L'inizio della fine

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Molto tempo fa, nelle profondità dell'oceano, Poseidone, re del mare, fece maledire la donna che diceva di amare, per sempre.
Lui era un dio e questo gli consentiva di fare tutto quello che voleva, creare tutto quello che desiderava, giocare con i sentimenti delle altre persone e rischiare il tutto e per tutto senza paura di conseguenze negative o danni a se stesso, perché lui non si curava delle altre persone. Ma questo lo si sa bene, perché lui era un dio.
Lei era una ragazza giovane e bella, si chiamava Medusa, era amata e adorata da tutti. Ma un giorno Poseidone la vide, occhi azzurri come il blu dell'oceano piú profondo, capelli neri come la pece, nei sparsi su tutto il corpo come costellazioni in un cielo lattiginoso. Le persone a lei care la adoravano e non c'era un minimo di risentimento in loro, ma solo puro e incontestabile amore verso di ella; non nutrivano neanche nessuna gelosia per la sua bellezza o per il fatto che era amata da tutti, anzi, erano solo felici per lei.
Un giorno però, Poseidone la vide e se ne innamorò perdutamente. Nessuno sarebbe riuscito a rimanere sobrio insieme a lei, perché lei... era tanto. Era simpatica, brillante, divertente, estroversa... ed era felice, felice della sua vita e delle persone che aveva accanto. Poseidone però, la voleva tutta per sé, voleva che nessun altro al di fuori di lui la vedesse. Perché era possessivo. Quello che gli apparteneva era solo suo; così, inizio a farle la corte, sperando che un giorno dicesse di sì e che passasse l'eternitá con lui, perché se lei avesse accettato, l'avrebbe resa immortale. Un'offerta allettante ma che lei rifiutò. Non era pronta a lasciare la sua vita per un uomo. Certamente era un dio e avrebbe potuto avere tutto quello che desiderava ma non voleva passare la sua vita con un uomo che non amava.
Vedete, lei era anche una donna piena di passione, lei amava come se non ci sarebbe stato un domani. Lei amava come se fosse stata l'ultima cosa che avesse fatto in vita sua. Lei voleva una storia d'amore che l'avrebbe trascinata per il resto della sua vita e che l'avrebbe travolta come un fulmine in un uragano. così disse di no. Disse di no anche perché le era proibito amare. Lei voleva amare e farsi trascinare dalla passione, ma non poteva. Era la sacerdotessa del tempio di Atena. Doveva rimanere casta. Come mai avesse fatto quella scelta anche se amava? Non lo sapeva neanche lei. Per salvarsi dal suo stesso destino probabilmente, poteva scegliere anche strade diverse. Eppure lei aveva scelto di fare la sacerdotessa. Voleva fare del bene e quello era l'unica cosa che poteva fare restando nella sua città. Poseidone, così si infuriò e decise che l'avrebbe fatta sua, con le buone o con le cattive. Arrivò una notte, mentre lei dormiva beata nella sua stanza. Le tappò la bocca e la violentó. Tutto quello che provava Medusa in quel momento era dolore. Dolore puro come non lo aveva mai sentito. Ma la cosa peggiore é che lei, mentre Poseidone faceva di essa quello che voleva era che lei non pensava a proteggersi o alla sua salute, ma pensava: "cosa ne sarà del mio lavoro? cosa ne sará di tutto il tempo che ho dedicato per questo tempio?"
Una volta finito, Poseidone scomparve, finalmente soddisfatto. Ma per Medusa non era ancora finita... Atena, che aveva assistito a tutto, decise di sfogare la propria rabbia sulla vittima, non su Poseidone perché sapeva che non gli avrebbe fatto nulla ma Medusa, beh, Medusa era umana. Cosí le lanciò addosso una maledizione, le mutó i capelli in verdi serpenti, il corpo lo ricoprí di squame e le accese gli occhi di verde, un verde lucente, che avrebbero tramutato in pietra qualsiasi cosa li avrebbe guardati, solo che lei questo, ancora non lo sapeva...
Medusa, allora, presa dal dolore scappò dal tempio. Si rifugiò in una caverna vicino al mare per restare in contatto con le creature che aveva curato nel corso della sua vita.
Passò un anno e arrivó una nuova ragazza, una nuova vittima di Poseidone. Un'altra sacerdotessa di Atena. Medusa le chiese come si chiamasse e lei rispose di chiamarsi Steno. Le chiese anche cosa le fosse capitato e Steno rispose che Poseidone dopo averle fatto la corte e averla sedotta l'avesse tradita con un'altra ninfa e che lei, in un moto di furia, lo avesse insultato. E che Poseidone, prendendo spunto da una maledizione lanciata da Atena l'avesse trasformata.
Passarono pochi mesi da quell'ultimo incontro e Steno e Medusa vivevano entrambe nella caverna quando un giorno, un nefasto giorno, un'altra ragazza arrivò con le stesse fattezze di Steno. Arrivò alla caverna e trovò Medusa e Steno che parlavano tra di loro. Alla vista della ragazza, Medusa e Steno, si scambiarono un'occhiata d'intesa: un'altra ragazza era stata colpita dalla maledizione. Non stettero neanche a chiederle cosa fosse successo perché ormai già lo sapevano.. Poseidone aveva falciato un'altra vita felice. La ragazza si chiamava Euriale. E anche lei era una sacerdotessa. Negli anni a venire molte altre ragazze si fecero vive alla porta della caverna di Medusa ma nessuna di loro rimase. Tutte avevano deciso di togliersi la vita. Tutte tranne Medusa, Euriale e Steno. Loro avevano scelto la vita. Avevano deciso che, anche se orribili mostri erano ancora capaci di vivere per aiutare gli altri. Solo che loro ancora non sapevano, non sapevano che la maledizione avrebbe impedito a loro di fare l'unica cosa che poteva renderle felici. Curare le creature.
Non sapevano neanche che, anche se tramutate in mostri, esse erano ancora di bellissime fattezze e che quindi avrebbero istigato molti uomini, donne e persino bambini a indagare su di loro, a farsi avanti per provare a vedere questi mostri belli, questi scherzi rigettati dalla natura stessa, queste gorgoni da una bellezza inconcepibile. E che presto avrebbero mietuto molte vittime. Una dopo l'altra.

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⏰ Last updated: Aug 12 ⏰

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