Ci sono promesse che fai da bambino convinto che dureranno per sempre.
Promesse che nascono tra una risata e un sogno condiviso, quando il futuro sembra lontano e il mondo troppo piccolo per riuscire a separarvi.
Aurora Leone ci aveva creduto.
Aveva creduto in quel campetto di basket nascosto tra i palazzi di Torino, nei pomeriggi passati a sfidarsi fino al tramonto e in quel ragazzino dagli occhi azzurri che riusciva sempre a farla ridere.
«Hai perso di nuovo.»
Aurora raccolse il pallone dal parquet consumato e gli lanciò un'occhiataccia.
«Hai barato.»
Nicolás scoppiò a ridere.
«Non sai proprio perdere.»
«Io so perdere. Sei tu che sei insopportabile.»
«Eppure continui a giocare con me.»
Lei incrociò le braccia e sorrise.
«Perché se giocassi contro qualcun altro mi annoierei.»
Lui le lanciò il pallone.
«Allora facciamo un'ultima partita.»
«La vinco io.»
«Nei tuoi sogni, Leone.»
Giocarono finché il sole iniziò a tingere il cielo di arancione.
Per loro il tempo sembrava non esistere.
Esisteva solo il rumore del pallone che rimbalzava sull'asfalto, le scarpe che strisciavano sul campo e quelle risate che sembravano poter riempire il mondo.
Alla fine Nicolás si avvicinò.
Dalla tasca della felpa tirò fuori una piccola scatolina.
Aurora lo guardò incuriosita.
«Cos'è?»
«Aprila.»
Lei sollevò il coperchio.
All'interno c'era un braccialetto con una piccola fenice d'argento.
Rimase senza parole.
«È bellissimo.»
«L'ho visto e ho pensato a te.»
«A me?»
Nicolás annuì.
«La fenice rinasce sempre dalle sue ceneri. Tu sei così. Ogni volta che cadi, trovi sempre il modo di rialzarti.»
Per la prima volta Aurora abbassò lo sguardo, imbarazzata.
«Grazie.»
Lui le prese delicatamente il polso e le allacciò il braccialetto.
«Adesso promettimi una cosa.»
Lei lo guardò negli occhi.
«Qualunque cosa succeda... non smettere mai di rialzarti.»
Aurora sorrise.
«Te lo prometto.»
Poi, come facevano prima di ogni partita, si misero uno di fronte all'altra.
Due battiti di mano.
Un pugno.
Un dito puntato verso il canestro.
Nicolás sorrise.
«Ci vediamo dall'altra parte della linea.»
Aurora ricambiò il sorriso.
«Sempre.»
In quel momento sembrava impossibile immaginare un futuro in cui non sarebbero stati insieme.
Il telefono di Aurora vibrò.
Un messaggio.
La festa è iniziata. Ti aspettiamo.
Lei infilò il cellulare nella tasca della felpa.
«Devo andare.»
«Ci vediamo domani agli allenamenti.»
«Come sempre.»
Aurora iniziò ad allontanarsi.
Dopo pochi passi si voltò.
«Preparati a perdere, De Santis!»
Nicolás rise.
«Sogna, Leone!»
Lei gli fece una linguaccia e sparì dietro l'angolo.
Nicolás rimase a guardare il punto in cui era scomparsa.
Per un istante ebbe uno strano presentimento.
Come se qualcosa stesse per cambiare.
Scosse la testa.
Era solo una stupida sensazione.
Si infilò le mani nelle tasche e prese la strada di casa.
Quella fu l'ultima volta che vide Aurora sorridere.
Cinque anni dopo...
Quando Aurora rimise piede al Phoenix Torino Basketball Club, capì una cosa.
Alcune promesse non vengono spezzate dal tempo.
Vengono distrutte dalla verità.
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Oltre la linea
RomanceAurora Leone ha un solo obiettivo: lasciarsi il passato alle spalle e dimostrare il proprio valore sul parquet del Phoenix Torino Basketball Club, una delle accademie di basket più prestigiose d'Italia. L'ultima persona che si aspetta di ritrovare è...
