Capitolo 1 - Il silenzio della magia

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Capitolo 1 - Il silenzio della magia

New York non dormiva mai.

Le sue strade pulsavano di vita, le insegne illuminavano la notte e il rumore del traffico copriva quasi ogni altro suono.

Quella sera, nel Sanctum Sanctorum, era il silenzio a fare paura.

Stephen Strange rimase immobile davanti a un portale incompleto.

Le scintille dorate, normalmente vive e ordinate, si spegnevano una dopo l'altra come stelle morenti.

L'anello continuava a ruotare sul suo dito, ma non rispondeva.

Provò di nuovo, ma non successe nulla.

Fece un secondo tentativo, ma non cambiò niente.

Dietro di lui, Wong osservava in silenzio, stringendo tra le mani un antico volume proveniente dalla biblioteca di Kamar-Taj: «È il terzo fallimento in meno di un'ora»

Strange non rispose inspirando lentamente e tentò un incantesimo diverso.

Le rune comparvero per un istante, ma poi si frantumarono nell'aria trasformandosi in una sottile polvere luminosa: Era impossibile.

Gli incantesimi non si rompevano, ma semplicemente funzionavano o non funzionavano.

Il mantello della levitazione sembrò agitarsi nervosamente sulle sue spalle come se avvertisse qualcosa che il suo padrone non riusciva ancora a comprendere: «Sta peggiorando...»

Wong annuì: «Anche gli altri Maestri hanno iniziato a perdere il controllo degli incantesimi più semplici»

Strange abbassò lentamente le mani e per la prima volta dopo molto tempo aveva paura.

Contemporaneamente nella Avengers Tower.

Tony Stark osservava decine di ologrammi sospesi davanti a sé, Bruce Banner confrontava grafici energetici provenienti da ogni parte del pianeta, ma nessuno aveva senso.

«I satelliti rilevano improvvise fluttuazioni gravitazionali...» disse Tony allargando un altro schermo: «Tre secondi dopo spariscono...»

Banner scosse la testa: «Non sono gravitazionali...»

«Elettromagnetiche?» chiese nuovamente l'inventore.

«Nemmeno.» rispose lo scienziato senza pensarci due volte.

Tony sospirò passandosi la mano tra i capelli: «Fantastico. Abbiamo trovato qualcosa che decide di ignorare tutte le leggi della fisica»

Venerdì intervenne con la sua voce calma.

«Nuove anomalie rilevate...»

Un altro ologramma apparve, ma questa volta il segnale proveniva direttamente da New York.



Molto lontano da lì su Asgard, Thor, osservava il Bifröst con le braccia incrociate.

Davanti a lui il cielo sembrava incrinarsi, mentre minuscole crepe luminose attraversavano l'aria.

Non erano visibili agli occhi mortali, ma gli dèi potevano percepirle e ogni giorno diventavano più grandi.

«È iniziato anche qui» la voce di Heimdall ruppe il silenzio: «Non solo ad Asgard»

Thor abbassò lentamente Mjolnir: «Midgard...»

Heimdall annuì: «È da lì che tutto ha avuto origine»

Per qualche secondo nessuno parlò, ma poi Heimdall aggiunse qualcosa che Thor non avrebbe mai voluto sentire: «Gli stregoni di Midgard hanno chiesto il nostro aiuto»

Thor sorrise amaramente: «Se Strange chiede aiuto significa che siamo già in ritardo»



Qualche ora dopo nel Sanctum Sanctorum.

Gli Avengers erano riuniti: Steve Rogers, Natasha Romanoff, Clint Barton, Bruce Banner, Tony Stark, Wanda Maximoff, Pietro Maximoff, Stephen Strange, Wong e perfino alcuni Maestri di Kamar-Taj.

Thor fu l'ultimo ad arrivare, ma il suo volto bastò a far capire che la situazione era più grave del previsto: «Asgard conferma tutto...»

Sul tavolo comparve una mappa del mondo mostrando punti luminosi si spegnevano lentamente uno dopo l'altro: «La magia sta morendo...»

Nessuno parlò e perfino Tony rimase in silenzio.

Fu Strange a rompere l'immobilità: «Hai una soluzione?»

Thor esitò solo un istante, ma fu sufficiente: «Forse...»

Gli sguardi si posarono su di lui.

«Esiste una persona che potrebbe vedere ciò che noi non riusciamo a vedere...» ammise il Dio del Tuono.

Steve si irrigidì, Natasha socchiuse gli occhi, Clint strinse inconsciamente il pugno, Wanda percepì un improvviso nodo allo stomaco e Pietro incrociò le braccia al petto.

Thor pronunciò quel nome con calma: «Loki...»

Il silenzio che seguì sembrò più pesante di qualsiasi esplosione: «Assolutamente no...»

«Sei impazzito?» sbottò Tony.

Wanda fece un passo avanti: «Dopo tutto quello che ha fatto vuoi portarlo qui?»

Thor non abbassò lo sguardo: «Non vi sto chiedendo di perdonarlo...» fece una pausa: «Vi sto chiedendo di lasciargli una possibilità»

Nessuno rispose, ma sui loro volti era evidente una sola certezza: Per loro Loki sarebbe sempre rimasto il Dio dell'Inganno.

Loki: Il cuore dell'IngannoStories to obsess over. Discover now