Il giorno nasce con l'alba e muore con il tramonto.
Nella Roma antica si narravano vicende mitiche di eroi incontrollabili potenti ed invincibili. li recitavano in continuazione tra le strade popolate da gerarchie nobili e borghesi nei banchetti dei più potenti e soprattutto nel più grande senato del mondo tra chi contava davvero.Ma solo uno non èra stato citato e nemmeno gratificato per quello che è e che era stato.l'utimo degli ultimi nominato così per la miseria del suo stato sociale e per la compassione che provava per il nemico. ma alla sua morte il corpo fu bendato disconosciuto e mandato alle fiamme degli inferi per nascondere i peccati del volto romano. All epoca Capitanava il 2 battaglione guidato dal grande generale Giulio Cesare il cui gli delegava pieni poteri conoscendone l affidabilità in battaglia e guidando Roma in modo patriottico perendo pure per essa.non era un sempliciotto qualunque ma una spalla Valente in ogni situazione. Le sue vittorie erano legate a qualcosa di divino facendo differenza tra le linee nemiche e restituendogli onore e danaro alle sue tasche e alla sua buona fama rendendolo così una leggenda inenarrabile indicibile.per distruggere quindi il mito,la sua storia,la sua esistenza fu bloccato sul nascere tradito per paura da chi gli dava comando, lasciandolo solo soffocato con pochi uomini per la pressione dei vichinghi.peri come un cane colpito al cuore da chi lo considerava il vero romano.
Non esisteva soldato all'epoca che si era costruito la sua vita militare come costui.lui era unico diverso da tutti.era un semplice centurione che dedicava tutto all'arte della guerra.ma siccome per le troppe vittorie e la sua fama tra il popolo che lo osservava come un redentore il salvatore dal dittatore per paura di chi governava era un nemico da schiacciare finché era possibile poiché il senato perdeva potere e valore.quest organo infame non l avrebbe potuta sopportare l' umiliazione e la perdita dei privilegi così il comandante si dovette arrendere al tradimento di Roma e allo sfarzo della potenza barbarica.
O centurione,
Il merito è la tua buona fede
Portaron Roma allo sfarzo
Ma la tua morte lurida
Tradita da malafede
Da chi ti ha sostenuto invano
Porteran Roma allo sfascio.
Della tua arte
Roma ti teme
Ne avrà paura
Fino alle rive del tevere
O grande centurione
Batti la spada in ogni tua legione
Purché il tuo sangue versato
Resti intatto al tradimento fatto...
Ma Roma ribatté
Libera e incapace
Non ha mai creduto a te
Che eri per loro un eroe audace?
resti per le vie delle menti
un villano
Bruto e inesperto
Così ti bruciò certo
Alle bocche dell' inferno...
Nascondendo così per sempre
il volto di un vero romano
Alla vergogna di chi ti ha sempre amato...
Il mito si scorda la persona resta intatta nel suo buon animo.
