Prologo

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                                ?

La pioggia batteva furiosa sul metallo, trasformando il buio esterno in un mix confuso di ombre e riflessi.
Nell'abitacolo, il brusio della linea telefonica era l'unico suono a coprire il respiro corto dell'uomo al volante.
«Funziona?» sussurrò. «Siete sicuri che non ci siano problemi?»
Dall'altoparlante arrivò una risposta priva di qualsiasi incertezza. «Buio pesto da mezz'ora. Non è rimasto niente
da guardare. Quando verranno a vedere, troveranno solo un errore di valutazione.»
L'uomo stringeva il volante fino a farsi dolere le dita, lo sguardo fisso nel vuoto. «Ma lui... prima che...»
«Tutto sistemato prima ancora di muovere un solo pezzo,» tagliò corto l'altra voce, fredda. «Adesso è solo un
semplice corpo e lamiera in fondo a un buco. Verrà archiviato e dimenticato.»
Un lampo squarciò il cielo per un secondo, illuminando lo specchietto del veicolo. «Se qualcuno comincia a
scavare? Se cercano di capire il motivo?»
«Voleva fare di testa sua,» la voce al telefono si fece più acuta, quasi un sibilo. «Nessuno sa nulla. La faccenda si
chiude adesso.»
Un bip secco segnalò l'interruzione della chiamata. L'uomo abbassò il telefono con mano tremante, mentre la tempesta continuava a cancellare ogni dettaglio di quella notte.

Under the surface of Veridion La tua prossima ossessione. Scoprilo ora