Capitolo 1

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Avevo una sensazione strana nello stomaco. Mi sentivo pesante e agitata. Mi succedeva solo quando stava per succedere qualcosa o io stavo per ricevere una brutta notizia. Come spiegazione mi diedi che fosse colpa dell'inizio della scuola. Essendo il mio ultimo anno di liceo, mi ero ripromessa di mantenere la mia media il più alta possibile.

Dovevo entrare in un'università prestigiosa. Mi sarei assicurata un lavoro importante che mi avrebbe permesso di mantenere sia me stessa che mia madre.

Lo dovevo a entrambe.

L'ansia, sicuramente, era dovuta a questo: al peso che stavo portando sulle spalle.

Speravo che passare l'ultimo mio giorno di vacanza con i gemelli Reyes mi avrebbe aiutato a rilassarmi, ma dopo aver suonato il campanello già due volte ed essere stata completamente ignorata anche al telefono, avevo capito che non sarebbe successo.

Tolsi lo zaino dalle spalle e cercai affondo nella tasca interna per trovare la loro chiave di casa. Ero sicura che mia madre mi avesse dato una chiave di riserva. Sapevo che non avrei dovuto usarla a mio piacere, ma se fosse davvero successo qualcosa? Magari stavano male e nessuno di loro era in grado di chiamare il 911. La preoccupazione stava accecando qualsiasi altra emozione.

Ero sul punto di mettere la chiave nella serratura del portone, quando esso venne aperto.

Dopo aver liberato un sospiro di sollievo, imprecai sottovoce.

La casa... o meglio... la magione Reyes era un'enorme villa di 400 metri quadri. Sembra costruita a pezzi, come se da una casa principale fossero poi state aggiunte diverse aree nel corso degli anni. Prima di arrivare alla porta principale, attraversai in salita una decina di metri. Odiavo dover sempre trascinare la bicicletta fino in cima. Non potevano costruirla in pianura?

Casa Reyes era completamente immersa nel verde: il giardino che limitava la strada che stavo attraversando era colmo di fiori diversi. Oltre la siepe, gli alberi del bosco stavano già diventando di quel bellissimo arancione autunnale.

Arrivai alla piazzetta di fronte all'entrata. Quando stavo superando la fontana che si trovava al suo centro, sentii la porta di casa venire aperta.

Lucas mi stava aspettando a petto nudo. "Sei in ritardo." Si appoggiò allo stipite della porta e mi osservò a braccia incrociate. "Dovevi essere qui un'ora fa."

Posai la mia bici accanto a una delle siepi al lato della porta. "Se uno di voi due si fosse degnato di venirmi a prendere in macchina, sarei arrivata prima."

Lucas si avvicinò a me per aiutarmi a sistemare la bici in modo che non desse fastidio. "Ci metti dieci minuti in bici. Ti fa bene tenerti in forma."

Sulle sue spalle muscolose notai delle gocce d'acqua. Pensai che non dovesse aver sentito il campanello perché era in piscina. "Non iniziare a parlare della mia forma!"

Lucas si girò di scatto e mi afferrò le guance, iniziando a tirarle con piacere. "Sei in ritardo" ripeté.

Gli afferrai i polsi, ma ogni mio tentativo di liberarmi dalla sua morsa finiva solo per farmi più male. "Dovevo finire un saggio per inglese."

La risposta sembrò soddisfarlo, quindi mi lasciò andare. Subito mi massaggiai le guance ferite.

"Dammi lo zaino." Prima che potessi impedirglielo, si era già avvicinato per prendermelo.

Mi allontanai in fretta da lui. "Vai via! Sei bagnato! Ho portato dei libri."

Lucas si fermò e mi osservò a bocca aperta. "Non avrai intenzione di passare tutto il tempo a leggere?"

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⏰ Last updated: 3 days ago ⏰

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