Bucky Barnes

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La prima volta che io e Bucky ci siamo visti lui era il soldato d'inverno.

Mentre correvo per sfuggirgli non avrei mai immaginato che l'uomo minaccioso, con il fucile, che mi stava in seguendo quasi dieci anni dopo sarebbe diventato l'amore della mia vita.

Quando è scappato dall'HYDRA per cercare di vivere come un cittadino normale, io sono stata l'unica che gli è stata davvero vicino e ha cercato di essergli amica.

Ricordo che una notte io e Steve andammo nel suo appartamento, era spoglio e vuoto sembrava ancora abbandonato.

Steve e Bucky avevano parlato tutto il tempo, mentre io al contrario, ero rimasta in silenzio.

Non perché avessi paura di Bucky, anzi, ma perché ero d'accordo con Steve che sarebbe stato meglio se una persona familiare avesse parlato con l'ex soldato d'inverno, dato il suo stato psicologico fragile.

Steve in realtà non voleva proprio che io andassi con lui da Bucky ma avevo insistito così tanto che alla fine me l'ha concesso.

Non so spiegarlo bene ma già da allora sentivo una connessione con lui.

Così ogni notte andavo da lui e gli portavo un piccolo oggetto che speravo l'avrebbe fatto sentire a casa. Una volta gli portai una pianta, una volta un apribottiglie e il regalo più bello che gli feci fu una piccola calamita a forma di cuore blu.

Ogni notte con la scusa di un oggetto nuovo entravo da lui e cercavo di fare conversazione, ero convinta che tutto quello che gli servisse era del normale contatto umano.

È stato difficile all'inizio, ma poco a poco Bucky si iniziò ad aprire sempre di più, ormai eravamo diventati amici, più o meno.

Solo tre anni più tardi Bucky mi avrebbe confessato che aveva portato la calamita sempre con sé, come ricordo delle nostre nottate passate a parlare.

~flashback

Busso alla porta di Bucky per la seconda volta in questa settimana, ormai è diventata una routine.

< Chi è ?>

La sua voce è più stanca del solito ma spero sia solo una mia impressione.

<Bucky sono io, apri>

Non appena apre la porta Bucky controlla le mie mani, in effetti di solito porto qualcosa per lui ma stavolta no.

<Come stai oggi?>
<Come ieri>
mi risponde lui sedendosi sul divano.

Mi siedo affianco a lui stando sempre attenta a mantenere le distanze.

<Oggi non mi hai portato nulla>
<Si mi dispiace, non sono riuscita a trovare nulla>
<Figurati, non devi farlo per forza te lo dico sempre>
<Si lo so ma io voglio farlo, voglio aiutarti a rimetterti in sesto>
<Fidati stai facendo più del necessario>
<E allora perché non ti sei mai tolto il guanto?>

Dico alludendo al guanto nero che copre la sua mano di ferro, non voglio che si senta a disagio con me.

<Non è per te che faccio fatica a toglierlo>
<Bucky non devi vergognarti di chi sei, lo so che pensi di aver fatto cose orribili ma quello non eri tu, era il soldato d'inverno. Tu sei James Bucky Barnes e sei un ragazzo dal cuore d'oro, sei l'uomo che mi aspetta sempre sveglio quando sa che la notte verrò a trovarlo. Sei il migliore amico di Steve, lo hai sempre aiutato e supportato. Lo hai fatto a modo tuo anche quando eri controllato dall'HYDRA. Quindi non copriti la mano perché credimi non hai nulla di cui vergognarti>

Bucky guarda prima me e poi la sua mano finché finalmente, dopo chissà quanto tempo, si toglie il guanto.

Lo guardo orgogliosa e anche lui ricambia leggermente il mio sorriso.

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