Capitolo 1- Quello che non sopporto

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POV: Elly

Ci sono persone capaci di rovinarti la giornata senza nemmeno essere presenti.

Jason Carter, per esempio.

<<Ti prego, dimmi che quella faccia non è per quello che penso.>>  Amanda appoggia entrambe le mani sul bancone e inclina leggermente la testa, studiandomi.

Sollevo gli occhi dal bicchiere di caffè.  <<Quale faccia?>>

<<Quella.>> Indica il mio viso con lo strofinaccio che tiene in mano. <<Sembri una che ha appena scoperto che il lunedì durerà per sempre.>>

Porto il bicchiere alle labbra. <<È la mia faccia normale.>>

Amanda rimane in silenzio per un istante, poi annuisce con aria seria.<<Questo spiega parecchie cose.>>

Prendo una bustina di zucchero dal contenitore e gliela lancio.

Lei si raddrizza lentamente e mi fissa. <<Violenta.>>

<<Te la sei cercata.>>

<<Sei pregata di raccoglierla.>>

Inarco un sopracciglio.<<Sei tu quella che lavora qui.>>

<<Il fatto che io lavori qui non significa che debba ripulire dopo i tuoi attacchi infantili del cazzo.>>

La guardo. Lei guarda me.

Resistiamo forse tre secondi prima di scoppiare entrambe a ridere.

***

Sono appena passate le otto del mattino e il Morgan's Coffee è già pieno. La porta continua ad aprirsi lasciando entrare folate d'aria fredda insieme a studenti ancora mezzi addormentati. La macchina del caffè sibila senza sosta e qualcuno, per motivi che meriterebbero un'indagine, ha deciso di mettere una playlist allegra a quest'ora del mattino.

Fuori ha piovuto tutta la notte. Non è una novità, Westbrook ha un rapporto quasi sentimentale con la pioggia.

Una volta che comincia, sembra non volerla lasciare andare.

Attraverso la grande vetrata vedo il campus dall'altra parte della strada. Gli edifici di mattoni scuri sono ancora bagnati, le foglie rosse e arancioni si sono incollate ai marciapiedi e decine di studenti attraversano il coffee stringendo libri, ombrelli e bicchieri fumanti.

Westbrook, Pennsylvania.

La città dove sono nata.

Abbastanza grande da avere un'università, un piccolo centro, due cinema e più caffetterie di quante ne servano realmente.

Abbastanza piccola perché una voce interessante riesca comunque ad attraversarla in meno di ventiquattro ore, e negli ultimi giorni ce n'è una che sembra interessare tutti.

Amanda raccoglie la bustina di zucchero e me la lancia davanti.

<<Quindi?>>

Strappo un angolo della confezione. <<Quindi cosa?>>

<<Oggi torna.>>

Verso lentamente lo zucchero nel caffè. <<Chi?>>

Amanda si ferma e mi fissa. <<Brad Pitt.>>

<<Non sapevo si fosse iscritto alla Westbrook.>>

<<Elly.>>

<<Amanda.>>

Quello che non posso volereStories to obsess over. Discover now