Il Bianco e il Rimpianto

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Il pavimento era candido. Non c'era polvere. Non c'erano binari.
Harry aprì gli occhi. Si sentiva leggero. Sotto di lui, la creatura ferita e scorticata giaceva immobile nel buio, ma qui c'era solo luce.
Una figura si voltò verso di lui.
Albus Silente lo aspettava. Non indossava le solite vesti stravaganti. Era vestito in modo semplice, quasi fragile. I suoi occhi azzurri non brillavano dietro gli occhiali a mezzaluna; sembravano stanchi. Umani.
La confessione del burattinaio
«Harry» disse Silente. La sua voce non tonava. Era un sussurro rotto.
Harry lo guardò. Sapeva tutto. Sapeva del mantello, della pietra, della bacchetta. Sapeva di essere stato allevato come un maiale per il macello.
«Mi hai usato» disse Harry. Le parole uscirono fredde, senza rabbia, solo con un vuoto profondo.
Silente chinò la testa. Le sue spalle si curvarono.
«È vero» rispose l'ex preside.
«Ti ho trattato come un pezzo sulla scacchiera.»
«Ho calcolato ogni tua mossa, Harry. Ho sperato, ho pianificato e ho mentito.»
Silente fece un passo verso di lui, ma si fermò. Per la prima volta, l'uomo più potente del mondo sembrava minuscolo.
«Ho abusato della tua fiducia. Ho visto il ragazzo che eri e ho visto l'arma di cui il mondo aveva bisogno. Non ti ho protetto per amore puro, non sempre. Ti ho protetto perché sapevo che eri l'unico scudo rimasto.»
Il peccato originale: Grindelwald e Ariana
Silente tremò. Si sedette sul pavimento bianco, incurante della sua vecchiaia, e invitò Harry a fare lo stesso con un gesto stanco della mano.
«Devi sapere il resto, Harry. Quello che non ho mai detto a nessuno. Nemmeno a Piton.»
Il nome di Gellert uscì dalle sue labbra come un taglio.
«Ero brillante, giovane e arrogante.»
«Volevo il potere. Volevo la gloria del "Bene Superiore".»
«Gellert mi ha fatto credere che fossimo dei re.»
Una lacrima rigò la guancia avvizzita di Silente.
«Poi ci fu lo scontro. Tre bacchette contro il buio.»
«Mia sorella Ariana cadde. Non so di chi fosse la maledizione, Harry.»
«Non so se fu il mio incantesimo a spezzare la sua vita o quella di mio fratello Aberforth, o di Gellert.»
«Questo dubbio è il mio inferno. Il mio egoismo ha distrutto la mia famiglia. E ho passato il resto della mia vita a temere il potere perché sapevo di esserne corrotto.»
La chiave della libertà
Harry guardò quell'uomo distrutto. Il rancore svanì, sostituito da una pietà limpida. Silente non era un dio. Era un uomo pieno di colpe.
Silente alzò lo sguardo, incontrando gli occhi verdi di Harry.
«Io ti ho tolto la scelta, Harry. Ti ho trascinato in questa guerra.»
«Ma ora io non posso decidere per te.»
«C'è un treno che può portarti avanti. O puoi tornare indietro.»
Silente tese una mano rugosa, senza pretendere che Harry la stringesse.
«Questa è la mia ultima verità, e il mio dono più grande: sei libero. Puoi scegliere di finire la tua storia o di smettere di lottare. Nessun destino scritto da me. Solo la tua volontà.»
Harry guardò il vuoto bianco, poi guardò la mano tremante di Albus. Per la prima volta in assoluto, la decisione apparteneva soltanto a lui.

Stelle d'Argento, Spade di Luce La tua prossima ossessione. Scoprilo ora