LUND
Prequel
Il richiamo del dragoLa neve cadeva da ore.Scendeva lenta dal cielo scuro, ricoprendo i tetti delle case, i sentieri e i rami degli alberi con un manto candido. Hildgard dormiva sotto quella coltre silenziosa, protetta dalle mura e dal fuoco delle torce che illuminavano appena le strade.Era una notte tranquilla o almeno, così sembrava.Astrid era sveglia,sdraiata nel suo letto, fissava il soffitto di legno della piccola stanza. Aveva nove anni, ma già da tempo aveva imparato che certe domande erano più difficili da sopportare del silenzio.Strinse tra le mani il foglio che aveva appoggiato sul petto.Un disegno.Un drago.Le ali erano enormi e sproporzionate, le zampe troppo grandi e la testa decisamente più simile a quella di un lupo che a quella di una creatura reale.Astrid lo osservò con attenzione "Un giorno ne vedrò uno davvero." Lo disse a bassa voce, quasi avesse paura che qualcuno potesse sentirla.Suo padre odiava quando parlava dei draghi,sua madre cercava sempre di cambiare discorso,ogni volta che Astrid faceva domande, riceveva risposte simili."Non sono creature da avvicinare.""Devi smetterla di pensare ai draghi.""Ci sono cose più importanti."Ma Astrid non riusciva a smettere da quando aveva memoria, voleva conoscerli non voleva ucciderli,non voleva combatterli,voleva capire.Perché alcuni attaccavano gli uomini?Perché altri li evitavano?Come comunicavano?Dove vivevano?E soprattutto...Perché nessuno sembrava voler rispondere alle sue domande?Astrid si girò verso la finestra e fu allora che lo vide.. Una luce,piccola lontana tra gli alberi del bosco.La bambina si mise seduta la luce scomparve,poi ricomparve.Astrid scese dal letto,si avvicinò alla finestra e appoggiò una mano sul vetro freddo.Per qualche secondo non accadde nulla poi arrivò un suono profondo,lontano..Un ruggito.Astrid spalancò gli occhi,il cuore iniziò a batterle forte non aveva mai sentito nulla del genere.Non era come il verso di un animale era qualcosa di più antico qualcosa che sembrava attraversare la notte stessa.Astrid guardò la porta della stanza poi la finestra,poi ancora la porta.Sapeva cosa avrebbe detto suo padre."Resta qui."Sapeva cosa avrebbe detto sua madre."Non andare nel bosco."E proprio per questo prese il mantello indossò gli stivali aprì lentamente la porta..E uscì.⸻Il freddo le morse immediatamente il viso,Astrid si strinse nel mantello e attraversò il piccolo villaggio cercando di non fare rumore.Ogni tanto si voltava verso le case,nessuno l'aveva vista.Quando raggiunse il limitare del bosco, si fermò,davanti a lei c'erano soltanto alberi.Alberi e oscurità "Potrei tornare indietro. Lo disse a se stessa poi fece un passo,eun altro.Il bosco la inghiottì,camminò per quasi un'ora.Il rumore dei suoi passi sulla neve era l'unico suono che riusciva a sentire finché vide qualcosa..Un'impronta!Astrid si fermò,si inginocchiò,era enorme molto più grande di qualsiasi animale che avesse mai vistoNe trovò un'altra! Poi un'altra ancora.Seguì le impronte,il cuore le batteva così forte che quasi le faceva male.Arrivò davanti a una radura e allora lo vide! Il drago.Astrid rimase immobile.Era enorme.Le sue scaglie scure sembravano assorbire la luce della luna. Due grandi ali erano ripiegate lungo il corpo e la lunga coda riposava sulla neve.Ma furono gli occhi a catturare Astrid!Dorati!Profondi!Attenti.Il drago la stava guardando,Astrid sentì la paura,per la prima volta.Ma insieme alla paura arrivò qualcosa di molto più forte.Meraviglia.Il drago non ringhiava,non mostrava i denti.Non si muoveva.La osservava.Astrid fece un passo.Il drago inclinò leggermente la testa e la bambina sorrise "Sei davvero tu..." Un soffio caldo uscì dalle narici della creatura.Astrid fece un altro passo "Non voglio farti del male." Il drago rimase immobile "Voglio solo conoscerti."Ancora un passo.Astrid sollevò lentamente la mano..Le dita le tremavano,il muso del drago si avvicinò.Ancora.Ancora.Erano a pochi centimetri,Astrid poteva sentire il calore del suo respiro.Poi..."Astrid!" La voce ruppe il silenzio.La bambina si voltò,suo padre era dall'altra parte della radura,aveva il volto sconvolto. "Papà...""Vieni via. Subito!" Astrid non si mosse "Non mi farà del male.""Tu non sai cosa può fare!""Ma non mi sta facendo niente!"L'uomo estrasse lentamente l'ascia,il drago sollevò la testa.Astrid si mise davanti a lui "Non farlo.""Allontanati dalla creatura.""Non è una creatura."Suo padre la guardò "Che cosa?" Astrid abbassò la voce."Mi sta ascoltando." Il volto dell'uomo cambiò "Come hai detto?"Prima che Astrid potesse rispondere, il drago abbassò nuovamente la testa e la bambina vide qualcosa.Una runa.Era incisa tra le scaglie alla base del collo.Astrid la fissò,non sapeva cosa significasse.Eppure...le sembrava familiare.Un calore improvviso le attraversò il palmo della mano,la runa brillò solo per un istante.Astrid trattenne il respiro.Il drago la guardò.E questa volta Astrid sentì qualcosa.Non una voce.Non un suono.Un pensiero.Trovarmi.Astrid sgranò gli occhi "Tu..."Suo padre la afferrò per il braccio."Adesso basta.""Papà, aspetta!""Torniamo a casa."Astrid continuò a guardare il drago mentre veniva trascinata via la creatura non li seguì,rimase nella radura a guardarli scomparire tra gli alberi.⸻Quella notte Astrid non raccontò a nessuno della runa.Non raccontò ciò che aveva sentito.E soprattutto non raccontò al padre che, per un solo istante, aveva avuto la sensazione che il drago le avesse parlato.———Passarono gli anni,Astrid crebbe e la sua curiosità non diminuì,al contrario..Diventò più forte.Imparò a usare l'arco.Poi la spada.Poi uno spadone che sembrava quasi troppo grande per lei.Entrò nel primo gruppo di cacciatori.Ne uscì dopo pochi mesi.Poi ne trovò un altro.Anche quello finì male.Astrid non sopportava gli ordini,non sopportava chi le diceva cosa fare!E soprattutto non sopportava chi le diceva che i draghi erano soltanto bestie.Ogni gruppo le lasciava qualcosa.Una ferita.Un ricordo.Una lezione.Ma nessuno riusciva a spegnere quella parte di lei che aveva nove anni e una mano sospesa a pochi centimetri dal muso di un drago.Vent'anni dopo quella notte, Astrid sedeva da sola in una locanda ai confini di Hildgard,Aveva trent'anni.I capelli erano mossi dal vento che entrava dalla finestra socchiusa.Ilsuo arco era appoggiato alla parete,lo spadone era accanto alla sedia.Davanti a lei c'era una tazza di birra ormai quasi vuota.Con la punta del coltello stava incidendo qualcosa sul legno del tavolo.Una runa.La stessa.Sempre la stessa.Una voce alle sue spalle la fece voltare "Tu sei Astrid?" La donna sollevò lo sguardo.Un uomo incappucciato era fermo davanti al tavolo "Chi lo chiede?" L'uomo non rispose.Posò qualcosa davanti a lei.Una scaglia.Nera.Lucida.Astrid rimase immobile.Il rumore della locanda sembrò improvvisamente svanire! Conosceva quella scaglia,non poteva essere.La sua mano si mosse lentamente.La sfiorò.Era calda.Troppo calda.Astrid alzò gli occhi "Dove l'hai trovata?""Non l'ho trovata.""Allora dove l'hai presa?" L'uomo si avvicinò."Me l'ha data lui." Astrid sentì il cuore fermarsi per un istante "Chi?" L'uomo la fissò "Il drago." Astrid si alzò lentamente "Quale drago?"L'uomo sorrise appena "Quello che stai cercando da vent'anni." Silenzio.Astrid strinse la scaglia nel pugno "Parla.""È stato avvistato al confine settentrionale di Hildgard." Astrid prese l'arco."Quando?""Tre notti fa.""Perché mi hai cercata?"L'uomo esitò."Perché ha lasciato qualcosa anche per te. Astrid rimase immobile."Cos'altro?"L'uomo si avvicinò abbastanza da poter parlare senza essere sentito dagli altri "La stessa runa che hai appena inciso sul tavolo." Astrid abbassò lentamente lo sguardo.La runa sembrava quasi pulsare! Il calore aumentò.Poi la luce comparve,debole ma reale.Astrid fece un passo indietro.L'uomo la osservò "Adesso sai perché ti ha chiamata."Astrid sollevò lo sguardo "Chiamata? L'uomo sorrise "Non ti ha mai dimenticata."Poi si voltò.Astrid lo seguì con gli occhi mentre usciva dalla locanda.Per alcuni secondi rimase immobile,poi guardò la scaglia.La strinse.E prese la sua roba.Quella notte Astrid partì verso nord.Senza sapere che il drago che aveva cercato per metà della sua vita non era l'unica cosa che avrebbe trovato oltre quei confini.Molto più a nord, oltre le montagne e le foreste dove gli uomini raramente osavano mettere piede, qualcuno aveva già sentito il suo arrivo.Una giovane donna dai capelli chiari camminava lentamente tra gli alberi di Alfheim Silvestre.Si fermò.Alzò lo sguardo verso il cielo,un grande drago passò sopra la foresta,Zephyra sorrise.Poi il sorriso scomparve per che aveva percepito qualcosa.Qualcosa che non sentiva da moltissimi anni.Una magia antica,una magia che non apparteneva alle fate.Zephyra chiuse gli occhi,inspirò lentamente.E sussurrò una sola parola."Astrid."
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Colei che fu trovata
FantasíaNel regno di Lund, dove uomini, fate, streghe e draghi convivono tra antiche leggende e magie dimenticate, Astrid ha trascorso vent'anni inseguendo una creatura che nessuno credeva possibile ritrovare. Era soltanto una bambina quando incontrò per la...
