi chiede mettendo il broncio. "Questi due ragazzi non sembrano male, e nemmeno due assassini." Ridacchia. 'Ma potrebbero esserlo, potrebbero portarvi chissà dove e uccidervi.' Caro subconscio, adesso stai diventando davvero ridicolo.
"E va bene, ma solo per poco. Poi torniamo a casa." Ordino ad Alyssa, mentre schiaccia un occhio prendendo il braccio del suo 'cavaliere'.
Passiamo davanti Matt, Dan e gli altri, mentre ci guardano con gli occhi spalancati, ma Matthias distoglie subito lo sguardo.
La macchina è davvero carina, e siccome non mi intendo per niente di macchine, posso solo dire che è una decappottabile nera. Comunque ci saltiamo dentro, dietro, ovviamente. Tommaso accende la radio e SHE WILL BE LOVED dei MAROON 5 suona tranquillamente nelle nostre orecchie. È piacevole: la canzone ed il vento insieme che scompigliano la testa ed i capelli. Il biondo alla guida è un sollievo. Nel senso che guida davvero bene e tranquillamente. Comincia a far domande; il nostro nome, la nostra età, in che quartiere abitiamo, così una sola domanda mi sorge in mente. "Ma cos'è? Un interrogatorio della F.B.I per caso?"
"Oh, La signorina non è in vena di socializzare? " dice Micheal con tono fastidioso. Non so perché io abbia accettato di venire. Sembrava simpatico. 'Appunto, sembrava' e poi nemmeno li conosciamo.
Non rispondo, comunque.
"Eccoci." Dice il biondo rivolgendoci un sorriso confortante e parcheggiando l'auto.. Da qui la vista è sensazionale. Ci sediamo su un muretto di mattoni, il posto è buio, ma non disabitato. La vista sfoggia un bellissimo sfondo di colori e luci. Le macchine, le case, le insegne, tutto appare così piccolo ma così prezioso da qua giù.
"Come mai c'avete portate qui?" Chiede Alyssa con tono tenero verso Tommaso.
"Perché è un posto speciale. E qui portiamo solo le ragazze speciali." Le risponde lui. Fantastico. Quindi si aspettano un compenso per questo giretto in macchina. Cribio! Prenderei a calci la loro macchina!
"Quindi non siamo le uniche stupide ad esser venute qui con voi." Sputo freddamente.
"Ehi, cenerentola, che ti aspettavi? Una cenetta in quattro?" Risponde con altrettanta freddezza e spudoratezza. Che coglione. Ora gliela faccio vedere io!
Lo vedo appoggiarsi al muro e accendersi una sigaretta. Cammino verso di lui e quando gli sono vicino gli sferro un pugno, ma prima di atterrare la mia mano sul suo viso, mi ritrovo al suo posto contro il muro, i polsi bloccati dalle sue mani, e il suo viso a qualche centimetro dal mio. Quella dannata sigaretta vorrei fargliela ingoiare. Una cosa positiva di questo ragazzo sono le sue mani, oltre ad avere una dura presa, sono calde, tanto calde. Come se potessero quasi scottarmi, ma è una piacevole sensazione. "La prossima volta che provi a darmi un pugno, ti bacio e giuro che non smetto fino a quando non mi supplichi." Le sue parole mi fanno sussultare e accaldare le guance. Sento di somigliare al momento ad un peperoncino. Immagino la scena ma la scanso subito dai miei pensieri.
"Sei un maiale." Gli dico. Ma lui ride, come se gli avessi fatto un complimento. Questo ragazzo mi sta dando sui nervi. È un antipatico ed ipocrita. E i suoi occhi color mare non mi piacciono per niente! Ripeto tra me e me.
"Aly, andiamocene." Le dico gentilmente. Ma lei è troppo distratta e avvinghiata al collo di Tommaso per potermi sentire.
"Aly!" Urlo. Si gira e mi guarda come se avessi la faccia di una pazza che urla senza motivo.
"Voglio andarmene. Vieni con me?"
"Ma io volevo stare ancora un po'qui. Dai Vic, ti prego. Ancora un po'." Dice con lo sguardo da bambina.
"No. Mi spiace. Io me ne vado. Ciao a tutti!" Dico bruscamente. Ho i nervi a fior di pelle. Davvero. Faccio qualche metro e sento un rumore di un auto dietro di me. È la loro auto. Stavolta però a guidare è Michael.
"Ci accompagnano loro a casa. E poi dormi da me stasera, ricordi?" Dice e mi porge la mano per saltarvici dentro. Prima la guardo, li guardo, e poi decido di afferrarle la mano ed entrare. Prima di partire Alyssa da indicazione ai due ragazzi per poter andare a casa sua,e, mannaggia a me, Michael accellera con noncuranza sfrecciando velocemente per le strade.
Quando arriviamo, non mi sbilancio più di tanto e dico un freddo CIAO soltanto a Tommaso, facendo ridere Michael. Stringo le mani per il ribrezzo verso quel ragazzo mentre Alyssa da un bacio gentile sulla guancia del biondo.
BINABASA MO ANG
Le cose che non smetterò di dirti.
Romance"Il mio più grande difetto, è che non riuscirò mai a smettere di dirti ciò che provo. Che sia rabbia o amore, nel bene e nel male sarò sempre pronta a prendermi cura di te."
