Il tempo grigio - Introduzione

45 6 3
                                        

Edimburgo a fine settembre ha il brutto vizio di sembrare una città che sta per darti una delle peggiori notizie che riceverai in vita tua.

Il cielo è basso, color cenere. La pioggia cade di traverso, sottile e stronza, ti taglia le guance e il vento ti si infila dappertutto, sotto il colletto del cappotto, tra i capelli, perfino nei pensieri. Le pietre dei palazzi sono nere d'umidità e le strade brillano come se qualcuno ci avesse rovesciato sopra una tanica di birra e nessuno si fosse preso la briga di riparare al danno.

Non è sempre così, ci sono giorni in cui il sole, timidamente, cerca di rifare capolino, ancora energico dall'estate che sta per chiudersi alle sue spalle, ma svanisce tra le nuvole subito dopo, avendo l'aspetto di una di quelle persone che dopo l'iniziale entusiasmo si tirano indietro, codarde.

Sto camminando svelta, con le mani nelle tasche del cappotto rosso mattone.

Ho i capelli spettinati dal vento, dalla serata di ieri sera e dal poco sonno di questa notte. Gli stivali neri che hanno visto giorni migliori hanno un tacco mezzo rotto che produce l'esatto suono che proverrebbe da un cavallo zoppo che torna a testa bassa nella sua stalla. Ho addosso il vestito di maglia viola a maniche lunghe che è troppo corto per una persona rispettabile che va in ufficio, ma per fortuna non sono mai stata particolarmente interessata alla rispettabilità.

Sotto di esso indosso delle calze bordeaux, ed è la quarta vecchietta che mi scruta quando le passo accanto. Tre collane d'argento e abbastanza anelli da sembrare appena uscita da un ritrovo per bikers. O tossicodipendenti. O musicisti. È uguale.

È un look che mi piace. Mi fa sembrare esattamente ciò che vorrei essere.

La verità è che non so quasi mai cosa cazzo sto facendo.

Ho ventisette anni, lavoro in un grattacielo di vetro che odio, quando riesco a trovare il tempo scrivo canzoni che non faccio ascoltare a nessuno e passo una quantità imbarazzante di tempo a chiedermi se un giorno riuscirò a vivere soltanto di quello che amo.

Per ora mi pagano per stare seduta davanti a un computer. È una forma molto elegante di sconfitta. È il tipo di forma elegante che tu non accetteresti mai. Ma ho sempre saputo che eravamo troppo diversi.

Attraverso George Street mentre una fila di taxi neri mi passa davanti. Un uomo corre sotto un ombrello che si è praticamente rivoltato contro di lui. Una donna fuma davanti a un pub con il bavero del cappotto alzato. Da una panetteria esce odore di burro e caffè.

Mi fermerei.

Non lo faccio.

Sono già in ritardo.

Poi guardo la data sul telefono.

27 settembre.

E mi viene quella sensazione.

Quella che odio.

Ottobre.

Tra pochi giorni sarà ottobre.

E ottobre è il mese del tuo compleanno.

Fanculo.

Non pensavo di essere ancora una di quelle persone.

Una di quelle che ricordano le date.

Una di quelle che, davanti a un numero sullo schermo, sentono una fitta nello stomaco.

E invece sì.

Ricordo il tuo compleanno.

Ricordo quanti anni compirai.

Ricordo persino cosa ti ho regalato l'anno scorso.

Mi viene da ridere, ma non è una risata vera. È quella specie di suono breve e amaro che ti scappa quando realizzi che il tuo cuore ha avuto più buon senso del tuo cervello.

You've reached the end of published parts.

⏰ Last updated: Aug 24 ⏰

Add this story to your Library to get notified about new parts!

La luce gialla dei lampioniStories to obsess over. Discover now