«Siamo arrivate?» si lamenta Hanna dietro di noi. Siamo in viaggio da circa un'ora e il sottofondo della radio non aiuta.
«Manca poco» cinguetta Alyssa alla guida e davanti a noi, dopo un quarto d'ora, noto una zona boschiva ed un cartello. Cerco di leggerlo, ma è troppo lontano.
Alyssa accosta l'auto e poco dopo scendiamo tutte. Hanna apre il bagagliaio per prendere la sua borsa e Alyssa la raggiunge per prendere la tenda da montare.
«Marie, non prendi la valigia?» mi domanda Alyssa, ma scuoto la testa avvicinandomi al cartello.
«La prendo, un attimo» mormoro più a me stessa e tocco il cartello.
Vietato soggiornare.
Quando Hanna si avvicina le indico il cartello e dopo che lo ha letto mi guarda con un cipiglio.
Alzo le mani in difesa e ridacchio. «Non è stata di certo una mia idea»
Alyssa mi poggia le chiavi in mano e così prendo la mia valigia; chiusa l'auto riporto le riporto a lei che sta già camminando con Hanna accanto.
Appena raggiunte, Alyssa comincia a raccontare la sua prima volta in campeggio con il suo ragazzo, inclusa la parte in cui diede un colpo nei paesi bassi del poveretto perché pensava fosse qualche animale data l'ombra.
«Sei mai stata in campeggio tu, Marie?» Hanna mi guarda in modo caloroso e nel frattempo continuiamo a camminare.
«Da bambina, con i miei genitori» farnetico e entrambe le ragazze annuiscono.
«Eccoci arrivate» esclama la castana e poggia a terra la tenda da costruire. Hanna poggia a terra la sua borsa così come io poggio la valigia.
Questa notte farà sicuramente freddo quindi provvedo nel cercare dei bastoncini di legno e se possibile, qualcuno più grande di un bastoncino.
Il tramonto ben presto va via, dando posto alla notte ed io ho molti legnetti tra le braccia da portare dove ci siamo accampate. Sento un rumore alle mie spalle, simile ad una persona che schiaccia qualche ramosciello a terra e mi giro di scatto.
«C'è qualcuno?» domando guardandomi intorno. Sarà qualche animale, così continuo a camminare aumentando però il passo quando alle mie spalle sento due mani. Urlo, aprendo le braccia di scatto per lo spavento e tutti i pezzi di legno cadono e si spargono rotolando.
Sento poi una risata e voltandomi, incontro la faccia di Hanna. Sta ridendo.
«Oh mio Dio, Hanna!» sbotto e mi abbasso, raccogliendo il legno. La rossa si abbassa anche lei e mi aiuta.
«Mi dispiace averti spaventato» ghigna e annuisco.
«Per caso mi seguivi?» alzo un sopracciglio osservandola e lei scuote velocemente la testa.
Poi sospira. «Allora è un si o un no?»
Si porta una ciocca rossa dietro all'orecchio e si avvicina.
«Ti seguivo» cinguetta poi, come se fosse una cosa ovvia seguire le persone nel bosco di sera.
Ci alziamo e camminiamo verso la nostra zona quando mi afferra un polso, costringendomi a girarmi.
«Cos-» il tempo neanche di domandare che le sue labbra sono sulle mie. Sbarro gli occhi, sorpresa e forse anche un pò shockata. Mi sta baciando?
Mi allontano e lei abbassa il capo mortificata e un pò mi sento in colpa.
«Scusami, sono stata una stupida» si automisera e riprende a camminare, superandomi.
Arrivate alla zona, Alyssa ha già montato la tenda ed è seduta sul prato. I suoi occhi quando incontrano i miei sorridono, ma il contatto visivo viene interrotto quando passa a vedere Hanna.
«Sedetevi su» mormora Alyssa riprendendomi a guardare.
«La tenda» dice Hanna appena esce da lì. «È troppo piccola per ospitare tre persone» dice lei.
«Siediti con noi Hanna, pensiamo dopo alle tende» batto la mano accanto a me e lei mi sorride, come per ringraziarmi.
Infondo non sono arrabbiata con lei, non c'è ne motivo di esserlo.
Abbiamo trascorso qualche ora per mangiare dei panini, parlare delle nostre esperienze scolastiche e delle nostre relazioni.
Hanna è un anno più piccola di me e di Alyssa che abbiamo la stessa età, e frequenta l'ultimo anno di liceo a settembre.
Nel corso del dialogo, qualche minuto prima Hanna monta la sua tenda gialla che per fortuna ha messo nella sua borsa se ci fosse stata un'emergenza, come è successo, e dopo averla sistemata, da la buonanotte e si chiude dentro.
Rimaniamo così solo io e Alyssa davanti al fuoco a parlare ancora un pò.
«Sei stanca?» sussurra Alyssa passando accanto a me. Scuoto la testa e con coraggio, mi appoggio nello spazio del collo della ragazza che sorride. «Sai, da quella volta in cui ti ho fatto-» scatto e le metto una mano sulla bocca e alzo le sopracciglia, e lei ridendo capisce.
Non me la sento di dover parlare di ciò che mi ha fatto davanti la tenda di Hanna.
Così Alyssa mi prende per mano e mi tira all'interno della sua tenda dopo aver spento il fuoco e ci stendiamo di lato, in modo da poter stare faccia a faccia.
La temperatura all'interno per fortuna è adeguata e non si gela come avrei pensato.
Oppure sono io, che troppo presa dal nuovo discorso con lei che mi sento davvero troppo accaldata.
«Dicevo» tuba la castana allungando una mano sul mio braccio e traccia una linea fino ad arrivare al mio polso. «Non riesco a smettere di pensare a quella volta a casa mia» continua e stavolta sposta la sua mano sul mio viso, assorbendomi il contatto delicato.
Il mio respiro diventa così irregolare e non so, sento un senso di sollievo perché alla fine, con o senza Hanna, so che Alyssa quando ha in mente qualcosa non si arrende.
«Ti va di rifarlo?» mi propone e immediatamente mi sento già allagare le mutandine.
Annuisco sorridendo, un sorriso malizioso che sta per 'ne ho voglia' e lei ricambia.
Angolo autrice: altra parte sexx
Continuo nel prossimo capitolo se votate e commentate la storia ;)
Ps. Aggiornerò ogni 4 - 5 giorni, ma se siete attive e continuate a votare e commentare la storia magari posterò i capitoli anche prima♡
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Alyssa ➳ [lesbian]
RomanceC'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l...
![Alyssa ➳ [lesbian]](https://img.wattpad.com/cover/47482660-64-k43988.jpg)