CAPITOLO 2

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Mezz'ora prima che suonasse la campanella mi misi lo zaino in spalle e partii per la mia camminata mattutina. La Blackwell High School costava pochi chilometri da casa ma, quindi,a meno che non piovesse,andarci a piedi non era poi tanto male. Anche se i momenti di tranquillità tra Gina e la scuola erano quelli che mi godevano di più,non mi sarebbero mancati. Non mi sarebbero mancato niente di Brackwell tranne Franckie, i suoi bambini con il mocio al naso e corse gli occhi verdi di Weston.
Il campus di Oklahoma State University si trovava a circa un'ora di strada,a Stillwater. Era abbastanza piccolo,perciò, non era necessario avere la macchina,e con i mezzi pubblici sarei potuta andare ovunque nella zona. Però dovevo trovare il sistema per arrivarci. La lettera di accettazione era pervenuta per posta un paio di settimane prima è avevo festeggiato da sola,saltando di gioia in cucina. Gina non lo sapeva. Non lo avevo detto neanche a Franckie per scaramanzia.
Mezzo isolato prima della scuola il si cielo si oscuro e incominciò a cadere una pioggia fredda. Mi misi a correre per evitare di inzupparmi completamente e attirare ancora di più l'attenzione. I capelli fradici davano già abbastanza nell'occhio.
Una volta entrata andai nel bagno dell'ala est. Era vicino agli uffici e sapevo che veniva utilizzato dagli insegnanti. Infatti vi trovai la signora Pyles che si stava ascoltando le mani sotto il getto di aria calda.
Mi salutò con un sorriso ma appena vide che ero tutta bagnata cambiò subito espressione. <<Oh Erin!>> esclamò e mi forse subito delle salviette di carta. <<Non sapevi che oggi avrebbe piovuto ?>> Scossi la testa. <<Me lo aspettavo ma pensavo di arrivare prima che iniziasse>>
Mi aiuto a togliermi lo zaino,poi prese il giubbotto e lo mise sotto lasciugatore.
<<Ti ho dato il mio numero un'infinità di volte. Perché non mi hai chiamata? >>
Scrollai le spalle. <<Mi piace camminare>>
<<La prossima volta che le previsioni danno pioggia mi ritroverai sotto casa tua!>>
<<La prego non lo faccia,metterebbe a disagio Gina. Non ne sarebbe contenta>>
<<Non importa.>>
Premetti il pulsante d'argento e mi misi sotto l'aria calda. <<Mi restano ancora soltanto pochi mesi, non ne vale la pena. >>
La signora Pyles scosse la testa, gli occhi azzurri chiari colmi di tristezza. <<Non ho fatto abbastanza per te,vero?>>
<<Ha fatto molto. Ci vediamo in classe>> risposi lasciandola sola in bagno.
La signora Pyles aveva a cuore i suoi studenti e molte volte mi chiese se a casa andasse bene doveva essere frustrante per lei. Gina aveva un caratteraccio e quando beveva diventava aggressiva; qualche volta i servizi sociali erano intervenuti,ma non erano mai riusciti a trovare una ragione abbastanza valida per salvarmi. La signora Pyles sembrava sempre di malumore il giorno dopo che i servizi sociali facevano visita a casa mia. Ero convinta che fosse lei a denunciare Gina ma non volevo chiederglielo. Non importava, e in ogni caso nessuno dovrebbe dare spiegazione nel aver progettato un essere umano.
Alla prima ora avevo lezione di biologia con la signora Merit, assieme a Brandy Beck. Quattro studenti sedevano ai rispettivi posti nei tavoli rotondi. Sul tavolo erano incisi iniziali,segni,cuori,l'abbreviazione UA,ultimo anno,seguita dalle date,a partire dal 1973 nonché segni sconci.
Raggiunti il tavolo centrale e da lì osservati gli studenti che arrivavano alla spicciolata. Brandy e il suo amico Brendan si precipitarono dentro poco prima che suonasse la.campanella e si sistemarono ai posti con un ghigno da stronzi sulla faccia. Erano entrambi al tavolo d'angolo. All'inizio dell'anno Brandy si cambiò il posto di banco con Andrew per potermi stare di fronte e,muovendo solo le labbra, indirizzarmi gli insulti come "puttana" "zoccola" . A volte lo diceva a voce alta ma la signora Merit non era tra le insegnati che prendevano le mie responsabilità contro i bulli. Quando il trillo acuto della campanella si interruppe,e la professoressa rivolse un sorriso seccato e si accinse a iniziare la lezione. Seduta dirimpetto a me c'era Sara Glenn. Diventata loquace solo per riferire gli ultimi oettegolezzi sul mio conto,come per esempio a lezione di igiene Brian Grand aveva dichiarato che ero ripugnante perché ogni giorno indossavo gli stessi jeans lerci.
Ne avevo due paia praticamente identici,comprati nel negozio dell'usato,e mi era capitato di sporcarsi nel giro di due giorni e di non avere il tempo di portarli alla lavanderia automatica. Brian se ne era accorto e non avevo potuto replicare perché era la verità.
<<Erin>>, bisbiglio Sara posando i gomiti sul tavolo e avvicinandosi a me. <<Ho sentito che ti hanno licenziato dal Dairy Queen perché hai sputato al gelato di Sonny. Dicono che tu abbia l'AIDS e che volessi trasmetterglielo per dispetto.>>
<<L'AIDS . Questa è nuova. >> risposi scarabocchiando sul quaderno.
<<Allora non è vero?>>
<<No.>>
<<Quale parte non lo è? >>
<<Tutto quanto. >>
Sara parve soddisfatta e torno a guardare l'insegnante.
<<Ragazzi tra quindici giorni inizieranno le vacanze di primavera>>,stava dicendo la signora Merit. <<Si avvicina la verifica di metà semestre. La settimana prossima vi porterò del materiale per l'esame. Dategli un'occhiata.>>
Il materiale di cui alludeva era in sostanza l'elenco di domande e risposte della verifica,anche se formulate lievemente diverso. Malgrado in teoria quello fosse un corso avanzato di biologia, per essere promossi bastava studiare a memoria,quindi mi stupii che Sara non sapesse che il virus dell'HIV non si trasmette con la saliva. Il fatto che una percentuale significativa di ragazze era rimasta in cinta prima del diploma provava che la conoscenza della biologica in base non era considerata prioritaria. O solo che alle feste intorno al falò nei pressi della Diversion Dam non c'era altro modo di occupare il tempo,Apparte ubriacarsi e fare sesso.
La pausa pranzo arrivò e passò in fretta. Alla quinta ora avevo igiene,la materia che mi piaceva meno,assieme alle Erin. Alla terza ora avevo fatto calcolo con Alder,che però senza le sue soce non mi rivolgeva la parola. Alla lezione di igiene c'era anche Brandy, ma di solito mi lasciava in pace per tormentare Annie Black, una studentessa del terzo anno, dolce e straordinariamente intelligente,colpita da paralisi cerebrale. Tutte le volte che passava in corridoio, Brandy la scimmiottava. Pochi lo riprendevano, facendogli conto di quanto fosse rivoltante, perché apparteneva a una delle famiglie più ricche di Blackwell e i suoi erano un pilastro della comunità. Il padre,Brett, aveva aveva Donato centinaia di migliaia di dollari alla Blackwell e la madre,Lynn,era un'invasata che si metteva a strillare con la sua amica, la sovrintendente scolastica, tutte le volte che qualcuno osava ricordare al figlio le buone maniere e le regole. Di conseguenza le insegnanti cercavano di ignorare le pagliacciate di Brandy che, che nonostante fosse stato colto con le mani nel sacco nel danneggiare la scuola, a bere,a marinare le lezioni,e a fare in bullo con decine di studenti,non era mai stato punito.
Mi sedetti al banco e attesi. Era venerdì, perciò il professor Morris non ci fece lavorare molto. Di solito ci chiedeva di cercare la definizione di qualche parola o ci assegnava delle letture. E quando non eravamo molto impegnati, le Erin si tenevano occupate con me. Sarebbe stato facile ignorarle se Weston non fosse stato seduto proprio alle mie spalle. Non so perché,ma la sua presenza le loro frecciate sembravano umilianti.
<<Bene fannulloni. Prendete un libro e leggete. Grazie a dio e venerdì.>>
Non erano passati neanche dieci minuti quando sentii pronunciare il mio nome.. o almeno così mi sembrò. Pochi secondi dopo lo udii di nuovo, e riconobbi la voce di Sonny. Stava cercando di attirare la mia attenzione. Non osai voltarmi. Ogni speranza di comprendere le parole della pagina davanti svanì. Mi limitai a fissarne una augurandomi che l'insegnante non si accorgesse di niente. In quel momento il professor Morris alzo la testa e annui guardando in fondo alla classe <<Si?>>
Sonny abbasso lo sguardo e si mise ben dritta sulla sedia,con un espressione compiaciuta sul volto. <<Mi chiedevo qualche fosse la politica dell'istituto a proposito dell'AIDS>>.
<<A cosa ti riferisci?>>
<<Se uno studente risultasse positivo al test dell' HIV ,cosa farebbe la scuola per proteggere gli altri?>>
<<Perché lo chiedi ?>> il lampo di curiosità del professore svanì. Si era reso conto che Erin aveva in mente qualcosa.
<<Oggi ho sentito dire che una studentessa era positiva al test e sono tutti agitati >>
<<Perché?>>
<<Perché è contagiosa,e nessuno a voglia di morire per colpa di una zoccola e della sua vita sregolata>>
<<Vita sregolata.>> ripete il professorre,impassibile.
<<Posso spiegarti in dettaglio la politica dell'istituto al termine della settimana se vuoi.>>
<<Sarò impegnata con le cheerleader.>> replico Erin,seccata perché il suo piano non ha funzionato. <<Sono sicura che tutta la classe sarebbe sollevata se ne parlassimo adesso>>
L'insegnante sospiro. <<Ritengo più probabile che tu stia contribuendo a spargere voci crudeli.>>
Ci fu un coro di risatine soffocante.
<<Così mi offende!>> ribatte Erin. << Lei cos'è?,me lo può ripetere? Un karmologo? >>
Il professor Morris ridacchiò. <<Un kinesiologo>>.
<<E quello che ho detto. Tutti penserebbero che un insegnante di igiene possa comprendere le mie preoccupazioni.
<<Il buon senso mi suggerisce il contrario>> rispose Morris senza esitare. <<Leggi il libro e basta chiacchierare >> il suo perspicace commento mi risparmiò ulteriori derisioni,ma la riunione dopo la scuola,sarebbe stata molto meno piacevole.
<<Cosa leggi?>> chiese una voce profonda.
Udii a malapena la domanda di Weston ma sollevai il libro quel tanto da permettergli di vederlo.
Lui annuii aspettando che parlassi. Dal momento che rimasi in silenzio lui sorrise e fece per appoggiarsi allo schienale.
<<E tu?>> domandai.
Weston si protese all'istante sollevando il suo libro. <<Piers Anthony? >>
Lui si chiarì una voce per soffocare una risata e sorrise di nuovo. <<Mi piace quello che scrive>>
<<Approvò>> dissi annuendo.
<<Bene>> mormorò. <<La cosa mi rinfranca>>qualche istante dopo si avvicinò di nuovo per bisbigliarmi all'orecchio. << Perché a lezione di arte non mi parli mai ?>>
Alla settima ora seguivamo arte insieme. Aspettavo con ansia quel momento per tutto il giorno,perché c'era Weston ma soprattutto perché non c'erano le Erin e Brandy.
<<Perché ho da fare,semplice.>>
<<E oggi avrai a da fare?>>
<<Probabile>>
<<Beh forse sarò fortunato e ti prenderai una pausa>>
Mi volai per nascondere il sorriso,ma prima mi diedi una rapida occhiata alle spalle e colsi il familiare sguardo d'odio di Alder. "Puttana",mi disse muovendo solo le labbra.

Alla fine dell'ultima ora misi i libri dell'armadietto. L'euforia dei cinquanta minuti trascorsi con Weston alla lezione d'arte svanì passo dopo passo. Temevo l'accoglienza che avrei ricevuto varcanta la soglia. Brandy e Brendan erano seduti sui banchi,alcuni studenti mandavano messaggi o si connettevano ai social network. Le Erin avevano già preso posto in punti sttstegici dell'aula,in modo da avere di fronte tutti gli altri. La signore Hunter,l'insegnante di inglese nonché l'assistente degli studenti dell'ultimo anno, non era ancora arrivata. Merda.
<<Che ci fai qui?>> esordi Alder. Non risposi ma per le Erin il mio silenzio non era mai un deterrente. <<Nessuno e interessato al tuo parere>> mi sedetti in fondo,vicino alla porta sperando che la signora Hunter non tardasse . Sonny diede un malforte. <<Puoi anche andartene. Non ce ne frega un cazzo di quello che hai da dire>>
<<E una riunione obbligatoria>> mi limitai a farle notare. <<Perciò non me ne vado>>
<<Lo farai se ti costringerò io>> ribatte lei alzandosi.
<<Siediti.>> dissi.
L'irritazione di sonny si tramutò in indignazione e poi in rabbia. <<Cos'hai detto ?>>
La fissai dritta negli occhi.
<<Io resto. Siediti.>>
Weston spostava lo sguardo da me alle Erin. Quando Sonny mi si avvicinò, si alzò. A giudicare dalla sua faccia era stupito anche lui della sua reazione.
Sonny lo squadrò, palesemente disgustata. <<Che cosa fai Wes?>>
Weston piegò per un istante la testa di lato,fece un respiro e battè le palpebre,a disagio per essersi intromesso. <<E una riunione obbligatoria,non ha senso tormentarla. Probabilmente preferirebbe non essere qui.>>
<<Weston! >> esclamò Alder,stupita.
Lui si spruzzò in gola un po di medicinale fissando la sua ragazza negli occhi. <<Lasciala in pace>>
Le due Erin restarono a bocca aperta. In quel momento la signora Hunter entrò di corsa e si rivolse all'auditorio. <<Che cosa mi sono persa? >>
Weston si sedette e Sonny fece lo stesso.
<<Niente>> brontolò lei.
<<Bene iniziamo>>
<<Chi vuole presiedere l'assemblea dell'ultimo anno?>>
Il sollievo che mi pervase accentuò ulteriormente la mia emotività. Tuttavia riuscii a trattenere le lacrime,determinata a non piangere davanti a loro. Per quel giorno sarebbero rimasti delusi.

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⏰ Last updated: Sep 11, 2015 ⏰

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