La nebbia del primo mattino si stendeva sulle acque del Lago Nero come un velo d'argento, soffocando ogni rumore del mondo. Dalle sue profondità emergeva, imponente e silenzioso, il Castello di Hogwarts: una fortezza antica, scolpita nella pietra nera e impreziosita da torri sottili che sembravano graffiare il cielo.
Le mura portavano i segni di secoli di magia. L'edera si arrampicava sulle finestre gotiche, le bandiere delle quattro casate ondeggiavano nel vento autunnale e centinaia di candele sospese illuminavano i corridoi con una luce dorata e tremolante.
Si diceva che il castello ricordasse ogni studente che vi avesse messo piede.
E che custodisse ogni segreto che gli fosse stato affidato.
Mavie Malfoy osservò il castello attraverso il finestrino della carrozza senza lasciar trasparire alcuna emozione.
Le mani erano intrecciate sulle ginocchia, la schiena perfettamente dritta, il volto impassibile.
Chiunque l'avesse guardata avrebbe visto una ragazza composta.
Chi la conosceva davvero, invece, avrebbe riconosciuto quel minuscolo gesto con cui il pollice sfiorava l'anello d'argento che portava sempre al dito.
Era l'unico segnale del fatto che, dentro di lei, qualcosa si stesse muovendo.
Aveva diciott'anni.
Capelli biondo chiarissimo, leggermente ondulati, che ricadevano ordinati sulle spalle.
Occhi color ghiaccio.
Lineamenti delicati ma fieri.
L'eleganza sembrava appartenere al suo modo di respirare prima ancora che al suo modo di camminare.
La divisa della Casata dei Serpeverde cadeva perfettamente sul suo corpo slanciato, mentre il mantello nero ondeggiava appena ogni volta che la carrozza sobbalzava sulle pietre del sentiero.
Mavie era cresciuta in una delle famiglie più influenti del Regno Magico.
Fin da bambina aveva imparato che una lacrima mostrata nel momento sbagliato poteva diventare un'arma nelle mani di qualcun altro.
Per questo non piangeva.
Non chiedeva aiuto.
Non si fidava.
...
L'atrio era immenso.
Il pavimento di marmo rifletteva le luci dei lampadari incantati, mentre enormi scale si intrecciavano tra loro cambiando direzione con una lentezza quasi elegante.
I ritratti appesi alle pareti parlavano sottovoce.
Le armature salutavano gli studenti con un lieve inchino.
Piccoli globi luminosi fluttuavano nell'aria come lucciole.
Mavie inspirò profondamente.
L'odore della pietra antica si mescolava a quello della pergamena, della cera delle candele e della pioggia che aveva bagnato il cortile durante la notte.
Era la stessa fragranza che ricordava fin da bambina.
Casa.
Non quella in cui era nata.
Quella in cui aveva imparato a diventare sé stessa.
«Bentornata, Malfoy.»
Una ragazza dai capelli scuri le rivolse un sorriso.
Mavie ricambiò con un semplice cenno del capo.
Non era maleducazione.
Era il suo modo di tenere tutti a distanza.
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Mors et Amor | Mattheo Riddle
Fanfiction[IN CORSO] "Ci sono persone che ti salvano la vita. Altre che la distruggono. E poi ci sono quelle che fanno entrambe le cose." Mavie Malfoy ha sempre saputo quale fosse il suo posto nel mondo. Essere una Malfoy significa non abbassare mai lo sguard...
