Prologo

5 2 0
                                        

Tra le tre e le quattro, nei magazzini della logistica di Amazon non c'è nessuno.
Le luci al neon nel magassino Sud restavano accese per dimenticanza,illuminavano quindici corsie di scaffalature alte nove metri.La pioggia batteva sul tetto in lamiera.
Nella corsia 14 c'erano cinque persone in tuta da lavoro, un cerchiotracciato col gesso da carpentiere e una capra che non c'entrava niente mache era prevista.
Il rito funzionò, i cinque facevano parte di un culto satanista e sacrificarono la capra, anche se non serviva.
Poi l'inaspettato... Il cemento si aprì e dal varco venne su una voce che nessuno sentì con le orecchie, perché nonpassava dalle orecchie, e diceva:
*IO SONO VASGHENÀTH, DIVORATORE DI SOGLIE, TERZO DOMINATORE DEL VESTIBOLO,E HO ATTRAVERSATO QUARANTATRÉ MILLENNI PER PRENDERE POSSESSO DEL CONTENITORECHE MI È STATO PROMESSO.*
Dei cinque, tre scapparono. Uno si mise a piangere e restò lì. Il quinto, si accorse — e questo è l'unico dettaglio che poiriuscirà a raccontare in modo comprensibile — si accorse che tutte lescatole della corsia 14 avevano cominciato lentamente a girarsi verso di loro,e che il cartone, girandosi, faceva il suono di una folla che si volta.
Il contenitore promesso era su quel pallet.
Si trattava di una bambola lignea del Settecento veneziano, altezza settantaduecentimetri, snodabile, in transito verso un museo del nord, vernice originale,una crepa sulla guancia sinistra che nelle schede di catalogo veniva definita"espressiva". Un contenitore con una storia, con una dignità, con dentro ilbuon legno stagionato che tiene le maledizioni come una damigiana tiene ilvino.
Sullo stesso pallet, per ragioni di ottimizzazione dei carichi cheVasghenàth non avrebbe potuto comprendere, c'era un secondo pacco.
Il codice a barre coincideva per undici cifre su dodici.Vasghenàth preso dalla fretta lesse solo la prima metà del codice e si piombò a possedere la sua bambola.
---
Il Divoratore di Soglie, si risvegliò dentro un involucro morbido,teso, leggermente profumato di talco industriale.
Provò a inclinare la testa in un angolo che avrebbe fatto impazzire unsacerdote. La testa si inclinò. Continuò a inclinarsi. Fece il giro completoe tornò al punto di partenza, perché nella gomma non ci sono vertebre e quindinon c'è nemmeno un limite, e il risultato fu meno terrificante del previsto epiù simile a una lavatrice in centrifuga.
Provò ad artigliare il cartone. Le dita — dieci, perfette, con le unghiedipinte e le pieghe delle nocche riprodotte una per una — affondarono nelcartone senza scalfirlo e tornarono al loro posto con un piccolo**PLOP** di rimbalzo.
Provò a leggere il mondo attraverso la scatola, come faceva sempre, e ilmondo gli restituì una scritta, stampata al contrario:
> **REAL DAISY®**> *la compagna realistica — poro per poro*> *silenzio, discrezione, spedizione anonima*
Sotto c'era una seconda riga, in caratteri più piccoli e con tre puntiesclamativi, che precisava con esattezza commerciale a quale funzione domestical'oggetto fosse destinato.Era dotata di lubrificante interno a dispencer e di funzione di pulizia automatica oltre che da 3 orifizi perfettamente funzionanti e a detta della scatola libidici.
Nel buio della scatola, un demone di quarantatré millenni rimase immobile perun tempo che, secondo i registri, corrisponde a due ore e diciotto minuti.
Poi disse, molto piano, con la voce di una frana in fondo a un pozzo:
*...va bene.*
Perché il rito non era ripetibile — quei cinque non si sarebbero mai più.E perché, quando ti risvegli in un magazzino dopo quarantatré millenni diattesa, non è che ti puoi permettere di fare lo difficile sul packaging.
Alle 6:40 il muletto infilò le forche sotto il pallet.
Alle 9:15 il furgone uscì dall'Interporto Sud con quarantun pacchi a bordo,quaranta dei quali contenevano oggetti.
Alle 11:02, in un palazzo dalle scale di marmo lucido, un uomo firmòil modulo di consegna con la mano leggermente tremante e senza guardare ilcorriere negli occhi.
La scatola era neutra.
Dentro, nel buio, il Divoratore di Soglie contò fino a sedici e cominciòa lavorare sull'atmosfera.
Poi l'uomo apri il pacco e usufrui dell'oggetto.

REAL DAISYStories to obsess over. Discover now