Parte 1

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Francesco

"La messa è finita, andate in pace" – "Rendiamo grazie a Dio".

La risposta cantilenante proveniente dalle uniche quattro persone partecipanti alla messa delle ore 7.00 è l'unico suono che infrange il silenzio della Parrocchia di Don Bosco in questo freddo mattino di novembre.

Che cosa mi spinga, con questo freddo pungente, a lasciare gli abiti talari per infilarmi una tuta e correre nelle stradine deserte di questo piccolo paese, solo Dio lo sa. ​

Sono arrivato in questa realtà pochi mesi fa, dopo la morte del vecchio parroco, molto amato dai suoi parrocchiani, da sempre legati alle tradizioni.

Farmi amare, ma prima ancora accettare da loro, non è stato per nulla facile. Sono giovane, di bell'aspetto (questo non posso negarlo), amante delle motociclette e poco incline a una capigliatura ordinata.

In pratica tutto l'opposto del mio predecessore: anziano, stempiato e irrimediabilmente fuori forma, io appartengo a un'altra generazione quella della "mente sana in corporea sano".

Con i giovani del paese (pochi in verità) è stato molto più facile, di qualcuno di loro sono diventato una sorta di fratello maggiore al quale confessare, ahimè a volte senza troppi scrupoli, le proprie avventure/disavventure dimenticandosi troppo spesso dell'abito che indosso.

L'oratorio l'ho riempito, per la Chiesa ci devo ancora lavorare, per i giovani la domenica rimane intoccabile.

Torno dalla mia corsa mattutina appena in tempo per farmi una doccia e avviarmi, in sella alla mia motocicletta, in città. Il Vescovo vuole vedermi. Non prevedo nulla di buono ....

Serena

Non so nemmeno io che cosa mi spinga ad alzarmi alla mattina.

Una vita come questa non vale la pena di essere vissuta.

Da quando mia madre se n'è andata, la mia esistenza non ha più senso, se non fosse per Daniel che ha bisogno di me ora più che mai, probabilmente avrei fatto una scelta irreparabile dopo la sua dipartita.

Quanto vorrei poter condividere questo malessere con qualcuno che mi capisca davvero, senza giudicare come fanno tutti, ma con la volontà di comprendermi, di tendermi una mano e magari stringermi forte per portarmi via da qui. ​

D'istinto apro il PC, mio unico compagno di vita, custode di tutti i miei segreti e di tutti i miei pensieri.

Apro un nuovo account con un altro nome, nessuno deve riuscire ad associarlo a me, e posto una semplice domanda:

@nuovadehli "Avete mai pensato di farla finita?"

Premo invio e chiudo.

Nell'altra stanza si cominciano a sentire dei rumori e subito dopo la sua voce: "Ehi zuccherino, vieni a rendere più piacevole il mio risveglio, vieni a fare ciò che spettava a quella troia di tua madre".

Non sono nemmeno le sette e il mio inferno sta per iniziare ...

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