Tanti, ma tanti auguri

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"E tu Sara?  Vieni vero?"

Alzo gli occhi dal telefono dal quale ero completamente rapita. La lezione è appena finita e avevo bisogno di sconnettere completamente il cervello. 

Non so di cosa gli altri stiano parlando e a questo punto della giornata nemmeno mi interessa più. Riconosco di essere stata poco considerevole ad iniziare a scrollare Tik-Tok proprio mentre Marco ha iniziato a parlare della programmazione del suo compleanno, ma ha perso completamente la mia attenzione quando ha iniziato a parlare delle ragazze che avrebbe impressionato col suo nuovo completo. 

Colpevole, decido di ammettere la mia distrazione e lo guardo con un'espressione interrogativa per suggerirgli che non ho ascoltato gli ultimi cinque minuti della conversazione.

"Dai concentrati Sa'! È settimana prossima! Hai capito?" Mi prende le spalle e inizia a scuotermi sperando di svegliarmi un po'.

"Si, si come ti agiti mamma mia....ovvio ci sono, ti pare che non vengo? Sabato giusto? Al locale solito. Capitissimo!"

Annuisco rapidamente cercando di apparire convinta e provando a nascondere il fatto che metà delle informazioni le ho tirate ad indovinare...se la statistica è dalla mia parte dovrei sopravvivere questa conversazione.

L'intero gruppo scoppia a ridere e capisco che non ho speranze. Thomas sorride e scuote la testa in segno di disapprovazione. In risposta mi stringo nelle spalle arrendendomi alla ramanzina che sta per arrivare. Marco avvicina platealmente le mani sulle sue tempie sconfortato. 

"Se vabbè...venerdì sera!! E non andiamo in birreria, ti ricordi? Ne abbiamo parlato Sa'."

"Il nostro caro Marcolino vuole festeggiare i suoi ventun anni in un locale per fighettini..." interviene ora Sam proteggendomi dall'agitazione del festeggiato. "Andiamo in quel posto tutto elegante dove va sempre Valentina!". 

Al suono di queste parole reagisco rapidissima con un piagnisteo deluso e agitato: "Cosa?? In quel posto li?! Ma perchè?! No dai vi prego...la birreria è splendida! Ci sbronziamo e poi torniamo a casa...non devo nemmeno vestirmi così bene!!" gli altri iniziano a ridacchiare deridendo la mia pigrizia ma io continuo imperterrita.

"Marco ti prego non puoi farmi questo! Ma poi ancora Valentina? Ti ha ghostato come minimo cinque volte nell'ultimo mese. Ti prego superala. Supera lei e il locale figo, andiamo in birreria!"

Marco aggrotta la fronte in una smorfia di rabbia, ma consapevole che le mie dure parole siano vere, quindi si stringe nelle spalle e mi dà una pacca di consolazione.

"Ho prenotato alle ventidue. Cerca di esserci prima di mezzanotte eh?" ridacchia.

"Attento a come parli che rischi di perdere un invitata..." fingo una smorfia offesa prima di sorridergli amichevolmente.

Raccogliamo le nostre cose dai banchi per poter finalmente uscire da quello stanzino aromatizzato al sudore, quando Sam mi ricorda un altro dettaglio che sconfigge definitivamente il mio entusiasmo.

"Sara, te lo dico solo per rinfrescarti la memoria eh...c'è anche un dresscode. Il capo ha deciso che dobbiamo vestirci tutti di blu". 

Sui miei occhi si palesa un'espressione allibita. Come sospettato da Sam avevo completamente rimosso anche questa informazione. Sbatto sconcertata le palpebre nella direzione di Marco.

"Ti prego dimmi che non sei serio. Dimmi che è uno scherzo." Congiungo le mani in un gesto di confusione cercando con lo sguardo il supporto dei miei compari. "Ma perchè nessuno si è opposto??"

Thomas alza gli occhi al cielo. "È il colore preferito di Valentina..." ridacchiano di nuovo tutti, mentre Marco annuisce fiero.

Al suono di queste parole rimango agghiacciata e in protesta decido che è il momento opportuno per improvvisare una teatrale sceneggiata. Mi abbandono ad un finto pianto disperato per provare a smuovere il mio compagno da questa terribile idea ma lui ignora la mia performance, ormai abituato alle mie reazioni spropositate.

"Dai almeno il blu ti piace" commenta Sal cercando di tirarmi su il morale. Lo fulmino con lo sguardo. 

Inizio a pensare freneticamente al fatto che devo riuscire a trovare un vestito adatto per questa serata entro sei giorni...come se non avessi nulla di meglio da fare che girare per negozi, spendendo quei già pochi soldi che possiedo.

Mi zittisco qualche secondo per aggiornare mentalmente l'intera programmazione della settimana, dovendo incastrare anche questa ignobile commissione, quando un dubbio funesto mi assale. Mi fermo e punto il dito contro quelli che fino ad un attimo prima ritenevo amici: "ma voi avete già tutti un outfit pronto? Sono l'unica che non ha opzioni?".

Dieci occhi mi si puntano contro straniti, mi scrutano come a suggerire che anche questa informazione era nota all'intero gruppo. "Siamo andati ieri insieme, abbiamo preso quello che ci serviva" mi spiega Sam, aggiornandomi come al solito sulla realtà che mi circonda.

Decido che è il momento di riprendere con la tragicomicità e mi rilancio in una recita indispettita: "Cosa?!" Accentuo il tutto appoggiando il palmo della mia mano sulla fronte per sottolineare la gravità del tradimento. " E non mi avete chiesto nulla?! È così che si comportano gli amici eh? " fingo un singhiozzo "Me lo ricorderò!"

Giro il volto e incrocio le braccia al petto per sottolineare il mio sdegno, e sto quasi per concludere dignitosamente la mia sceneggiata quando vengo smorzata dal commento imperturbato di Eddie: "Sei te che hai detto che piuttosto che rischiare di intravederci senza maglia negli spogliatoi ti saresti piantata un proiettile in fronte!".

La mia mente ripristina il ricordo di questa conversazione. Hanno ragione. Rido. 

"Vero ahahah. Confermo nuovamente. Mi dovrei lavare gli occhi con l'alcol".

Ridiamo e finalmente imbocchiamo la strada per tornare a casa. 






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